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Pagare l’affitto in contanti: è ancora possibile?

affitto in contanti

Dal 1° gennaio 2014 non è più possibile pagare l’affitto in contanti. Lo sancisce l’art. 1, comma 49 della Legge n.° 147/2013 (Legge di stabilità). L’obbligo vale per tutti i tipi di contratto di locazione: abitazioni private, garage se di pertinenza all’abitazione, locazioni turistiche, transitorie, per studenti universitari. Sono esenti gli affitti di negozi, uffici, ogni tipo di locale non adibito ad abitazione, escluso gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (case popolari).

Cosa prevede la normativa

La Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento che rende obbligatorio pagare l’affitto in una modalità diversa dal contante. Le modalità di pagamento accettate sono bonifico, bancomat, carta di credito, assegno non trasferibile, assegno circolare. Lo scopo dell’emendamento è la trasparenza delle transazioni e la tracciabilità.

La tracciabilità, tra le altre cose, è condizione necessaria per poter accedere alle agevolazioni e alle detrazioni fiscali sia per il locatore che per il conduttore. Per combattere l’evasione fiscale i Comuni sono gli enti preposti al controllo e monitoraggio dei contratti di locazione con lo scopo di sanare eventuali irregolarità e accedere al registro dell’anagrafe civile e condominiale.

Non si applica la soglia dei pagamenti in contanti fino a 1000 € previsto per le norme anti-riciclaggio, ciò significa che indipendentemente dall’ammontare dell’affitto, il pagamento dovrà essere effettuato tramite una delle forme tracciabili.

Inoltre, anche se il pagamento riguarda una mensilità arretrata – precedente l’entrata in vigore della nuova norma – dovrà essere saldata tramite mezzi tracciabili.

Anche gli stranieri sono obbligati al pagamento dell’affitto con bonifici o altri metodi.

Per i pagamenti che si effettuano tramite agenzia, si può impiegare la carta di credito o il bancomat e in questo caso i professionisti sono obbligati a installare e dotarsi di un POS, il cui canone mensile è di circa 30 €.

Le sanzioni in caso di irregolarità

L’Italia è il paese europeo in cui otto pagamenti su dieci si effettuano in contanti. Se da un lato l’iniziativa potrebbe mostrarsi efficace contro la lotta all’evasione, dall’altra aumenterebbe il carico di burocrazia, con l’obbligo per studenti, pensionati e stranieri di aprire un conto corrente. In compenso, però, la tracciabilità rende tutto più efficiente e facile nel richiedere le detrazioni.

Le sanzioni in caso di irregolarità non sono state esplicitate, ma saranno applicate le stesse in materia di anti-riciclaggio dove la sanzione va dall’1% al 40% della somma trasferita in contanti.




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