L’acquisto di un immobile o l’affitto di una casa oppure di una stanza, richiedono ogni volta dei contratti da firmare e alcune pratiche legali che si devono necessariamente svolgere.

Per quanto riguarda la compravendita è necessario un contratto, il più delle volte di un mutuo e di molti altri documenti che si devono compilare; invece, nei casi di locazione, sono indispensabili i contratti d’affitto che vanno firmati e stipulati ma, soprattutto, registrati per avere le agevolazioni oppure ottenere una certa sicurezza ed evitare delle spiacevoli sorprese future. Sono, inoltre, possibili differenti casi di locazione, fra questi, c’è un’opzione non individuale relativa, invece, alla comproprietà di un immobile.

Definiamo il concetto di comunione

La comunione rappresenta una pratica che viene prevista dal diritto civile e sostanzialmente indica il caso preciso in cui una particolare proprietà oppure un diritto reale siano gestite da più di una persona fisica. Nel caso di comunione di proprietà, come ad esempio di un appartamento, si definisce comproprietà di un immobile.

Le circostanze legate alla comproprietà di immobile o, in generale, alla comunione possono essere di natura varia. È plausibile una comproprietà immobiliare di tipo volontario, nel caso in cui le persone coinvolte decidano autonomamente di acquistare oppure affittare un appartamento insieme ad altri individui.

Nel caso di una eredità, invece, la comproprietà degli immobili non è legata alla volontà personale di ogni soggetto interessato ma è definita comproprietà incidentale.

Per finire, abbiamo il caso della comproprietà di immobile che si definisce di natura forzosa ed è, cioè, obbligatoria. Quindi in quest’ultimo caso non è possibile prendere una decisione differente, come succede per esempio all’interno di un condominio.

Chi paga la ristrutturazione in caso di comproprietà

Le spese relative alla ristrutturazione, nel caso di una comproprietà immobiliare si calcolano, tenendo presente la porzione dell’immobile che tutti i singoli abitanti della casa hanno di loro proprietà ma soprattutto spettano a colui che possiede l’obbligo delle ristrutturazioni stessa.

Per il pagamento di questi oneri, solitamente viene effettuato un versamento mediante bonifico che deve indicare il nominativo di tutti gli individui che hanno sostenuto la spesa con allegate tutte le copie delle fatture, relative alla ristrutturazione, intestate ad essi.

Le detrazioni e le agevolazioni previste

Sul fronte delle detrazioni che sono previste nei casi di ristrutturazione di un immobile che si trova in comproprietà si parla del 36% oppure del 41% in base alle specifiche situazioni. Se le spese affrontate dai vari soggetti non equivalgono alla porzione di immobile di cui ognuno è proprietario, risulterà necessario riportare su tutti i documenti inerenti alle spese di ristrutturazione, sia le fatture che le quote reali della divisione delle spese stesse. Si deve aggiungere tuttavia che nel caso di comproprietà di immobile, sono più onerose le spese del notaio per ciò che riguarda gli atti da stipulare e da firmare.

Cosa succede se vi sono debiti

Diventa più complicata la situazione quando, invece, uno dei comproprietari dell’immobile ha un debito. Si potrebbe procedere con un accordo fra i comproprietari del suddetto bene, sempre se il bene in questione è divisibile, come nel caso di una villa o di un terreno. Se, per caso, non si potesse raggiungere alcun tipo di accordo, allora, un giudice potrebbe seguire la vendita relativa alla quota del debitore, dopo un’accurata perizia, se quest’ultima faccia riscontrare un valore di mercato che sia rilevante; per il quale si intende almeno pari o maggiore del valore della stessa. Nel caso in cui il creditore sia un ente, la quota viene messa all’asta ma se il valore non è di grande importanza, non sempre essa sarà acquistata da qualche individuo. Tutto ciò è necessario per dire che non si vende l’intero immobile se solo una persona fra tutti i comproprietari risulti un debitore.