Se fino ad alcuni decenni fa molti italiani amavano trascorrere le proprie ferie in uno stesso luogo e per svariate settimane (spesso Luglio ed Agosto), negli ultimi anni sono aumentati quelli che trascorrono brevi periodi di vacanza in varie località turistiche. Ciò ha quindi trasformato le modalità ed i periodi di affitto di un immobile per usufruirne appunto durante le vacanze.

Si è passati così da affitti prolungati a quelli più brevi. Tuttavia, come qualsiasi altro tipo di contratto di locazione simile, anche quelli connessi a periodi limitati devono rispettare delle regole  e una normativa specifiche. A tutto ciò si è aggiunto anche il pagamento dovuto di alcune imposte, come ad esempio Imu, Tasi e cedolare secca sugli affitti, prolungati o brevi che siano questi ultimi. Proviamo a fornire un quadro generale proprio sugli affitti brevi nel 2019 e le novità che li hanno caratterizzati in questi ultimi anni.

Uno sguardo complessivo su questa tipologia di locazioni

Per affitti brevi si intendono quelle locazioni di immobili per un periodo di tempo inferiore a 30 giorni che in questi ultimi anni sono stati al centro di diversi interventi di tipo legislativo. Dal Giugno del 2017 alcune norme ne hanno infatti regolato la tassazione, a partire dall’introduzione  della cedolare secca al 21%, fino ai più recenti decreti sicurezza. Una serie di cambiamenti importanti che hanno riguardato soprattutto coloro che tendono ad affittare un immobile con questa modalità.

Un intervento legislativo ritenuto indispensabile sia per cercare di regolamentare un settore, come quello delle locazioni delle abitazioni soprattutto di tipo turistico, spesso molto ambiguo nel rispettare la normativa vigente e sia per fornire così delle regole chiare e adeguate al riguardo. A questo punto entriamo maggiormente nel dettaglio, iniziando proprio dagli aspetti normativi realizzati negli ultimi anni.

Affitti brevi e le ultime leggi entrate in vigore

Tra le norme più importanti vi è il Decreto Legge n°50/2017 (in particolare l’articolo 4) riguardante il regime fiscale a cui è sottoposto questo genere di locazione (con possibilità di adesione alla Cedolare Secca al 21%), l’adempimento della comunicazione dei dati relativi all’affitto ed ulteriori disposizioni inerenti il rispetto dei singoli regolamenti comunali a cui attenersi. In seguito, importanti norme di dettaglio e di attuazione sono state emanate con la circolare 24/E dell’Agenzia delle Entrate.

Col varo del cosiddetto Decreto Crescita nel 2019, un’ulteriore novità è stata introdotta con la creazione di un codice identificativo per gli affitti brevi, destinato a permettere maggiori controlli sugli immobili ed i loro proprietari da parte dell’Agenzia delle Entrate, al fine di ridurre gli evasori fiscali. Con obiettivi diversi, sono invece state emanate delle norme presenti all’interno dei decreti sicurezza e sicurezza bis.

Infatti, il primo prevede l’obbligo di comunicazione alla Questura locale dei dati relativi agli ospiti (entro 24 ore dal loro arrivo) presenti in una struttura turistica, come appunto nel caso degli affitti di breve durata. Col decreto sicurezza bis le 24 ore si riducono a 6 per quelle locazioni di tipo turistico limitate soltanto ad una notte. Tuttavia, quest’ultima disposizione – per divenire operativa – attende l’emanazione di un decreto attuativo del ministero dell’Interno.

Locazioni di breve durata ed eventuali aspetti negativi

Con una diffusione sempre più consistente di questo genere di affitti, sono sorte anche alcune problematiche di cui bisogna tener conto. Una di queste riguarda quegli immobili adibiti a tale tipologia di locazione posti all’interno dei condomini. Alcune questioni potrebbero sorgere nel caso in cui il regolamento condominiale vietasse espressamente  l’uso di un’abitazione per questo genere di destinazione.

Altri problemi potrebbero riscontrarsi, dal punto di vista della sicurezza, per il considerevole flusso di persone in entrata ed uscita dall’immobile nel condominio. Tuttavia, parziale rimedio a tutto ciò potrebbe giungere dall’attuazione delle norme del decreto sicurezza bis. Ulteriore problematica, soprattutto riscontrata in località ad alto afflusso turistico, è quella di far diminuire l’offerta di alloggi destinati ai residenti e di far impennare contestualmente i canoni di locazione.

Case vacanze e affitti brevi

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