Giunto alla 12° edizione il premio internazionale di architettura sostenibile Fassa Bortolo, promosso dall’Università di Ferrara e dalla Fassa Bortolo S.r.l. per offrire un riconoscimento ai progetti architettonici concepiti rispondere alle esigenze generazioni presenti e future, rispettando l’ambiente ed evitando l’uso indiscriminato di risorse. Un’iniziativa che, nel corso degli anni, ha visto crescere sempre di più il livello qualitativo delle opere proposte, tanto che ai due progetti vincitori si aggiungono diverse menzioni speciali da parte della giuria. Ecco di seguito i progetti che stanno cambiando il mondo delle costruzioni.

I vincitori dell’edizione 2017

Il primo premio dell’edizione 2017 va al centro di riabilitazione psicomotoria Jigiya So, progettato dallo studio Caravatti e completato nel 2015. Situato a Kati, è la prima struttura dedicata al supporto e all’integrazione delle persone con disabilità in Mali.
Il progetto si contraddistingue per un’elevata qualità architettonica raggiunta attraverso l’impiego intelligente di materiali poveri disponibili nell’area e il ricorso a tecniche costruttive facilmente replicabili anche da manodopera non specializzata. Il complesso contribuisce a migliorare la qualità urbana e l’inclusione sociale creando spazi di incontro accessibili alle associazioni locali e alla comunità. L’alternanza di spazi confinati e patii ombreggiati, collegati da un percorso pedonale protetto, offre un microclima adeguato alle alte temperature dell’area.

Il centro di riabilitazione psicomotoria Jigiya So, progettato dallo studio Caravatti e completato nel 2015. Situato a Kati, è la prima struttura dedicata al supporto e all’integrazione delle persone con disabilità in Mali.

 

Medaglia d’argento per il progetto realizzato nel 2016 da Francisco Mangado per la nuova sede di Norvento Building, azienda spagnola specializzata nelle fonti di energia alternative.
Il complesso di uffici, destinato a ospitare circa 200 impiegati, rispecchia in pieno la mission della società: integra infatti eolico, fotovoltaico, geotermico e cogenerazione da biomassa. Il risultato è una costruzione in edilizia sostenibile, completamente autonoma a livello energetico, al punto da poter essere disconnessa dalle reti di alimentazione tradizionali. A livello architettonico l’opera utilizza in modo nuovo volumi convenzionali, dimostrando come, attraverso una progettazione accurata, sia possibile trovare un perfetto equilibrio tra innovazione ed efficienza energetica.

Architettura sostenibile: la nuova sede di Norvento Building, azienda spagnola specializzata nelle fonti di energia alternative

 

Architettura sostenibile: i progetti in Italia

Tra le menzioni speciali ci sono anche due progetti realizzati in Italia.
La cantina Bulgari Pordenuovo a Palazzone è stata realizzata nell’area collinare di Siena da Alvisi Kirimoto + Partners Srl e si caratterizza per la capacità di preservare l’equilibrio ambientale senza rinunciare alla qualità architettonica e alla funzionalità.

 

La cantina Bulgari Pordenuovo a Palazzone è stata realizzata nell’area collinare di Siena da Alvisi Kirimoto + Partners Srl

La rosa di Versciaco è la caserma dei pompieri realizzata dallo studio Pedevilla nella frazione del Comune di San Candido in Val Pusteria. Rappresenta un interessante esempio di innovazione architettonica e tecnologica. L’intervento infatti è riuscito a realizzare un involucro monolitico in calcestruzzo armato leggero – con spessore delle pareti esterne pari a 60 cm – rispondendo alle esigenze strutturali, termiche e di resistenza al fuoco. Pur senza ricorrere alle più recenti stratigrafie complesse l’edificio rispetta in pieno le stringenti normative di carattere energetico, utilizzando un materiale che garantisce durabilità e ridotti costi di manutenzione.

