La comunicazione presso il Comune che riguarda l’avvenuta ultimazione dei un lavoro essere effettuata tutte le volte in cui vengono eseguite alcune opere edilizie che per essere avviate hanno richiesto una specifica pratica edilizia comunale, come ad esempio Scia (segnalazione certificata di inizio attività), Cila (Comunicazione di inizio lavori asseverata), Cil (quasi del tutto scomparso dopo l’entrata in vigore della Scia 2), Super-DIA (che ormai non si utilizza più) o Permesso di costruire. Andiamo quindi a vedere la documentazione necessaria e le date che essa deve riportare.

fine lavori

Documenti e date

Se sussiste il caso in cui queste opere edilizie in questione siano state oggetto di cambiamento del classamento oppure della superficie dell’immobile sul quale si è intervenuti, alla suddetta comunicazione di fine lavori bisognerà allegare la relativa ricevuta che attesta l’avvenuta variazione di tipo catastale.

La data relativa all’ultimazione dei lavori deve essere apposta sia sulla comunicazione della fine dei lavori che riguarda il Comune, sia nella variazione catastale. Quest’ultima, inoltre deve essere trasmessa entro un mese dal momento dell’ultimazione lavori altrimenti si corre il rischio di incorrere in una sanzione che si prescriverebbe in cinque anni. Tale data di ultimazione dei lavori per i fini catastali può rappresentare quella nella quale sono riconoscibili sia le caratteristiche che le finiture che specificano la categoria o la classificazione catastale allo scopo della determinazione della rendita. Questa, ovviamente, non deve necessariamente coincidere con la data di ultimazione dei lavori effettiva che, contrariamente, deve essere apposta nella comunicazione di fine lavori al fine edilizio/urbanistico presso il comune di competenza. Il termine ultimo per una eventuale richiesta di agibilità, invece, è di quindici giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori, alla quale deve essere già allegata la ricevuta che attesta l’avvenuta variazione catastale, quindi, in conclusione, la data di ultimazione lavori catastale potrebbe anche risultare antecedente alla data che riguarda il fine lavori edilizio/urbanistico.

Ulteriori casi

La comunicazione di fine lavori, invece, con fini sismici e strutturali, non segue lo stesso andamento burocratico della sopracitata pratica comunale ma semplicemente la affiancano. Infatti, per quanto riguarda queste finalità, la data di fine dei lavori deve assolutamente rappresentare quella effettiva e, di norma, i lavori strutturali sono ultimati prima dei lavori generali; questo perché essi seguono alle strutture di impianti, di pavimenti e di finiture varie.

Poi, nel caso di detrazioni fiscali per le opere edilizie sui fabbricati esistenti, come per esempio per le opere dirette al risparmio energetico degli edifici, può esserci una data di ultimazione lavori ulteriore, la quale deve rispecchiare la stessa data in cui si sono concluse tutte le opere per cui si è chiesta la detrazione fiscale. In questo caso, quindi, la data è completamente sconnessa dalla fine lavori catastale o comunale oppure strutturale.

Prendiamo ad esempio un fabbricato nel quale si eseguono alcune opere di manutenzione straordinaria fra cui la sostituzione di serramenti esterni: nell’argomento della detrazione fiscale l’ultimazione lavori (da cui partono i 90 giorni per inviare la comunicazione all’ENEA) sarà quella dell’effettivo montaggio dei nuovi serramenti; se è necessaria una a variazione catastale, questa, potrà anche essere inviata in seguito, così come quella della fine lavori comunale.

Infine, in ogni caso, per allontanare ogni tipo di equivoco, sarebbe bene fare in modo che non sussista nessuna data di ultimazione lavori che sia successiva a quella della fine dei lavori edilizio/urbanistica dichiarata a fine della pratica comunale perché questa racchiude al suo interno tutti gli allegati catastali e/o strutturali che sono necessari per il corretto espletamento della stessa pratica.