La cedolare secca sull’affitto è il regime sostitutivo alla tassazione ordinaria che prevede il pagamento dell’Irpef e di varie imposte. La cedolare, invece, unisce tutti i pagamenti in un’unica soluzione promettendo un risparmio interessante. Ma sono presenti anche degli svantaggi.

Come funziona

La cedolare secca sull’affitto sostituisce:

  • L’Irpef
  • L’imposta di registro
  • L’imposta di bollo

e prevede un unico pagamento che ha due sole aliquote:

  • 21% per i contratti liberi (i 4+4)
  • 19% per i concordati (i 3+2)

In ogni caso, la percentuale viene calcolata sull’intero canone. È possibile, inoltre, applicare questo regime a tutti gli immobili che abbiano per proprietario un privato, eccetto gli appartenenti alla categoria A10 (gli uffici).

Perché può non convenire

cedolare secca affittiAd oggi l’Irpef si paga sul 95% del canone mentre, sino allo scorso anno, la percentuale era pari all’85%. Questa variazione ha ovviamente aumentato la convenienza della cedolare secca sull’affitto; lo stesso vale per i contratti concordati, per i quali la percentuale è aumentata dal 59,5% al 66,5%.

Tuttavia, una volta scelto questo regime, e per tutta la durata del contratto, non è possibile utilizzare l’aumento Istat.

È noto infatti che tutti i contratti – anche se in termini diversi – prevedono l’adeguamento del canone all’Indice Foi. Per i contratti ad uso abitativo, quest’annessione può essere pari anche al 100% dell’indice. Tale possibilità viene eliminata dalla cedolare.

È stato calcolato che, in media, la cedolare secca conviene a chi, fra redditi di lavoro e fabbricati, supera i 28.000€; in caso non si superi questa soglia, allora occorre rivalutare la bontà dell’opzione.

Come utilizzare la cedolare

Per aderire alla cedolare secca sull’affitto, occorre semplicemente utilizzare i software gratuiti messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.

Si richiede, quindi, entro massimo 30 giorni dalla stipula del contratto tramite Siria oppure compilando il Modulo 69, reperibile sia on line che in tutte le sede dell’Agenzia.

È possibile, inoltre, uscire ogni anno dal regime ma esistono precise finestre temporali per tale decisione.

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