Per coloro che posseggono una casa concessa in locazione, uno dei problemi maggiori è ritrovarsi un inquilino che non paghi l’affitto concordato. Purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, sono molti ad essersi ritrovati in tale situazione. Per i locatori, oltre al danno del mancato guadagno, si verifica inoltre la beffa di dover pagare su questi redditi non percepiti numerose tasse: Tasi, Imu e Cedolare Secca.

A questo si aggiunge poi, sempre per i proprietari di case in affitto, la procedura di registrazione del contratto di locazione, più snelle e veloci rispetto agli anni precedenti, ma che necessita pur sempre di tempo ed attenzione. A fronte della percezione di tale genere di reddito, quindi, ogni locatore ha diverse questioni da risolvere.

Per quanto riguarda il problema di un canone di locazione non pagato, per fortuna le cose sono destinate a cambiare.

Una situazione complessa forse risolta

Quella dei canoni di locazione non recuperati è sempre stato un problema particolarmente complesso da risolvere oltre che diffuso nel nostro Paese, aumentato in virtù della crisi economica degli ultimi anni. Grazie al cosiddetto Decreto Crescita, però, adesso sarà possibile non pagare le tasse sui redditi non percepiti; questo a partire dal 2020. Vediamo com’era la situazione da questo punto di vista prima di tale legge e cosa invece cambierà.

I canoni non percepiti prima di questo decreto

Una premessa importante da fare è che l’articolo 26 del TUIR (il DPR n°917 del 22/12/1986) afferma che i redditi fondiari, tra cui si annovera anche un canone di locazione di un immobile ad uso abitativo, contribuiscono a formare il reddito complessivo del proprietario. Partendo da ciò, anche un canone di affitto non effettivamente percepito da un locatore doveva essere sottoposto comunque a tassazione.

A livello fiscale, per le autorità statali, era sufficiente il diritto alla percezione della somma a determinarne l’onere del pagamento. Di conseguenza, sia Irpef che eventualmente cedolare secca dovevano essere pagati, anche su canoni non percepiti. Unica possibilità del locatore era affidarsi ad un procedimento di convalida di sfratto per morosità dell’affittuario.

Una volta conclusosi l’iter giuridico (non velocissimo) ed ottenuta la risoluzione del contratto d’affitto, allora il locatore poteva esimersi dal pagare le imposte sui canoni non ottenuti. Per quelle invece già pagate, egli aveva diritto ad un credito d’imposta sulla tassazione complessiva da versare successivamente. Di conseguenza, in generale, anche in presenza di un affittuario moroso, il proprietario doveva pagare le tasse sull’affitto non percepito fino a che non si concludeva l’iter giudiziario di convalida dello sfratto.

Le novità del Decreto Crescita

Con il Decreto Legge 34/2019, si è giunti a modificare tutto questo e a facilitare la vita dei proprietari di immobili. In particolare, per questi ultimi non si dovrà attendere la conclusione dell’iter giuridico per bloccare il pagamento di imposte su affitti non percepiti, bensì soltanto provare che tali somme di denaro non sono state effettivamente recepite.

A tal proposito adesso sarà sufficiente far avviare un procedimento di sfratto per morosità, perciò l’intimazione di sfratto per morosità o l’ingiunzione di pagamento saranno considerate prove di non percezione degli affitti. Ciò permetterà di anticipare per il locatore il momento in cui non dovrà pagare le imposte sulle locazioni non ottenute.

Nel caso in cui si verifichi questo “blocco” del pagamento delle imposte e successivamente l’inquilino saldi invece le somme dovute, il proprietario dell’immobile dovrà dichiarare queste con una tassazione separata.

Il momento di avvio della nuova procedura

Risulta importante sottolineare che tale nuovo regime non si applica immediatamente a tutti, ma si avvierà col nuovo anno 2020 ed in particolare per tutti quei contratti di locazione ad uso abitativo sottoscritti dal 1°Gennaio 2020 in poi. Per quelli invece stipulati anteriormente a tale data, resterà in vigore purtroppo ancora il vecchio sistema.

Altro elemento importante da sottolineare è che questa novità procedurale riguarda unicamente le locazioni di immobili ad uso abitativo, escludendo quelle ad uso diverso, ad esempio le commerciali.

Parliamo di decreto crescita

Canone di locazione non pagato, ecco le novità del Decreto Crescita
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