Calcolo Imu e Tasi versamento seconda rataCome accade ormai da diversi anni a questa parte, con l’approssimarsi del periodo natalizio, vi è l’appuntamento col pagamento delle tasse ed in particolare di quelle relative agli immobili posseduti: abitazioni principali (in alcuni casi specifici) ed eventuali seconde e terze case. Date ormai che sono divenute consuete per milioni di italiani, abituati al pagamento di tasse e imposte varie nel corso dell’anno ed alle scadenze di natura fiscale appunto.

A metà dicembre, si dovrà provvedere al saldo dell’intero anno se non si è effettuato l’intero pagamento delle imposte nella precedente scadenza del 16 giugno. Una scelta, quest’ultima, raramente effettuata dai contribuenti, che preferiscono il pagamento rateizzato in due appuntamenti annuali, considerando anche l’importo spesso considerevole da versare ed ulteriori spese generali da affrontare.

Il 16 dicembre è vicino e conseguentemente anche il pagamento della seconda rata di Imu e Tasi. Per cui è bene sapere cosa dover fare per il pagamento delle tasse sulla casa, come calcolare le aliquote da versare e chi ne è invece esente.

Tutto ciò è importante per evitare errori che potrebbero creare contenziosi con l’Agenzia delle Entrate e col proprio Comune e costringere al pagamento di eventuali multe. Rispetto all’anno 2018, come vedremo in seguito, vi sono state alcune novità, che possono incidere sulla quota da pagare da ciascun contribuente, fermo restando che la normativa generale è rimasta uguale rispetto agli anni precedenti e non ha subito cambiamenti.

Ricordiamo, in sintesi, che l’Imu è l’imposta sulla proprietà degli immobili e riguarda soltanto alcune categorie di prime case e soprattutto eventuali ulteriori immobili posseduti. La Tasi invece è un tributo per i servizi locali e riguarda generalmente coloro che posseggono o detengono unità immobiliari a qualsiasi titolo, ma può coinvolgere anche coloro che vivono in affitto all’interno di un’abitazione.

Sia Imu che Tasi vanno a costituire (assieme alla Tari, l’imposta sui rifiuti) la cosiddetta IUC, cioè l’Imposta Unica Comunale e cioè la tassazione complessiva degli immobili. Andiamo quindi a vedere le novità del 2019, qual è la metodologia di calcolo per il pagamento di tali tasse, come poter effettuare il versamento relativo e chi invece ne risulta esente. Infatti, esistono, tra gli altri, alcuni casi particolari di esenzione per l’Imu.

Le novità del 2019

Rispetto allo scorso anno, due sono le novità riguardanti Imu e Tasi ed in particolare:

  • L’annullamento del blocco delle aliquote comunali: in pratica ciascun Comune potrà applicare nuove aliquote in base a proprie deliberazioni, fino ad un massimo del 10,6 per mille, con eventuale ulteriore maggiorazione dello 0,8 per mille per i grandi centri urbani. Di conseguenza, ciascun contribuente è tenuto a verificare possibili modifiche di tali aliquote presso il Comune di residenza oppure attraverso un apposito link del Ministero dell’Economia. Nel caso invece un ente locale non abbia proceduto a comunicare tale variazione al ministero entro il 14 ottobre, allora le aliquote sono le stesse di quelle stabilite ed utilizzate nella precedente scadenza fiscale;
  • Estensione anche al coniuge della riduzione del 50% per la base imponibile inerente Imu e Tasi per le abitazioni in comodato d’uso, nell’ipotesi di morte del comodatario, in presenza di figli minori.

Le aliquote da versare

Per quanto riguarda i pagamenti da effettuare, ciascun Comune delibera sulle proprie aliquote Imu e Tasi e sulla base di queste poi si possono eseguire i calcoli del pagamento spettante per ogni contribuente. Ricordiamo che, a parte eventuali modifiche su tali aliquote avvenute negli ultimi mesi, ciascun ente locale parte da una base del 7,6 per mille e può arrivare ad un massimo del 10,6 per mille per Imu e Tasi complessivamente.

