L’aliquota della cedolare secca è uno dei vantaggi di questo regime: ne esistono solo due e si applicano in due contesti differenti. Ecco quando si applica e perché conviene.

La cedolare secca

Si tratta di un regime che sostituisce quello ordinario: pagando la cedolare non occorre pagare né l’Irpef né l’imposta di registro né quella di bollo. È stata creata per combattere il larghissimo fenomeno degli affitti in nero e per agevolare, quindi, i proprietari di casa.

L’aliquota della cedolare secca è pari a:

  • 21% per quello che riguarda i contratti liberi, i cosiddetti 4+4
  • 19% per quello che riguarda i contratti concordati, i 3+2

aliquota cedolare secca  Entrambe le percentuali si applicano all’interno canone, a differenza dell’Irpef che, dal 1° gennaio 2013 si applica al 95% della somma annuale delle mensilità. La distanza si è ridotta – prima la percentuale era pari all’85% – proprio per invogliare i padroni di casa a scegliere questo regime.

L’unico svantaggio dello stesso è che non è possibile, per la durata del contratto, aggiornare le mensilità attraverso l’Indice Istat e questo può costituire un grosso svantaggio.

Come utilizzare la cedolare

Si può entrare ed uscire dalla cedolare secca ogni anno con un apposito form che è presente nel sito dell’Agenzia delle Entrate.

Una volta registrato un contratto, è possibile tramite il software Siria – da utilizzare entro 30 giorni dalla registrazione – sottoscrivere la cedolare per il contratto in questione.

È possibile farlo solo se:

  • I proprietari e gli affittuari sono al massimo tre
  • Tutti i proprietari scelgono quest’opzione
  • L’immobile ha al massimo tre pertinenze

In alternativa, si può utilizzare il Modello 69. Viene pagata in due tranche tramite il Modello F24 dove si utilizzano i codici tributi:

  • 1840 Prima rata
  • 1841 Seconda rata o acconto se si paga in un’unica soluzione
  • 1842 Saldo

Come si diceva, è possibile uscire da questo regime ma occorre farlo in precise finestre temporali comunicate dall’Agenzia stessa. Questo rende l’opzione in questione molto utile e versatile.

Per quello che riguarda la convenienza è di certo opportuno valutare caso per caso: generalmente, è utile per coloro i quali hanno, all’anno, introiti di questo tipo che superano i 6-7mila€. Per gli altri potrebbe non essere conveniente.

Lo svantaggio che infatti frena molti proprietari di immobili è l’impossibilità di aggiornare il canone secondo gli indici Istat. Molti affitti godono di un implemento anche del 100% (in rari casi superiore) dell’indice anche se per legge il valore di tale conguaglio potrebbe anche essere inferiore.

Per questa ragione, chi può mettere in affitto solo due o tre appartamenti, solitamente non trova la cedolare secca un’opzione valida e potrebbe avere ragione. L’enorme vantaggio della registrazione on line, infatti, non si limita a chi utilizza questo strumento: oltre Siria, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione Iris che è il tool telematico per la registrazione di quegli affitti che non prevedono la cedolare.