La quota variabile della tariffa sui rifiuti va calcolata una sola volta sull’intera superficie dell’unità immobiliare, comprese le pertinenze

La quota variabile della tariffa sui rifiuti va calcolata una sola volta sull’intera superficie dell’unità immobiliare, comprese le pertinenze. Il chiarimento arriva da Pierpaolo Baretta, sottosegretario del ministero dell’Economia e delle finanze, durante il question time alla Camera del 18 ottobre 2017. Sono dunque illegittimi i conteggi di molti comuni che replicano la quota variabile per le singole pertinenze, gonfiando l’importo della Tari.

Calcolo tari quota variabile: come funziona

La tassa sui rifiuti si ottiene dalla somma di due quote:

  • la quota fissa, legata ai metri quadrati dell’immobile
  • la quota variabile, legata al numero dei componenti del nucleo familiare

Il calcolo della Tari corretto si ottiene applicando la quota fissa all’intera superficie dell’immobile e sommando a questa la quota variabile. La quota variabile, quindi, va applicata una sola volta. Molti comuni, invece, applicano la quota variabile sia all’abitazione, sia alle pertinenze, con il risultato che l’importo finale dell’imposta è più alto del dovuto.

Tari quota variabile pertinenze: i chiarimenti del MEF

Il chiarimento del ministero arriva in seguito al quesito posto da Giuseppe L’Abbate, del Movimento 5 Stelle, che ha indirizzato alla Camera le perplessità di molti contribuenti. In presenza di un appartamento con garage e cantina diversi comuni, infatti, applicano la quota variabile sia all’abitazione, sia alle due pertinenze. Si determina così una tariffa molto più alta rispetto a quella che risulterebbe applicando la quota variabile una sola volta alla superficie totale.

Il ministero esclude la possibilità di applicare la quota variabile alle pertinenze in modo separato rispetto all’abitazione. Il decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 1999, che disciplina le procedure di calcolo della quota variabile delle tariffe per le abitazioni, stabilisce infatti che questa vanno calcolata in riferimento alla singola utenza. I comuni, quindi devono applicare la parte variabile una sola volta.

Nel chiarimento viene citato anche l’articolo 17 del regolamento sulla Tares. Tale documento, infatti, disciplina un caso particolare: quello di un singolo occupante persona fisica che all’interno di un comune detenga esclusivamente cantine, autorimesse o altri luoghi di deposito, ma non abbia un’abitazione. In questa ipotesi il regolamento stabilisce che le pertinenze potranno essere considerate utenze abitative. Il MEF sottolinea che quella considerata nel regolamento è una circostanza particolare e dunque un’eccezione dalla quale deve essere desunta la regola generale: “la parte variabile della tariffa va computata solo una volta, considerando l’intera superficie dell’utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze situate nello stesso comune”.

Calcolo illegittimo Tari quota variabile pertinenze: al via le domande di rimborso

Dopo i chiarimenti del MEF si apre la possibilità per molti cittadini di chiedere il rimborso delle somme pagate a seguito di errori commessi dai comuni. E c’è chi annuncia battaglia, come il movimento di difesa del cittadino che, attraverso i propri sportelli, ha lanciato la campagna SOS Tari per supportare i contribuenti nel recupero delle somme versate.

Il rimborso può essere richiesto per i contributi versati negli ultimi cinque anni, naturalmente solo per la parte eccedente rispetto a quanto dovuto. Quindi è necessario innanzitutto verificare se la quota variabile è stata applicata più volte sia sull’abitazione, sia sulle pertinenze. Se la tassa è riscossa da un soggetto terzo che gestisce il servizio la richiesta di rimborso andrà indirizzata a quest’ultimo.

Tari quota variabile pertinenze: conteggi illegittimi
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