affitto-canone-concordato

Il contratto di locazione a canone concordato è un particolare tipo di affitto calmierato, in cui non si può superare un tetto massimo stabilito da accordi territoriali, tra le organizzazioni di conduttori di proprietà edilizia e gli inquilini. Questo vale però solamente per tutte le abitazioni che si trovano in Comuni ad alta tensione abitativa. Usufruendo dell’elenco Cipe è possibile verificare se il  luogo prescelto, in una determinata regione d’Italia, rientri in questi parametri.

Tipologia di immobili e calcolo valore locativo

Il contratto a canone concordato riguarda tutte le case di proprietà di privati, concesse in locazione a studenti, privati o enti e associazioni senza scopo di lucro. Questo viene calcolato in base a determinati criteri, che servono per indicare il valore locativo degli immobili:

  • aree omogenee per valore di mercato, dotazioni infrastrutturali, trasporti pubblici, verde pubblico, servizi scolastici e sanitari, attrezzature commerciali;
  • particolari dotazioni dell’immobile;
  • metri quadri utili;
  • valori minimi e massimi del canone per ogni zona omogenea, espressi in euro mensili per ogni metro quadrato utile.

Durata del contratto a canone concordato

Il canone concordato ha una durata di:

  • 3 anni + 2 anni  di rinnovo per le abitazioni;
  • da 6 mesi a 3 anni per studenti universitari;
  • da 1 mese a 18 mesi per contratti transitori.

Il contratto deve essere registrato entro 30 giorni dalla stipula. Nel caso il proprietario abbia già in corso un canone libero, può provvedere alla disdetta e stipulare il nuovo contratto, presentandosi presso l’Agenzia delle Entrate.

Cedolare secca ridotta del 10%

La cedolare secca è stata ridotta del 10% sui contratti a canone concordato, partendo dal 2014 fino ad arrivare al 2017. E’ un regime facoltativo sostitutivo dell’IRPEF, delle addizionali, dell’imposta di bollo e di registro. Può essere applicata anche a contratti brevi che non superino i 30 giorni e può essere esercitata per unità immobiliari che appartengono alle categorie catastali da A1 a A11, escludendo l’A10 che riguarda gli uffici e gli studi privati. Inoltre si rivolge a tutte quelle pertinenze locate congiuntamente alle abitazioni, oppure ad un contratto successivo e separato, rispetto a quello dell’immobile abitativo.