In un mondo sempre più tecnologico e digitale come il nostro, la conoscenza e lo scambio di dati o informazioni rappresenta un fattore sempre più determinante in vari settori commerciali. E tra questi non è da meno anche il mercato immobiliare, come tra poco vedremo. Tale ambito ha visto nel corso del tempo un andamento diversificato che ha subito gli effetti della crisi economica globale e nazionale negli anni passati, ma che vede tuttavia confermate le prospettive positive nel 2019.

Un mercato immobiliare che ha registrato anche diversi mutamenti nell’arco di un decennio, così come è stato possibile verificare attraverso vari studi ma anche in maniera particolare, attraverso un’originale sfida online del genere #10yearschallenge. Ed a proposito di internet, mondo digitale ed informazioni, alcuni cosiddetti Big Data potranno rivoluzionare il mercato immobiliare. Cerchiamo di capire quali trend influenzeranno maggiormente questo settore e lo potranno quindi modificare sostanzialmente.

Cosa sono i Big Data

Per quelle persone che non conoscessero tale termine, questi non sono altro che una raccolta di dati di elevata estensione a livello di volumi, varietà e velocità. I big data o megadati sono sempre più utilizzati in varie attività da società (o anche da soggetti) di ogni genere, al fine di analizzare e mettere in relazione molteplici dati appunto e aspetti, in modo da poter conoscere fenomeni diversi e magari riuscire anche a prevedere quelli futuri.

Si può immaginare quindi il valore che per un’azienda o per dei professionisti possono avere tali informazioni, anche dal punto di vista commerciale. Come vedremo, anche nel settore immobiliare la conoscenza di questi big data potrà non solo influenzare ma anche far prevedere fenomeni e quindi condurre a vere e proprie rivoluzioni in tale specifico ambito. Vediamo in che modo.

I megadati ed il settore immobiliare

Anche nel comparto degli immobili conoscere questi big data può avere considerevoli vantaggi per società ed operatori. Avere informazioni, ad esempio, sulle modalità di uso di acqua ed energia da parte degli utenti, per una persona che gestisce immobili, potrebbe favorire un’amministrazione migliore ed efficiente di questi asset e quindi anche incrementarne il valore di mercato. I risparmi sui costi di gestione sarebbero considerevoli, prefigurando una riduzione dei costi energetici, ad esempio, tra il 10% ed il 20%.

Secondo Abigail Dean, responsabile sostenibilità della società Nuveen Real Estate, addirittura il prossimo passo nell’applicazione della conoscenza di tale quantitativo di informazioni potrà condurre ad una vera e propria rivoluzione in questo settore. Infatti, non ci si limiterà alla sola verifica e osservazione dei consumi, ma consentirà di agevolare un processo decisionale ed una gestione attiva in maniera ormai del tutto automatizzata.

Le tendenze dei big data in questo ambito

Sempre secondo Abigail Dean, le tendenze più importanti nell’applicazione di questa mole di informazioni al settore immobiliare ed alla sua gestione sono diverse:

  • Automatizzazione ed ottimizzazione: ottenendo maggiori informazioni da singoli condomini o edifici, i loro proprietari potranno migliorare e rendere più efficienti tutti quei sistemi che contribuiscono al comfort, all’abitabilità ed al benessere psicofisico degli inquilini.

Addirittura, in futuro, le singole strutture potranno gestirsi in modo autonomo e senza intervento umano, modificando alcuni parametri ed ottimizzandoli anche per particolari residenti. Si pensi, ad esempio, ad ambienti con temperatura regolata automaticamente in base alla presenza o meno di persone al loro interno.

  • Smart Buildings: in questo caso, la realtà tenderà a combinarsi sempre più col mondo digitale, incrementando le opportunità di gestione ed interazione di vari ambienti, grazie allo sviluppo del cosiddetto “Internet of Things” ed a sensori super intelligenti ma dal costo ridotto.
  • Smart Cities: sono sempre più disponibili per tutti, dai semplici cittadini ai professionisti, i cosiddetti Open Data (dati aperti) offerti da autorità locali e registri di vario genere e che rendono pubbliche, tra le altre, informazioni di tipo demografico o ambientale. In pratica, con il termine Open Data si fa riferimento ad alcuni tipi di dati (informazioni, dati numerici, ecc.) che possono essere liberamente utilizzati e redistribuiti, le cui eventuali restrizioni sono l’obbligo di citare la fonte o di mantenere la banca dati sempre aperta.
  • Centrali elettriche virtuali: con l’incremento della richiesta di energia elettrica e di conseguenza dei suoi costi, i proprietari di strutture immobiliari tenderanno verso la produzione autonoma e locale di tale energia rinnovabile. Il tutto creando delle centrali elettriche virtuali, capaci di fornire energia ad una struttura ed eventualmente anche venderla alla rete, ottenendone perfino dei profitti.

Tutta questa massa di informazioni, poi, non solo favorirà la gestione di tale settore, ma ne modificherà anche i processi di investimento relativi, anche attraverso un migliore controllo del rischio nei portafogli immobiliari. Gli investitori, d’altronde, tenderanno a dare maggiore attenzione all’efficienza energetica e all’impatto sul settore dei cambiamenti climatici in atto, ciò in funzione anche della loro influenza sul valore della proprietà.

Big Data:cosa si intende?

Big Data, i cinque trend della rivoluzione nel mercato immobiliare
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