Per effettuare il calcolo del valore dell’usufrutto occorre conoscere il valore della piena proprietà e l’età dell’usufruttuario. Ma prima di spiegare in concreto come si risolve quest’operazione, vediamo quali sono i vantaggi dell’usufrutto e della sua vendita.

Quando si parla di usufrutto

Si tratta di un diritto reale minore secondo il quale, e qui il riferimento è agli articoli 978 e seguenti del Codice Civile, è possibile per il proprietario di un bene affidare il godimento di questi a terzi mantenendo la sola nuda proprietà.

Il caso più comune è quello legato agli immobili: il padrone di casa può affidare in usufrutto l’abitazione a un parente perché questo la utilizzi.

spese acquisto prima casaI vantaggi per entrambi sono numerosi. Infatti, il padrone viene sgravato di tutte le spese – con poche eccezioni, come la manutenzione straordinaria – relative all’immobile che in quel momento non utilizzo, mentre l’usufruttuario può utilizzare l’abitazione senza canone preoccupandosi solo di pagarne le utenze, la manutenzione ordinaria, l’Imu. (A questo proposito, è giusto sottolineare come l’Imu di una casa in usufrutto sia da conteggiare come seconda casa e non come prima, venendo meno le agevolazioni della precedente legislazione).

Il proprietario, poi, non dovrebbe preoccuparsi dello stato del bene: la legge è molto esplicita quando dice che l’usufruttuario deve utilizzare l’immobile con la cura del buon padre di famiglia.

In ogni caso, la proprietà della nuda terra – ovvero il possesso senza possibilità di usufruirne – resta alla persona originale che quindi può venderla. Da questa situazione, nasce la necessità di conoscere i metodi di calcolo del valore dell’usufrutto.

Vendere l’usufrutto

Per effettuare il calcolo del valore dell’usufrutto, occorre conoscere:

  • Valore della proprietà
  • Tasso di interesse legale
  • Età dell’usufruttuario

Il tasso di interesse viene stabilito dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, il quale, in data 31 dicembre 2012, ne ha fissato il valore al 2,5%.

La tabella di cui al decreto 131 del 1986 indica il coefficiente di moltiplicazione che serve per completare l’operazione.

Quindi, occorre moltiplicare il valore della proprietà per il tasso di interesse; stabilire il coefficiente dalla tabella su riportata in base all’età dell’usufruttuario; moltiplicare il risultato della prima operazione per questo coefficiente. In questa maniera si otterrà il valore dell’usufrutto.