Una buona notizia arriva per le famiglie in difficoltà economica: è stata approvata la proroga, fino al 31 luglio 2018, per ciò che riguarda l’accordo di Abi-associazioni dei consumatori inerente alla sospensione della quota capitale dei crediti per le famiglie. La comunicazione arriva proprio dall’Abi che si occupa di monitorare periodicamente lo strumento di sostenibilità delle rate a favore delle famiglie che ne sono coinvolte.
Dal marzo del 2015, fino ad ottobre del 2017 sono state ben 16.642 le famiglie che hanno potuto usufruire di questa possibilità che prevede la sospensione del mutuo per 12 mesi riuscendo a bloccare momentaneamente le loro rate per un valore complessivo di circa 475 milioni di euro.
L’importo maggiore di liquidità di cui si è potuto usufruire nell’arco di un anno di sospensione è stato pari a circa 118 milioni di euro.
Le richieste per le operazioni di finanziamento sono state suddivise con percentuali che vedono il 35,7% al Nord, il 23% per il Cento, ed il 41,3% per Sud e Isole; invece, per quanto concerne i mutui le percentuali distribuite si sono suddivise con il 49,3% al Nord, il 26,4% nel Centro ed il 24,3% nel Sud e nelle Isole (24,3%).

Scopriamo la situazione che riguarda la richiesta dei mutui

Purtroppo nel 2017, secondo il Sistema di Informazioni Creditizie, le famiglie italiane, a causa del calo delle surroghe, avrebbero chiesto il 10,3% in meno dei mutui rispetto agli anni passati.

Nello specifico, appunto, questa diminuzione è da imputarsi proprio al rallentamento circa le richieste di surroga e sostituzione a confronto dello scorso anno. Per quanto riguarda, invece, le nuove erogazioni il mercato immobiliaresembra essere solido ed in ripresa.

Quindi, ad oggi, il mercato dei mutui sta beneficiando della crescita progressiva del numero delle compravendite di tipo residenziale ed anche del ridimensionamento degli acquisti di immobili pagati del tutto in contanti, attraverso le risorse in possesso della famiglia, che negli anni passati erano stati predominanti. Da non dimenticare assolutamente sono le migliorie a favore della situazione economica e finanziaria delle famiglie, nonchè l’applicazione tassi parecchio contenuti, infine non si possono tralasciate i prezzi degli immobili residenziali che sono ancora parecchio appetibili.

Un dato positivo che arriva sempre dal Crif è quello che riguarda l’andamento dell’importo medio che viene richiesto: a dicembre tale importo era di 127.505 euro, quindi in crescita di circa l’1,7% rispetto al dicembre dell’anno precedente; ma quello che più colpisce è l’aumento di ben 6.312 euro rispetto all’inizio di quest’anno.

Infatti, durante lo scorso anno l’importo medio di richieste di mutuo ha goduto di una costante ripresa proprio grazie al peso minore delle surroghe.

La distribuzione dei mutui richiesti per fasce di importo, classi di durata e fascia d’età

Per quanto riguarda le fasce di importo, nel 2017, la distribuzione delle richieste di mutuo non ha subito notevoli modifiche rispetto all’anno scorso, infatti, la classe rimane compresa fra 100.001 euro e 150.000 euro che resta ancora oggi la fascia preferita dagli italiani, attraverso un numero pari al 29,3% sul totale. A confronto con il 2016, invece, si evidenzia uno spostamento progressivo dalle fasce con importo più basso verso quelle con un importo maggiore.

Per quanto concerne la distribuzione delle richieste di mutuo in base alla classe di durata, nello scorso anno tale fascia si trovava compresa fra i 16 anni ed i 20 anni, ciò stabilisce un’ulteriore conferma con una percentuale pari a 24,6% del totale; segue, con il 22,2% la fascia compresa tra i 26 anni ed i 30. Su questo punto è da segnalare un notevole spostamento diretto ai piani di rimborso che prevedono un medio-lungo termine, quindi più di 20 anni, che indicano una crescita del 2,6% rispetto al 2016, questo sempre grazie all’incidenza minore delle surroghe che per natura hanno una durata più breve.

Infine, per quanto riguarda le fasce d’età, anche qui la situazione rimane prevalentemente stabile; infatti la classifica vede ancora al primo un’età media del richiedente compresa fra i 35 anni e i 44 anni che, nel 2017, ha rappresentato il 35,1% sul totale. Nonostante ciò, è stata registrata una riduzione dello 0,9% a confronto con l’anno precedente. Fortunatamente questa diminuzione viene compensata da due importanti incrementi, entrambi dello 0,4%, che riguardano le fasce d’età sotto i 35 anni e quella che comprende i richiedenti dai 45 anni ai 54 anni.