La cedolare secca è un’imposta ad aliquota fissa nata per sostituire il regime di tassazione ordinario con tutti i suoi tributi annessi. Ha la peculiarità di essere facilmente richiedibile ad applicabile e di costituire un interessante risparmio a quasi tutti i padroni di casa grazie ai suoi vantaggi.

Cosa si paga attraverso la cedolare

La cedolare secca sostituisce

  • L’Irpef
  • L’Imposta di registro
  • L’Imposta di bollo

attraverso il pagamento di un’unica somma per la quale sono previste due sole quote: il 21% per quello che riguarda i contratti liberi (i cosiddetti “4+4”) e il 19% per quelli concordati (i “3+2”).

La percentuale viene calcolata sull’intero canone

Tutti gli immobili appartenenti alle categorie dalla A1 alla A11 (esclusa l’A10, ovvero gli uffici) sono passibili di cedolare a patto che il proprietario sia un privato: sono esclusi da questo regime i contratti di imprese, professionisti, società commerciali.

Svantaggi dell’imposta fissa

cedolare seccaGli svantaggi più grandi della cedolare secca sono essenzialmente due: l’impossibilità di usufruire di detrazioni e quella di aggiornare il canone.

È infatti noto come alcune categorie di padroni di casa possano usufruire di agevolazioni fiscali; ebbene, il regime della cedolare impedisce questa possibilità. Inoltre, per tutta la durata del contratto – ovvero: sino a quando è attiva l’opzione in questione – non è possibile modificare il canone, neppure tramite l’aggiornamento Istat.

Questo rende la cedolare un’opportunità buona per alcuni padroni di casa, meno valida per altri.

Tuttavia, dal 2013, la convenienza di questa possibilità è aumentata: dal 1° gennaio è stato stabilito che l’Iperf dev’essere pagata non più solo sull’85% del canone, ma sul 95%, accorciando le distanze fra le due opzioni. Anche la disciplina sui contratti concordati è cambiata: non più il 59,5%, ma il 66,5%.

Come chiederla e pagare

Il bacino di utenza della cedolare secca è quindi molto vasto.

È possibile richiederla entro 30 giorni dalla stipula del contratto attraverso il software Siria dell’Agenzia delle Entrate, ma solo se i proprietari e gli affittuari dell’immobile non sono più di tre, se tutti i proprietari scelgono l’opzione, l’immobile in questione è uno solo con massimo tre pertinenze. Per tutti gli altri casi, è necessario presentare il Modello 69.

Viene pagata in due tranche – la prima, pari al 95% del totale; la seconda col resto della quota – attraverso il Modello F24 con i codici tributo:

  • 1840 Prima rata dell’acconto
  • 1841 Seconda rata dell’acconto o per l’acconto in unica soluzione
  • 1842 Saldo

È anche possibile entrare e uscire dal regime in corso di contratto. L’importante è che si scelga il momento esatto, ovvero la scadenza dell’annualità. In ambedue i casi, è sufficiente compilare il Modello 69.