Pubblicata in gazzetta ufficiale la nuova legge che regola il contratto a canone concordato

Novità importanti per i locatori e conduttori che optano per il contratto a canone concordato: il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 16 gennaio 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 marzo, ha infatti rinnovato la normativa relativa a questa tipologia di affitti.

Ricordiamo che i contratti a canone concordato sono definiti in base ad accordi locali tra le principali organizzazioni rappresentative della proprietà edilizia e degli inquilini che individuano i criteri di stipula del contratto e suddividono il territorio del Comune in zone omogenee per le quali vengono previsti valori minimi e massimi dei canoni. Si tratta quindi di contratti a canone calmierato che possono avere una durata di:

  • 3+2 anni per le abitazioni
  • da 6 mesi a 3 anni per gli studenti universitari
  • da 1 a 18 mesi per i contratti transitori

Vediamo quindi le principali novità introdotte dal decreto.

Contratto a canone concordato: assistenza delle organizzazioni anche per la stipula

In base al nuovo decreto locatore e conduttore possono richiedere l’assistenza delle organizzazioni di categoria affinché attestino la conformità del contratto rispetto all’accordo locale. Analogamente, in caso di controversie, sarà possibile richiedere l’intervento di una commissione di conciliazione, formata dai rappresentanti di sindacati e associazioni, che troverà una soluzione entro 60 giorni dalla data della sua costituzione.

Contratto di locazione a canone concordato: possibile in tutti i Comuni

Viene confermata la possibilità di stipulare contratti a canone concordato in tutti i Comuni e non solo in quelli ad alta tensione abitativa. Ai fini del contratto a canone concordato non è in ogni caso obbligatorio che sia stato definito l’accordo locale. Il decreto chiarisce infatti che in assenza di questo è possibile ricorrere al decreto interministeriale sostitutivo, previsto dalla legge n. 431 del 1998.

Contratto transitorio a canone concordato: obbligatorio nei Comuni con più di 10.000 abitanti

Viene introdotta una importante novità per i contratti transitori: nei Comuni con almeno 10.000 abitanti i canoni di locazione dovranno essere concordati dalle parti sulla base dei valori minimi e massimi fissati dagli accordi territoriali. Tale disposizione non si applica ai contratti di durata inferiore a 30 giorni, che sono invece lasciati alla libera contrattazione tra locatori e conduttori.

Contratto locazione studenti universitari: anche per master e dottorati

La possibilità di stipulare contratti di affitto a canone concordato della durata da sei mesi a tre anni è stata estesa anche a chi frequenta corsi di formazione post laurea. Oltre agli studenti universitari potranno quindi giovare del canone calmierato anche dottorandi e studenti di master, specializzazioni o corsi di perfezionamento.

Contratto a canone concordato e cedolare secca

Questo è un punto a cui prestare particolare attenzione: i contratti a canone concordato possono essere stipulati ovunque, ma il regime di favore con la cedolare secca al 10% è riconosciuto soltanto ai alcuni comuni ad alta tensione abitativa e ai comuni nei quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni, lo stato di emergenza a seguito di calamità. In tutti gli altri casi si applica l’aliquota ordinaria del 21%. Da questo punto di vista, dunque, il decreto non introduce alcuna novità.

Ulteriori agevolazioni fiscali, che si applicano anche ai contratti a canone concordato transitori o per studenti comprendono:

  • riduzione del 30% del reddito imponibile dei fabbricati
  • imposta di registro scontata del 30%
  • abolizione dell’imposta di registro e di bollo in caso di scelta della cedolare secca
  • detrazione di 495,80 euro per i contratti convenzionati su abitazione principale con reddito complessivo dell’affittuario non superiore a 15.493,71 euro
  • detrazione di 247,90 euro per i contratti convenzionati su abitazione principale con reddito complessivo dell’affittuario compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro

Vi sono infine le detrazioni per lavoratori trasferiti per lavoro a oltre 100 km dal comune di residenza e giovani tra 20 e 30 anni pari a:

  • 991,60 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro
  • 495,80 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro

Le detrazioni finora menzionate si applicano solo nel caso in cui l’abitazione locata sia adibita a prima casa e non sono cumulabili fra loro.

Da segnalare infine:

  • la possibilità di detrarre il 19% dei canoni
  • lo sconto del 25% su IMU e Tasi

Modello contratto di locazione a canone concordato

Il decreto ha infine introdotto i nuovi modelli per stipula dei contratti a canone concordato, che è possibile scaricare di seguito

Leggi il testo completo del decreto

Contratto a canone concordato: la nuova legge
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