Le detrazioni per il risparmio energetico e le ristrutturazioni si applicano anche alle unioni civili e alle coppie di fattoLe detrazioni per il risparmio energetico e le ristrutturazioni si applicano anche alle unioni civili e alle coppie di fatto per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016. Si tratta di una delle novità introdotte dalla legge n. 76 del 20 maggio 2016, la cosiddetta legge Cirinnà, che ha introdotto nel nostro ordinamento le unioni civili tra persone dello stesso sesso e ha regolamentato le convivenze, sia tra persone eterosessuali, sia tra omosessuali. Sull’applicazione delle nuove disposizioni è intervenuta più volte l’Agenzia delle Entrate, fornendo chiarimenti circa i dubbi interpretativi. Vediamo quindi a quali condizioni è possibile accedere alle detrazioni fiscali ristrutturazione e risparmio energetico in caso di convivenza o unione civile.

Detrazione ristrutturazione convivente non sposato e unioni civili: in cosa consiste

Le nuove regole si applicano a tutte le detrazioni, ovvero:

Detrazioni ristrutturazioni unioni civili

La legge 76 del 2016 riconosce alle unioni civili tra persone dello stesso sesso gli stessi diritti delle coppie sposate, come sottolinea l’Agenzia delle Entrate nella risoluzione 64/E del 28 luglio 2016. Di conseguenza entrambi i componenti avranno diritto all’agevolazione fiscale per interventi di ristrutturazione, riqualificazione energetica o acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
Ricordiamo che in base alla legge Cirinnà per creare un’unione civile è necessaria una dichiarazione all’ufficiale di stato civile del Comune.

Detrazione ristrutturazione convivente non sposato

Nella stessa risoluzione l’Agenzia afferma che anche il convivente more uxorio ha diritto alle detrazioni.
La legge 76/2016 non prevede la piena equiparazione delle coppie di fatto alle coppie sposate, a differenza di quanto sancito, come visto, per le unioni civili. Tuttavia nella risoluzione 64/E l’Agenzia evidenzia che la legge attribuisce una specifica rilevanza alle coppie di fatto, alle quali sono in ogni caso garantiti diversi diritti riconosciuti alle coppie sposate.
In virtù di tale riconoscimento il convivente non sposato può accedere ai benefici fiscali per interventi effettuati su una delle abitazioni in cui si realizza il rapporto di convivenza. L’Agenzia chiarisce che:

  • Non è necessario che il convivente sia proprietario o comodatario dell’immobile
  • Il beneficio si applica anche ad immobili diversi dall’abitazione principale della coppia.

Le convivenze di fatto, in base alla legge 76/2016, sono quelle costituite tra due persone maggiorenni, unite da legami affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello
stesso comune. In questo caso non c’è l’obbligo di rendere una dichiarazione ufficiale, tuttavia per dimostrare la stabile convivenza è necessario rendere una dichiarazione di residenza o di stato anagrafico in Comune.

Detrazione ristrutturazione convivente more uxorio e unioni civili: si applica dal 1° gennaio 2016

Nella circolare 8/E del 2017 l’Agenzia delle Entrate ha inoltre ribadito che l’accesso agli sgravi fiscali per le coppie conviventi e le unioni civili si applica a partire dall’approvazione della legge. In base al principio della unitarietà del periodo d’imposta i benefici potranno dunque essere richiesti per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Detrazione ristrutturazione convivente non sposato e unioni civili: cosa fare se il bonifico è errato

Nella circolare 43/E/2016 l’Agenzia delle Entrate ha spiegato, infine, che se il bonifico per accedere alle detrazioni non è stato compilato correttamente, per non perdere le detrazioni è possibile:

  • ripetere il pagamento per poter presentare il bonifico corretto
  • in alternativa, se non è possibile ripetere il pagamento, presentare una certificazione redatta dall’impresa beneficiaria, in cui dichiari di aver ricevuto le somme e di averle incluse nella contabilità dell’impresa