Per difendere la terra ed i suoi abitanti dal degrado e dai cambiamenti climatici in atto, la ricerca scientifica e le innovazioni da parte di enti e società private, stanno andando avanti in varie direzioni. In generale stanno avendo luogo sperimentazioni in diversi ambiti, al fine di cercare di salvaguardare l’ambiente che ci circonda e di produrre energia a costi bassi e magari riciclando materiali di scarto.

Da qui l’invenzione di pannelli solari ad alta resa energetica oppure l’avvio dei recenti Contratti di Performance Energetica, o EPC, in fase di sperimentazione in alcuni territori piemontesi o, ancora, investimenti nelle cosiddette case passive. Una delle ultime sperimentazioni avviate riguarda invece l’uso delle acque reflue per il riscaldamento. Un modo innovativo ed originale per usare nelle nostre città tali residui di scarto per una nobile causa. Andiamo a conoscere in maniera più approfondita di cosa si tratti.

Un progetto milanese per la salvaguardia dell’ambiente ed il risparmio energetico

Presto potrebbe diventare realtà l’uso di acque reflue e quindi di fogna non solo per riscaldare le abitazioni di un centro abitato, ma addirittura per produrre energia. Il progetto in questione è di Metropolitana Milanese (società di ingegneria fondata negli anni ‘50 nel capoluogo meneghino ed impegnata in diversi ambiti e servizi cittadini) ed è partito a Novembre 2019. Nel caso dovesse fornire riscontri positivi, potrebbe essere utilizzato anche in altre città.

Secondo le intenzioni degli esperti, le acque reflue, che evidenziano durante l’anno una temperatura media intorno ai 15-20°C, possono essere recuperate ed incanalate all’interno di un sistema di tubature, per portarle ad una sorta di piastra in acciaio a diversi metri di profondità (circa 6), dove potrà avvenire uno scambio termico. In questa maniera si potranno evitare nuovi scavi o produzione di ulteriore calore, sfruttando e recuperando in realtà quello già presente ed esistente. Ciò in effetti è quella che è definita economia circolare.

Un prototipo di tale sistema risulta già in fase di sperimentazione presso Nosedo, quartiere periferico della città milanese, per alimentare e fornire energia ad un intero palazzo di uffici. Sul finire del 2019 poi una nuova sperimentazione si è avviata in via Meda, presso una delle sedi della stessa società di Metropolitana Milanese.

Il capoluogo lombardo è il primo a testare nel nostro Paese tale sistema, ma esso già risulta oggetto di esperimenti dal 2007 nella città svizzera di Zurigo. Proprio nella località elvetica, risultano alimentati in questo modo circa 14 palazzi per un totale di ben 280 appartamenti complessivamente. Inoltre, ulteriori test sono in atto nelle vicine Austria e Germania.

Vantaggi e svantaggi dell’uso di questa innovazione

Tra gli elementi problematici dell’utilizzo delle acque reflue per questo genere di riscaldamento potrebbe esserci la bassa percentuale di calore recuperato, soprattutto nel freddo periodo invernale. Difatti, tale livello si attesterebbe alla metà del fabbisogno energetico necessario in queste occasioni. Una quota insufficiente, ma pur sempre considerevole, da utilizzare attraverso il recupero ed il riciclo di questo genere di acque.

Altro elemento negativo è anche il costo dell’impianto, che naturalmente tende ad incrementarsi con l’aumento delle dimensioni della struttura da riscaldare. A titolo esemplificativo, una palazzina di medie dimensioni necessita di un impianto che può raggiungere un valore attorno ai 30.000 Euro. Un esborso economico non certo indifferente, almeno per il momento.

Diversi sono anche gli aspetti positivi dell’uso di tale innovazione. Vi troviamo ad esempio una produzione di energia a limitato impatto sull’ambiente circostante; una riduzione consistente (fino al 50%) dei costi energetici in bolletta per gli utenti; la compatibilità di questo sistema con quello del teleriscaldamento elettrico; inoltre, l’opportunità di usare gli stessi impianti anche per il raffrescamento durante il periodo estivo. Elemento, quest’ultimo, non di secondaria importanza negli ultimi anni.

L’energia della depurazione delle acque reflue