La normativa vigente va incontro a coloro che acquistano – tramite finanziamento (mutuo) – la prima casa, potendo godere di significative agevolazioni. I mutui agevolati per la prima casa richiedono, tuttavia, il rispetto di determinate condizioni per poterne usufruire.

Cos’è il mutuo?

agevolazioni mutui prima casaInnanzitutto ricordiamo che il mutuo può essere considerato come la principale forma di prestito previo contratto. Si tratta quindi di una operazione ben definita a livello contrattuale e burocratico, che consiste nel trasferire denaro da un soggetto detto mutuante, ad un altro, detto mutuatario.

Il secondo soggetto deve restituire il denaro entro determinati tempi e secondo adeguate modalità, specificate al momento della stipula del contratto. Di norma, a meno che non sia specificato altrimenti, il prestito è a titolo oneroso, ovvero al momento del rimborso della somma avuta in prestito, il mutuatario deve pagare anche una somma aggiuntiva calcolata in base al tasso di interesse scelto e definito durante il piano di ammortamento.

Requisiti necessari per accedere ai mutui agevolati

Per beneficiare delle agevolazioni, il soggetto deve dimostrare di possedere una serie di requisiti, che elenchiamo qui di seguito

  • la residenza del mutuatario deve risultare nel comune in cui è stato acquistato l’immobile oggetto di finanziamento agevolato. Anche se al momento dell’atto, questa condizione non è presente, il mutuatario si impegna – con sottoscrizione di atto notarile – a trasferire la residenza entro 18 mesi dall’acquisto.
  • l’immobile finanziato non deve obbligatoriamente essere indicato come “abitazione principale”, la legge impone solo la residenza nel medesimo comune; ciò significa che è possibile dare in locazione a terzi l’immobile acquistato con mutuo agevolato oppure darne l’usufrutto a parenti (genitori, figli, coniuge).
  • il mutuatario non deve possedere altre proprietà di tipo residenziale intestate a sé o in comunione con il coniuge; mentre non vi sono implicazioni in caso di immobili non residenziali (ufficio, negozio, magazzino) o se possiede un’abitazione in comunione con altri soggetti diversi dal coniuge (fratelli, genitori, nonni o persone estranee al nucleo familiare).
  • le agevolazioni per il mutuo prima casa si applicano una sola volta. Il mutuatario non può accedere alle medesime agevolazioni per l’acquisto di un’altra prima casa altrove sul territorio nazionale se già ne è beneficiario. Può farne nuovamente richiesta solo in caso di vendita e riacquisto di una nuova prima casa.

Sono escluse dalla agevolazioni le abitazioni di lusso con una superficie superiore ai 240 m2.

Le agevolazioni sul mutuo per la prima casa

Le agevolazioni di questo tipo sono principalmente di natura fiscale e consistenti in riduzioni di aliquote e detrazioni, in particolare:

  • riduzione dell’imposta sostitutiva. Si tratta di un tributo – pari al 2% del finanziamento – che viene ridotto allo 0,25% nel caso di “mutui per l’acquisto della prima casa”. La Banca, in sostanza, trattiene dal mutuatario questo contributo fiscale riducendone l’importo e la somma viene direttamente trasferita dalla Banca all’Erario.
  • detrazione dall’IRE del 19%. È possibile detrarre gli interessi versati dal mutuatario e gli esborsi per oneri accessori relativi alla compravendita (onorario del notaio, eventuali commissioni di intermediazione, oneri di istruttoria, contributi fiscali). Si possono includere nel calcolo della detrazione anche il costo della perizia e le quote di rivalutazione derivanti da clausole di indicizzazione.
  • La detrazione annua prevista, però, non può essere superiore ai 760€ per l’acquisto della prima casa, ciò significa che – per l’aliquota al 19% – l’ammontare massimo da portare in detrazione è pari a 4000€.

Una simile detrazione si applica anche per coloro che eseguono lavori di costruzione o ristrutturazione dell’immobile, ma in questo caso l’importo massimo da portare in detrazione è pari a 2.582, 28 € per un beneficio di 460€.

È bene ricordare che i limiti eccedenti gli importi massimi (4000 € nel caso di prima casa e 2 582€ in caso di ristrutturazioni) non sono trasferibili nella dichiarazione dei redditi per l’anno successivo.

Può richiedere il mutuo anche un dipendente della pubblica amministrazione: in questo caso avrà la possibilità di avere determinati vantaggi richiedendo l’apertura di un mutuo tramite INPDAP. Le caratteristiche di questi mutui sono innanzitutto il valore della cifra ottenibile, mai superiore ai 300.000 euro. Il piano di ammortamento in situazioni del genere può durare dai 10 ai 30 anni.

Inoltre, le rate annuali previste dallo stesso piano non potranno mai andare a superare la metà del reddito riferito al CUD dell’anno precedente. Il tasso può essere scelto sia a base variabile che fissa.

Vota l’articolo !