Detrazioni fiscali mutui

Cosa cambierà sulle detrazioni fiscali legate ai mutui, con le modifiche apportate in caso di approvazione della Trise, ovvero la Service Tax? In attesa che questa manovra del Governo Letta venga approvata sia dalla Camera che dal Senato, proviamo a delineare il quadro che si presenta secondo quanto descritto nella bozza della Legge di Stabilità.

La questione relativa alle detrazioni per i mutui è legata non solo all’iter del decreto sulla stabilità, ma anche ad un disegno di Legge, ovvero il decreto Imu, già approvato diversi giorni fa e pronto per essere trasformato in Legge definitiva.

Legge di stabilità e Mutui

La Legge di Stabilità sembra andare verso un taglio consistente delle detrazioni fiscali correlate ai tassi di interesse passivo del mutuo. Se ad oggi queste detrazioni sono pari al 19%, una volta che la legge verrà pubblicata in GU, potrebbero ridursi prima al 18%, e infine al 17% (in quanto la manovra fiscale in bozza si riferisce al prossimo triennio).

I tagli previsti dovrebbero scattare a partire dalla prossima dichiarazione dei redditi: ancora non c’è l’assoluta certezza, in quanto dipende dalla possibilità, da parte del Governo, di ridurre sostanzialmente la spesa pubblica (si parla di farla scendere sotto il miliardo e ottocento milioni).

Detrazioni Mutui e Decreto Imu

La possibilità di salvare le detrazioni fiscali sui mutui, dipendono dunque dal gettito fiscale garantito dal Decreto IMU. La vecchia tassa sugli immobili non scompare, come paventato, ma subisce sostanziali modifiche.

Innanzitutto, l’imposta viene applicata alle abitazioni che non vengono considerate come prima casa. Cambia in parte la definizione di prima casa, per cui non pagheranno l’IMU tutta una serie di immobili che rientrano sotto questa definizione: immobili di proprietà di anziani e disabili, che risiedono però in particolari istituti sanitari; case la cui proprietà è assegnata a cooperative; case di pertinenza delle forze armate; abitazioni assegnate dal giudice al coniuge, dopo la causa di divorzio; abitazioni concesse in comodato d’uso a parenti stretti (sempre che il reddito degli inquilini resti inferiore ai 15mila euro all’anno, o che la rendita catastale dell’immobile non superi i 500 euro).

Nell’attesa che la bozza di Legge diventi definitiva, possiamo sperare che le entrate nelle casse dello Stato siano tali da far modificare i punti relativi alle agevolazioni fiscali sui mutui.

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