Il mercato immobiliare nel nostro Paese ha sempre rappresentato uno dei settori più importanti e che, sia pur con i suoi limiti, può fornire indicazioni importanti sull’andamento economico nazionale. Sebbene la pesante crisi dell’edilizia sia ormai alle spalle, così come evidenziato dalla tendenza del mercato immobiliare del 2019, tuttavia come vedremo successivamente alcune ombre in questo ambito continuano a persistere.

Nonostante il settore edilizio sia in continua evoluzione, anche dal punto di vista tecnologico, basti osservare alcuni trend dovuti ai cosiddetti Big Data ed i mutamenti previsti in un prossimo futuro, il complessivo andamento del mercato immobiliare in Italia presenta alcuni indici negativi al momento. Se il livello delle compravendite degli immobili risulta in crescita, a preoccupare è la tendenza dei prezzi degli stessi.

Uno sguardo complessivo

Il prezzo delle abitazioni, dopo un calo evidenziato a Luglio 2019, ha continuato a registrare la medesima tendenza negativa anche ad Agosto, per un valore percentuale di circa lo 0,4%, attestandosi a 1.720 Euro/mq. Questi risultati negativi contribuiscono a mantenere l’andamento annuo di tali prezzi ancora in evidente calo, per circa il 3,1%. Facendo invece un confronto di lungo periodo, il valore delle abitazioni nel primo trimestre 2019, rispetto alla media annua del 2010, evidenzia un calo del 17,2%.

Tale dinamica, tuttavia, come detto, risulta in controtendenza rispetto invece all’andamento vivace e positivo delle compravendite. In particolare, ad incidere negativamente sul trend dei prezzi sono le abitazioni esistenti, il cui valore è diminuito del 23,7%, mentre quelli dei nuovi immobili registrano una timida crescita dello 0,8%.

L’andamento dei prezzi degli immobili a livello regionale

Il mese di Agosto è risultato negativo per ben 8 regioni italiane e quindi poco meno della metà del totale. La peggiore in questa particolare classifica è il Piemonte, con un calo dell’1,4% rispetto al mese precedente. A seguire Lombardia e Liguria con lo 0,8% in meno in confronto allo stesso periodo. Le regioni che segnano invece trend in rialzo sono Valle d’Aosta del 5,5%, Friuli Venezia Giulia dell’1,5% e Sardegna dell’1%.

Grazie a quest’ultima tendenza positiva, la Valle d’Aosta diventa la regione con i prezzi più elevati del Paese con 2.527 Euro/mq, a cui fanno seguito Liguria e Trentino A.A. rispettivamente con 2.493 Euro/mq e 2.357 Euro/mq. A chiudere tale classifica e quindi nella parte bassa troviamo invece la Sicilia, i cui prezzi delle abitazioni si attestano a 1.079 Euro/mq; poi il Molise con 940 Euro/mq e infine la Calabria con soltanto 919 Euro/mq.

Le province e le loro tendenze

Rispetto alle regioni, le aree provinciali che segnano valori positivi sono oltre la metà di quelle complessive e in oltre il 70% di queste le variazioni si attestano soltanto tra un +1% ed un -1%. Nel dettaglio, il trend positivo più vistoso si è avuto con la provincia di Aosta, del 5,5%, seguita poi da quella di Trieste con il 3% e di Potenza con il 2,7%. Viceversa, i cali più netti si sono registrati con Barletta-Andria-Trani, del 2,6%; con Siracusa del 2,4% e Torino del 2%.

Complessivamente, la provincia di Bolzano risulta essere quella più cara del Paese, coi prezzi degli immobili a quota 3.375 Euro/mq, e che precede Savona e Firenze attestatesi rispettivamente a 3.113 Euro/mq e 2.825 Euro/mq. Le province più economiche risultano essere invece quelle di Isernia, a 808 Euro/mq; di Caltanissetta con 747 Euro/mq e di Biella a soli 668 Euro/mq.

Il settore immobiliare e la tendenza dei prezzi nei capoluoghi

Perfetto equilibrio nel mese di Agosto invece si registra per quanto concerne i capoluoghi, con trend positivo per 52 di essi, negativo per altri 51 e nessuna variazione per i restanti 6. Il balzo più consistente, del 5,4%, si è avuto per la città di Treviso, precedendo Rieti col 3,3% e Andria in aumento del 3%. Dall’altra parte, il calo più vistoso è stato di Siracusa col 3,7%, a cui hanno fatto seguito Frosinone ed Agrigento, ambedue in diminuzione del 2,8%.

Per quanto riguarda le piazze più importanti, Milano e Roma segnano un andamento positivo dello 0,5%, meno evidenti i risultati di Napoli e Firenze, in crescita solo dello 0,2% e dello 0,1%. In negativo rispetto a Luglio invece sono Torino, del 2,1%; Genova dell’1,3% e Bologna dell’1,2%.

La città più cara resta Venezia con prezzi di 4.459 Euro/mq, seguita da Firenze con 3.902 Euro/mq e Bolzano con 3.503 Euro/mq e infine Milano con 3.379 Euro/mq. Le località più economiche sono Agrigento, ferma a 881 Euro/mq; Ragusa con 857 Euro/mq e, ultima, Caltanissetta, con soli 762 Euro/mq.

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