Aumentano gli acquisti di case vacanze: +20% nel 2016, ma prezzi ancora in calo del -2,5%

I segnali di ripresa del mercato immobiliare italiano si riflettono anche negli acquisti di seconde case per le vacanze, ma con spinte contrastanti: da un lato le transazioni nel 2016 segnano un aumento di +20% rispetto all’anno precedente, dall’altro i prezzi registrano una ulteriore contrazione pari a -2,5%. Questi i trend principali registrati dall’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2017 di FIMAA-Confcommercio con la collaborazione Nomisma. Il rapporto ha analizzato l’andamento del mercato immobiliare delle case per vacanza in Italia, esaminando i dati di compravendite e locazioni in 203 località di mare e 112 di montagna e lago.

Andamento mercato immobiliare case vacanza: le compravendite

Nel 2016 il mercato immobiliare turistico ha registrato una crescita delle compravendite a doppia cifra, attestandosi a +20,2% rispetto all’anno precedente. L’aumento maggiore ha riguardato gli acquisti nelle località montane, cresciute di +23,5%, seguite dalle località marine in aumento di +19,9% e lacuali, +15,2%.

Analizzando le motivazioni alla base dell’acquisto emerge che nel 64% dei casi l’abitazione è destinata ad utilizzo diretto, nel 19,3% dei casi a finalità di investimento, mentre il 16,6% degli acquisti nasce da un misto di tali motivazioni.

Ad acquistare, inoltre, sono principalmente gli italiani, l’80% delle compravendite infatti proviene da cittadini del Bel paese, mentre l’interesse dei cittadini stranieri, pur contenuto, è in crescita del 5% rispetto all’anno precedente.
Nel mercato delle locazioni la domanda straniera è leggermente più alta e pari al 26%, ma resta una forte componente di domanda interna pari al 74%.

Andamento mercato immobiliare case vacanza: i prezzi

Se il mercato residenziale italiano si avvia verso la stabilità dei prezzi, nel settore delle case vacanza per Confcommercio la crescita dei prezzi dovrà ancora attendere. Come anticipato, infatti, il mercato delle case vacanza registra una ulteriore contrazione dei prezzi di acquisto pari a -2,5%, con un prezzo medio per l’acquisto di una casa vacanze che si attesta a 2.229 euro al mq commerciale.

Con un calo pari a -4,5% l’Umbria è la regione che ha subìto la contrazione maggiore. Seguono a -3% Abruzzo, Lazio, Lombardia, Marche, Toscana e Valle d’Aosta.
Nelle località di mare la contrazione maggiore si registra in Abruzzo, -3,2%, mentre la diminuzione più contenuta è quella della Puglia, -0,9%.
Nelle località di montagna o lago è l’Umbria a registrare il maggior picco negativo, -4,6%, seguita dall’Abruzzo a -3,1%, mentre i prezzi restano stabili in Calabria.

Tra le località più care, con i più alti prezzi massimi di compravendita di appartamenti top o nuovi si registrano:

  • Santa Margherita Ligure (GE) con valori pari a 13.600 €/mq
  • Forte dei Marmi (LU) con 13.100 €/mq
  • Capri (NA) con 13.000 €/mq

Seguono le più rinomate località montane italiane:

  • Madonna di Campiglio (TN) con 12.500 €/mq
  • Courmayeur (AO) con 11.200 €/mq
  • Cortina d’Ampezzo (BL) con 10.900 €/mq
Variazioni percentuali annuali (2017/2016) nominali dei prezzi medi di compravendita di appartamenti nelle principali località turistiche italiane, per Regione (valori %)

Entrando nel dettaglio dei singoli mercati emerge che sono le aree periferiche a registrare i segnali di debolezza più accentuati, con cali medi del 3,5%, mentre gli immobili di pregio nelle aree più richieste registrano una tenuta migliore, con una flessione media annuale dell’1,2%.

Il mercato immobiliare delle locazioni mostra invece segnali di maggiore stabilità. Il dato medio dei canoni richiesti a giugno, luglio e agosto per le case vacanze è in crescita del +0,4% su base annua, con un campo di oscillazione compreso tra -0,6% e +1,5%.

Secondo Confcommercio l’attuale trend del mercato immobiliare delle case vacanza è imputabile alla debolezza reddituale delle famiglie, che nel 40% dei casi hanno un reddito familiare netto inferiore a 1.800 euro al mese e al perdurante eccesso di offerta. Tali fattori comportano spinte contrapposte, per cui alla ripresa della domanda non è ancora corrisposto un aumento dei prezzi, per il quale bisognerà attendere i prossimi anni.

Per approfondire

Leggi il rapporto completo sul sito di FIMAA-Confcommercio

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