In questi anni, abbiamo visto come vari tipi di lavori di ristrutturazione o di efficientamento di un immobile potessero beneficiare di agevolazioni di natura fiscale da parte dello Stato, attraverso un rimborso con percentuali variabili delle spese sostenute dai singoli contribuenti. Un esempio può essere considerato l’Ecobonus per la domotica, che ha ottenuto molto successo e riguarda l’installazione di impianti o sistemi elettronici per la gestione di un immobile.

Ulteriori novità vi sono state poi anche col cosiddetto Decreto Crescita 2019, in cui una parte importante riguardava proprio l’edilizia e i lavori antisismici di miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture abitative. Col finire del 2019 l’ultima novità è stata la proposta di un bonus facciate.

Questa iniziativa riguarda l’opportunità di ristrutturare facciate di immobili, ottenendo un consistente rimborso delle spese effettuate. Erano tuttavia sorti dubbi circa la possibilità di usufruire delle detrazioni relative per quegli interventi già avviati nel 2019. Dubbi che sono stati dissipati, grazie un’interpretazione della normativa prevista in merito e ad un precedente caso simile registrato alcuni anni fa. Andiamo comunque ad approfondire l’argomento in questione.

In cosa consiste il bonus facciate

Questa iniziativa consente di poter effettuare dei lavori di restauro sulle facciate di immobili o edifici condominiali (quindi dalle semplici abitazioni private fino alle ville, passando appunto per i condomini) ed ottenere un rimborso di circa il 90% delle spese sostenute. I lavori ammessi ai benefici dovrebbero essere quelli eseguiti dal 1° Gennaio fino al 31 Dicembre 2020, tuttavia, come vedremo, con molta probabilità esiste un’eccezione al limite relativo a questo periodo.

Coloro che possono richiedere questa agevolazione sono il proprietario o il nudo proprietario di un immobile o edificio; il titolare di un diritto reale di godimento (usufruttuario o titolare del diritto d’uso o d’abitazione); inquilini; comodatari; soci di società semplici oppure di cooperative divise e indivise.

Per quanto riguarda la tipologia di lavori ammessi ad usufruire del rimborso, al momento sembra vi rientrino anche gli interventi di manutenzione ordinaria (tra le altre cose pure la semplice tinteggiatura ad esempio). Tutto deve essere finalizzato al restauro e risanamento conservativo.

Comunque, ricordiamo che questo bonus è previsto all’interno della Legge di Bilancio 2020, la quale è ancora in fase di discussione e approvazione in Parlamento e per questo ancora suscettibile di eventuali modifiche. Pertanto, si deve attendere la conclusione definitiva dell’iter parlamentare per avere un quadro preciso dell’agevolazione stabilita con tale bonus.

Lavori di ristrutturazione avviati nel 2019, forse è possibile ottenere i benefici

Come dicevamo, il bonus facciate riguarderebbe il periodo 2020, tuttavia una possibilità si prefigura per quegli interventi effettuati anche nel 2019. Infatti, da una lettura approfondita del testo in esame al Parlamento si evince che le detrazioni sono valide per le “spese documentate sostenute nel 2020 relative agli interventi edilizi…”. Tale frase è importante in quanto fa riferimento al periodo in cui vengono effettuati i pagamenti dei lavori, ma nulla dice riguardo al momento di realizzazione degli stessi.

Da ciò si desume quindi che i lavori effettuati nel 2019 ma pagati materialmente nel 2020 potrebbero rientrare tra quelli che beneficiano del rimborso Irpef. A consolidare questa ultima interpretazione, risulta esserci già un precedente di qualche anno fa, relativo in particolare all’Ecobonus nel 2013.

Infatti, l’allora intervento dell’Agenzia delle Entrate specificò che l’uso della frase “spese sostenute senza altre condizioni volte a circoscrivere l’applicazione della più elevata aliquota del 65% in relazione alla data di avvio degli interventi” in sostanza implicava che il riferimento di cui si doveva tener conto era “la data dell’effettivo pagamento” e quindi nel nostro caso il 2020, pur essendo i lavori avviati ed eseguiti nel 2019.

Pertanto, la frase inserita nella norma di legge e il precedente a cui abbiamo accennato farebbero propendere per l’ammissione ai benefici fiscali anche per gli interventi di ristrutturazione svolti durante l’anno in corso. Tuttavia, ciò resta valido sempre che non vi saranno modifiche al riguardo durante la fase di approvazione della stessa legge.

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