Edilizia-Convenzionata-Sovvenzionata-Agevolata

Quando parliamo di edilizia convenzionata, agevolata e sovvenzionata facciamo riferimento alle diverse forme che può assumere l’edilizia residenziale pubblica, ossia il complesso degli interventi previsti dallo stato per consentire l’acquisto o la locazione di abitazioni da parte di persone meno abbienti o che avrebbero altrimenti difficoltà a sostenere prezzi di mercato.
Le tre tipologie di edilizia presentano importanti differenze sia per i soggetti che concorrono a realizzarle, sia per i requisiti o i vincoli che possono prevedere. Di seguito le caratteristiche di ciascuna tipologia.

Edilizia convenzionata: come funziona

L’edilizia convenzionata viene realizzata mediante una convenzione tra il Comune e le imprese di costruzione o cooperative. Queste ultime si impegnano a vendere le abitazioni realizzate a un prezzo calmierato stabilito dal Comune. Chi intende acquistare un’abitazione in edilizia convenzionata deve possedere determinati requisiti e rispettare una serie di vincoli.

Edilizia convenzionata requisiti acquirenti

Per comprare casa in edilizia convenzionata è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana o di uno stato aderente all’Unione europea o possesso di un titolo di soggiorno valido
  • residenza anagrafica o attività lavorativa esclusiva o principale nel comune o in uno dei comuni indicati nel bando di edilizia convenzionata, con l’eccezione di lavoratori destinati nuovi insediamenti produttivi compresi nell’area interessata dalla convenzione o di lavoratori emigrati all’estero, per i quali è ammessa la partecipazione per un solo comune
  • Non possedere un’altra abitazione nel comune di appartenenza
  • Non aver acquistato un immobile rientrante nei termini previsti dalla legge 167 del 1962 negli ultimi 20 anni

Vincoli edilizia convenzionata

Chi acquista un’abitazione in edilizia convenzionata è tenuto al rispetto di una serie di vincoli:

  • non può vendere o affittare l’abitazione prima dei 5 anni dalla firma della convenzione, a meno che non abbia una motivazione valida che gli impedisca di continuare a vivere nell’immobile – ad esempio un trasferimento di lavoro – e sarà tenuto in ogni caso a rispettare il prezzo massimo di cessione
  • dopo 5 anni può vendere o affittare l’abitazione ma è tenuto a rispettare le condizioni dettate dalla convenzione – come il prezzo massimo di cessione – salvo che richieda e ottenga l’affrancazione dal vincolo
  • può vendere l’abitazione a un prezzo di mercato solo dopo che siano trascorsi 20 anni dalla firma della convenzione

Edilizia agevolata: come funziona

Anche l’edilizia agevolata è una tipologia di edilizia residenziale pubblica che prevede il concorso tra pubblico e privato. In questo caso però lo Stato interviene mettendo a disposizione dei mutui agevolati che possono assumere due forme:

  • finanziamenti in conto capitale, ossia a fondo perduto
  • finanziamenti in conto interesse, con tassi di interesse più bassi, che variano in base al reddito del nucleo familiare

Le fasce di reddito sono stabilite dalle regioni, con adeguamenti biennali sulla base dell’andamento dei prezzi al consumo individuato dall’Istat. Ad esempio nel biennio 2016-2018 la Regione Lazio ha fissato le seguenti fasce di reddito:

  • prima fascia – € 22.697,09
  • seconda fascia – € 26.808,88
  • terza fascia – € 44.969,17

I finanziamenti in conto capitale possono assumere diverse forme:

  1. acquisto in piena proprietà
  2. acquisto con locazione a termine
  3. acquisto con locazione permanente

Acquisto in piena proprietà: requisiti e vincoli

Questa tipologia di edilizia agevolata consente all’acquirente di acquistare l’immobile a un prezzo calmierato dal comune, più basso grazie al finanziamento a fondo perduto.

Per accedere a queste agevolazioni è necessario però possedere i requisiti già indicati con riferimento all’edilizia convenzionata e, inoltre, il reddito dell’intero nucleo familiare non deve superare il limite imposto dal bando, coincidente con la terza fascia che abbiamo menzionato in precedenza.

Il proprietario, inoltre, dovrà osservare gli stessi vincoli previsti per l’edilizia convenzionata.

Acquisto con locazione a termine: requisiti e vincoli

Questa tipologia di edilizia convenzionata è anche denominata locazione con patto di futura vendita.
Il comune concede al costruttore un finanziamento a fondo perduto per la realizzazione di abitazioni che dovranno essere obbligatoriamente concesse in locazione ad un canone calmierato per un periodo che va dagli 8 ai 15 anni. Al termine della locazione l’affittuario potrà scegliere se acquistare l’abitazione. In caso di acquisto subentrerà al costruttore per il pagamento della parte residua di finanziamento.

Esempio:

  • Costo iniziale dell’abitazione: 179.000 euro
  • Contributo a fondo perduto: 17.000 euro
  • Affitto mensile: 333 euro, dopo 8 anni 32.000 euro
  • Mutuo da pagare dopo 8 anni: 130.000 euro

Per accedere a questo tipo di agevolazioni è necessario rispettare i requisiti che abbiamo menzionato a proposito dell’edilizia agevolata. Il reddito complessivo del nucleo familiare, inoltre, non superi limiti indicati nel bando, coincidenti con la terza fascia che abbiamo indicato in precedenza.
Per acquistare l’abitazione al termine della locazione è inoltre necessario che almeno un membro del nucleo familiare sia un lavoratore dipendente.

Acquisto con locazione permanente

In questa tipologia di edilizia agevolata il comune eroga un finanziamento per la realizzazione di immobili da concedere in locazione. Il costruttore può vendere le singole unità abitative Ad un prezzo fissato dal comune. I soggetti che le acquistano saranno però obbligati ad affittarle a un prezzo calmierato per un periodo stabilito, in genere dai 15 anni in su. È previsto inoltre il requisito di non aver acquistato un immobile rientrante nei termini previsti dalla legge 167 negli ultimi 20 anni.

Il conduttore deve presentare i requisiti che abbiamo menzionato per l’edilizia convenzionata e il reddito del nucleo familiare non deve superare i limiti indicati nel bando, coincidenti con la terza fascia che abbiamo indicato in precedenza.

Edilizia sovvenzionata: come funziona

Nell’edilizia sovvenzionata sono gli enti territoriali o lo Stato che si fanno totalmente carico delle costruzioni. Gli alloggi vengono assegnati, in quelle che sono conosciute come case popolari, alle famiglie più bisognose, praticando dei canoni di locazione in base alle condizioni economiche della famiglia e il numero di componenti. Le case possono essere di nuova costruzione, oppure acquistate e recuperate, al fine di poter poi stabilire delle graduatorie comunali, determinate in base a dei bandi di concorso pubblico.

Edilizia convenzionata agevolata sovvenzionata: differenze
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