 

La rosa di Versciaco è la caserma dei pompieri realizzata dallo studio Pedevilla nella frazione del Comune di San Candido in Val Pusteria

Architettura sostenibile: ridisegnare il territorio

Tra le menzioni speciali Buitenschot Landart Park, realizzato da H+N+S e dall’artista Paul de Kort nei pressi dell’aeroporto internazionale Schiphol, ad Amsterdam. Il progetto è nato a seguito dell’entrata in vigore di una nuova pista adiacente a un’area residenziale. Si tratta di un parco artificiale che, grazie a un attento disegno di dorsali vegetate e fossati, abbatte l’inquinamento acustico prodotto dagli aerei in fase di decollo.

 

Buitenschot Landart Park, realizzato da H+N+S e dall’artista Paul de Kort nei pressi dell’aeroporto internazionale Schiphol, ad Amsterdam, abbatte l'inquinamento acustico

La rivitalizzazione del fiume Aire, nei pressi di Ginevra, è il risultato di un progetto realizzato da un team multidisciplinare, comprendente architetti, ingegneri e biologi. Il gruppo di lavoro è intervenuto per rispondere ai problemi determinati dalla canalizzazione artificiale progressivamente realizzata nel corso del ‘900, che ha portato a un regime torrentizio caratterizzato da scarsità d’acqua d’estate e rischi di alluvione nelle altre stagioni. L’alveo del fiume è stato riconfigurato creando una trama di rilievi di terreno a forma romboidale, che generano una nuova rete di canali. Al nuovo percorso di affianca una serie di giardini lineari. A un anno dalla realizzazione il nuovo sistema ha già offerto risultati positivi in termini di regimazione delle acque nelle diverse stagioni e rivitalizzazione del sistema della biodiversità di flora e fauna.

La rivitalizzazione del fiume Aire, nei pressi di Ginevra

 

Il progetto del Sydney Park, realizzato da Turf Design Studio and Environmental Partnership, rientra nel programma Sustainable Sydney 2030. Nato per il trattamento di acque reflue urbane, è stato trasformato dai designer in un complesso di spazi fruibili a fini didattici e di educazione ambientale.

 

Il progetto del Sydney Park, nato per il trattamento di acque reflue urbane, è stato trasformato dai designer in un complesso di spazi fruibili a fini didattici

Architettura sostenibile: questione di cura

La casa di cura Erika Horn, a Graz, offre un ambiente accogliente e familiare, grazie a una progettazione attenta degli spazi interni e alla relazione con quelli esterni. Grande cura anche per il risparmio energetico, attraverso le elevate prestazioni dell’involucro e l’impiego di impianti a sfruttamento geotermico, sistemi fotovoltaici e materiali ecologici. Il progetto è firmato dallo studio Dietger Wissounig.

Il nuovo edificio universitario del Campus Woudestein di Rotterdam, realizzato da Polak Building utilizza in modo estremamente efficace la luce naturale, la separazione acustica e il controllo delle temperature ambientali. Il risultato è un moderno edificio per la formazione che si contraddistingue per gli elevati livelli di comfort e cura per i dettagli.

Il nuovo edificio universitario del Campus Woudestein di Rotterdam utilizza in modo estremamente efficace la luce naturale, la separazione acustica e il controllo delle temperature ambientali

 

L’orografia di un pendio alberato adiacente la costruzione diventa il baricentro di un funzionamento bioclimatico ottimale, grazie, ad esempio, all’innesco di una circolazione naturale dell’aria per il raffrescamento estivo. E’ quanto realizzato da Yamazi Kentaro per la scuola materna Hakusui di Sakura, in Giappone.

 

L’orografia di un pendio alberato adiacente la costruzione diventa il baricentro di un funzionamento bioclimatico ottimale

Menzione speciale anche per la nuova sede della corte suprema dei Paesi Bassi, realizzata all’Aia dagli architetti Kees Kaan, Vincent Panhuysen e Dikkie Scipio. Edificio che riesce a coniugare eleganza del design, privacy, sicurezza e risparmio energetico. Interessante la facciata a doppia pelle vetrata, che garantisce un elevato utilizzo della luce naturale e riduce al contempo il disturbo acustico.

 

la nuova sede della corte suprema dei Paesi Bassi, realizzata all’Aia dagli architetti Kees Kaan, Vincent Panhuysen e Dikkie Scipio
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