Come avviene il calcolo di Imu e Tasi

Per poter calcolare la quota da pagare di Imu e Tasi è necessario fare una serie di calcoli e la procedura è la stessa, a cambiare sono soltanto le rispettive e specifiche aliquote comunali previste. Per quanto riguarda i coefficienti (necessari per ottenere la base imponibile), essi variano in base al tipo di immobile posseduto e alla categoria catastale. Ad esempio, per gli immobili residenziali e relative pertinenze più comuni è 160.

Il calcolo per poter sapere quanto versare di Tasi si determina attraverso la base imponibile che si ottiene moltiplicando per l’apposito coefficiente la rendita catastale, rivalutata del 5%. Applicando poi alla base imponibile l’aliquota stabilita dal Comune (Tasi lorda) si sottrae da questa la detrazione, se prevista, e si ottiene la Tasi effettivamente dovuta. Infine si divide la Tasi netta in base alle quote di proprietà.

Un esempio pratico riguardante l’Imu: partendo dalla rendita catastale di 500 Euro, questa si rivaluta del 5%, ottenendo 525 Euro. Queste poi si moltiplicano per il coefficiente 160 e si ottiene 84.000. A tale cifra adesso si deve applicare l’aliquota Imu (ad esempio 10,6 per mille), quindi 84.000 per 10,6 diviso mille. Il risultato ottenuto è 890,40.

Questa è l’Imu complessiva annuale, in caso di pagamento in due rate (a giugno e dicembre) si deve dimezzare, quindi si avranno 445,20 Euro da pagare per ciascuna scadenza. In questo esempio non abbiamo tenuto conto di eventuali altri proprietari dell’immobile in questione, bensì solamente di un unico possessore. Per il calcolo della Tasi, come abbiamo detto, la procedura è la medesima.

Versamento F24 e bollettini postali

Per il pagamento è possibile utilizzare sia il modello F24 o i bollettini postali.

Il bollettino Imu deve essere compilato in ogni sua parte e deve riportare nel dettaglio:

  • La tipologia catastale;
  • Il codice catastale;
  • Ravv (se il pagamento si riferisce al ravvedimento);
  • Immobili variati;
  • Saldo;
  • Numero di immobili.

I codici tributo da utilizzare nel modello F24 per il pagamento dell’Imu sono:

  • 3912 per abitazione principale e pertinenze:
  • 3914 per terreni;
  • 3916 per aree fabbricabili;
  • 3918 per altri fabbricati;
  • 3925 per immobili ad uso produttivo allo Stato;
  • 3930 per immobili ad uso produttivo al Comune.

I codici tributo per il pagamento della Tasi sono:

  • 3958 per abitazione principale e pertinenze;
  • 3959 per fabbricati rurali strumentali;
  • 3960 per aree fabbricabili;
  • 3961 per altri fabbricati.

Eventualmente, i suddetti codici tributo sono disponibili anche su un apposito link dell’Agenzie delle Entrate.

Pagamento per affittuari e terreni

Il pagamento della Tasi da parte di colui che si trova in affitto è determinato dal proprio Comune, che decide la percentuale del totale Tasi da dover far versare e che di solito si aggira tra il 10 e il 30%. Mentre per i terreni agricoli è stato stabilito che sono esenti dall’Imu tutti quelli non coltivati; ubicati nei comuni definiti totalmente montani; terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali.

Chi è esente dal pagamento Imu

L’Imu non deve essere pagata:

    • sulle abitazioni principali, almeno che queste non appartengano alle categorie catastali A1/A8/A9 per i quali l’imposta deve essere versata;
    • sulla casa coniugale affidata al coniuge a seguito di una separazione o cessazione di matrimonio;
    • sui terreni situati su aree montane e collinari e su tutte le unità immobiliari non considerate fabbricati;
    • su quei locali adibiti ad uso istituzionale o religioso;
    • sugli immobili concessi a titolo gratuito a parenti entro il primo grado, ma solo se il comodatario appartiene ad un nucleo familiare con un ISEE non superiore a 15mila euro l’anno;
    • sulle abitazioni possedute dai cittadini iscritti all’AIRE che risiedono all’estero;
    • sulle unità immobiliari, purché non locate, possedute per proprietà o usufrutto da persone anziane o disabili che abbiano trasferito la propria residenza in centri di ricovero o sanitari. In tale caso specifico, è necessaria un’apposita delibera comunale che preveda tale esenzione.

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