Uno dei settori più importanti e dinamici del Paese e che continua ad essere oggetto di interventi normativi da parte dell’attuale governo è quello edilizio. Ultimo in ordine di tempo riguarda il cosiddetto Decreto Crescita 2019, emanato nei primi giorni di Aprile e che evidenzia alcune importanti ed interessanti novità. Tutto ciò al fine sia di stimolare ulteriormente l’intero comparto, il cui andamento si prevede già in discreta ripresa nel 2019, e sia semplificare alcune norme che lo riguardano.

Diversi, come abbiamo detto, gli elementi presenti in questo decreto emanato dal governo, tra cui alcuni sono relativi, come poi vedremo meglio in dettaglio, al cosiddetto sisma bonus e già oggetto di vari chiarimenti ed una nuova guida da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ricordiamo, tuttavia, che il contenuto del Decreto Crescita potrebbe essere modificato nel corso del suo iter di ratifica da parte del Parlamento e quindi potrebbero esserci ulteriori novità, rispetto alla sua versione originale. Comunque vediamo cosa esso prevede.

Minori limitazioni all’edilizia privata

Un certo freno ad eventuali interventi inerenti alla demolizione e ristrutturazione in ambito edile privato è sempre stato posto dai limiti riguardanti non solo la densità edilizia, ma anche dalla distanza e dall’altezza degli edifici, come si evince dal DM 1444 del 1968. Proprio col Decreto Crescita 2019 si allentano tali limitazioni (tra cui, ad esempio, quelle connesse alla distanza minima di 10 metri tra le pareti finestrate di una struttura).

In particolare, queste restrizioni rimarranno valide soltanto nelle zone omogenee C, cioè quelle inedificate oppure con un ridottissimo livello di edificazione. Tutto ciò è previsto al fine di incentivare la riqualificazione urbana dei vari centri storici o di eventuali zone edificate.

Novità per abitazioni antisismiche e per quelle a maggiore efficienza energetica

Come già accennato, anche il sisma bonus viene interessato da questo decreto di Aprile 2019. Infatti, tale importante bonus verrà esteso anche alle zone 2 e 3 (a rischio terremoti, ma meno pericolose rispetto alla 1). In particolare, coloro che acquisteranno una casa in una struttura demolita e ricostruita in un’area a rischio sismico 1, 2 o 3 potranno beneficiare di una detrazione del 75% o dell’85% sul prezzo, nel caso si effettuino interventi che permettano il passaggio, rispettivamente, ad una oppure due classi di rischio inferiori.

Tale agevolazione riguarda tutte quelle spese inerenti lavori svolti dal 2019 al 2021. A questo si aggiunge poi la possibilità di ottenere dei contributi (in pratica degli sconti anticipati dallo stesso fornitore) per quei lavori destinati a migliorare l’efficienza energetica di una struttura edilizia e la sua sicurezza antisismica. A questo proposito, si prevede inoltre lo stanziamento di circa 500 milioni di Euro ai Comuni per l’incentivazione di interventi destinati allo sviluppo sostenibile a livello territoriale e ad una maggiore efficienza energetica.

Beni culturali e silenzio-assenso

Una sorta di deroga coinvolge anche il codice dei beni culturali e del paesaggio (in riferimento al D.Lgs. 42/2004) ed i limiti di 120 giorni per un’eventuale autorizzazione a lavori edilizi di natura privata. Infatti, per gli anni 2019 e 2020, nel caso non si ottenesse dalla Soprintendenza un eventuale giudizio o pronunciamento in merito a tale genere di lavori entro 90 giorni dalla sua richiesta, questo silenzio dell’ente si potrà qualificare come assenso allo svolgimento degli interventi edilizi.

Benefici per la demolizione e ricostruzione

Al fine di valorizzare gli interventi edilizi, sino al 31 Dicembre 2021, per eventuali trasferimenti di interi fabbricati alle imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare, le quali provvedano entro dieci anni da tale passaggio alla loro demolizione, ricostruzione (comprendente anche una variazione volumetrica) e vendita, si potranno applicare imposte di registro, ipotecaria e catastale in una misura fissa di 200 Euro ciascuna.

Tali misure destinate al comparto edile, così come in generale l’intero Decreto Crescita 2019 che le contiene, hanno ricevute alcune critiche da parte di “Rete Irene”, un network di imprese attive nel settore della riqualificazione edilizia. In particolare, si sostiene che tali iniziative potrebbero creare svantaggi piuttosto che incentivi al mercato immobiliare, in quanto limiterebbero una giusta concorrenza al suo interno.

Maggiori dettagli sul decreto crescita 2019

Decreto Crescita 2019, ecco le novità per l’edilizia
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