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Per coloro che vivono in affitto, nel corso di questi ultimi anni, ci sono state diverse importanti novità per quanto riguarda la possibilità di ottenere delle agevolazioni di natura fiscale ed in particolare delle detrazioni Irpef. Le persone a cui sono diretti gli sconti in oggetto risultano essere una platea davvero diversificata ed ampia che coinvolge, tra gli altri, anche i lavoratori e gli studenti fuori sede. I benefici previsti, come vedremo nel corso dell’articolo, non sono uguali per tutti, ma tendono a variare in base ad alcuni fattori.

Un importante contributo in questo ambito è stato il piano casa 2014, approvato dall’ex Governo Renzi, che poneva in primo piano una serie di agevolazioni e detrazioni riservate a chi vive in affitto. Erano infatte incluse nella manovra una serie di detrazioni relative non solo al contratto di affitto in generale (fra le quali uno sconto sull’IRPEF), ma anche sul canone di locazione.

Quello delle abitazioni in locazione, a tal proposito, è un settore che coinvolge una considerevole percentuale di soggetti, dai proprietari di immobili agli affittuari. Esso è stato materia di svariati interventi normativi che hanno cercato, da un lato, di fornire benefici agli affittuari e, dall’altro, di assicurare il pagamento delle imposte dovute da parte dei proprietari, oltre che naturalmente fornire chiarimenti riguardo l’obbligo di pagare, in alcune circostanze, alcune tasse, come nel caso della Tasi.

Rilancio dell’economia partendo dalla casa

Per aiutare il rilancio dell’economia italiana, il Governo Renzi aveva emanato una serie di decreti per semplificare innanzitutto la gestione dei contratti, e per alleggerire attraverso alcuni tagli il pagamento di Irap ed Irpef. Per quanto riguarda la gestione degli affitti il Piano Casa prevedeva innanzitutto la possibilità di rimodulare le detrazioni per i canoni di locazione di immobili in affitto sociale. In pratica, si consentiva uno sconto molto più alto sull’Irpef degli alloggi in housing sociale considerati come abitazione principale.

Vediamo ora, in maniera più approfondita, quali sono i soggetti che possono beneficiare delle detrazioni Irpef, in quali casi specifici ne possono usufruire e quali sono i fattori che possono incidere sulla quota dei benefici fiscali ottenuti. Chiariamo subito che questi vantaggi sono fruibili con importi variabili in base ad alcune circostanze e, nella maggior parte dei casi, solo quando l’immobile in locazione è adibito ad abitazione principale dagli affittuari.

Un primo elemento importante è rappresentato proprio dai fattori che incidono sulla quota dei benefici spettanti: il livello di reddito percepito dai soggetti in affitto ed il tipo di contratto di locazione stipulato (a canone libero o a canone concordato quindi secondo la Legge 431/1998 ed eventualmente anche con adesione alla cedolare secca).

Soggetti e benefici fiscali usufruibili

Gli inquilini di un immobile in locazione, che abbiano adibito lo stesso ad abitazione principale, hanno diritto ad una detrazione di 300 Euro se i redditi complessivi non superano la soglia di 15.493,71 Euro, altrimenti tale detrazione scende a 150 Euro. Non si ha diritto a nessun beneficio, invece, nel caso si superasse il limite di reddito di 30.987,41 Euro.

Queste detrazioni poi possono variare in base alla tipologia di contratto stipulato tra le parti (a canone libero o concordato) e se il proprietario dell’immobile locato aderisce o meno al regime della cedolare secca. I benefici fiscali che abbiamo visto nel caso precedente sono usufruibili solo per i contratti a canone libero.

Nel caso, invece, si un contratto a canone concordato e con adesione (del proprietario di casa) alla cedolare secca, le detrazioni spettanti sono di 495,80 Euro se il reddito annuo degli inquilini non supera i 15.493,71 Euro oppure di 247,90 Euro se il reddito, invece, supera tale soglia. Nessuno sconto fiscale è ottenibile nell’ipotesi di superamento del limite reddituale di 30.987,41 Euro.

Qualora gli inquilini dell’immobile siano giovani di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, è possibile usufruire per i primi tre anni di locazione di una detrazione pari a 991,60 Euro se il loro reddito annuo non supera i 15.493,71 Euro; dal quarto anno in poi, si rientra nei benefici spettanti agli affittuari tradizionali, quindi è possibile ottenere degli sconti fiscali tra i 150 ed i 300 Euro sempre in base alla soglia di redditi percepiti.

Se gli inquilini di un immobile in locazione sono invece lavoratori dipendenti fuori sede e nella nuova località hanno trasferito la residenza, avranno allora diritto, sempre per i primi tre anni, ad una detrazione di 991,60 Euro nel caso il loro reddito complessivo non superi i 15.493,71 Euro annui, altrimenti lo sconto fiscale scende a 495,80 Euro. Nel caso, invece, si superi annualmente un reddito di 30.987,41 Euro, nessun beneficio è riconosciuto. Oltrepassato il triennio, le detrazioni sono le medesime dei comuni affittuari.

Anche agli studenti fuori sede spettano dei benefici di natura fiscale in caso di stipula di contratti di affitto. In pratica, questi ultimi, hanno diritto ad una detrazione del 19% sull’importo del contratto col limite massimo annuo detraibile di 2.633 Euro. Però, si può usufruire di questo beneficio soltanto nel caso in cui vi siano almeno 100 chilometri tra il luogo di residenza dello studente ed il Comune in cui ha sede l’università.

Ricordiamo, infine, che tali benefici di natura fiscale vanno richiesti dalle diverse categorie di soggetti, in sede di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi.

Contratti di locazione. Quali sono le detrazioni fiscali?

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