La cogenerazione è, sostanzialmente, la produzione combinata sia di elettricità che di calore da un unico impianto.

La cogenerazione si identifica spesso con la sigla inglese CHP, che è l’acronimo per combined heating and power. 

Normalmente, l’energia termica e l’energia elettrica che usiamo ogni giorno, vengono prodotte in maniera separata, infatti, l’elettricità proviene per la maggior parte da grandi centrali termoelettriche, invece le caldaie convenzionali si occupano della produzione del calore.

Quello che dona un grande vantaggio ai sistemi cogenerativi è la possibilità produrre dell’elettricità ma, allo stesso tempo, poter recuperare il calore che, di norma, resta inutilizzato e si disperde nell’atmosfera.

Una configurazione comune di un cogeneratore si compone dell’integrazione fra un motore, che è collegato ad un generatore elettrico, ed un sistema per il recupero di calore.

In parole povere, un cogeneratore si può vedere come se fosse un gruppo elettrogeno che, piuttosto che produrre solamente energia elettrica, riesce a recuperare anche il calore che ha generato, aumentando così il suo rendimento complessivo.

Scopriamo quali sono i vantaggi energetici

Se si vuole analizzare la questione in termini di efficienza, si può affermare che un impianto di cogenerazione prevede un rendimento medio complessivo che si aggira intorno all’85%. Invece, rispetto ad una produzione separata di elettricità e calore, l’aumento di efficienza si attesta a circa il 30 o 40%.

Facendo un esempio pratico, se si parte da sole 100 unità di energia primaria, ovvero di combustibile, un impianto cogenerativo ne può ricavare 38 di elettricità e fino a 45 di calore utile con sole 17 unità di perdite. Per avere la medesima quantità di elettricità e calore partendo, invece, da due impianti separati, cosa che avviene di solito, non basterebbero sole 100 unità di combustibile ma ne occorrerebbero ben 148.

Da questo esempio si evince che la cogenerazione, in questo caso, assicura un risparmio di combustibile che è pari al 33% circa, rispetto ad una produzione separata dell’energia termica e di quella elettrica. Inoltre, in caso di produzione separata, le perdite, sono imputabili per lo più agli impianti tradizionali per produzione dell’energia elettrica, nei quali mediamente quasi i 2/3 dell’energia che è contenuta nel combustibile in entrata, vanno via dal camino sotto forma di calore.

Gli utilizzi principali degli impianti cogenerativi e la variante della microcogenerazione

Considerando il loro molteplice utilizzo, gli impianti di cogenerazione, vengono spesso impiegati per le strutture che hanno grandi richieste di riscaldamento e, altrettanto grandi, richieste di acqua calda. Pertanto, queste centrali servono maggiormente a:

  • Grandi strutture come ad esempio gli ospedali, gli alberghi o impianti sportivi con piscine, i quali richiedono una termoregolazione precisa;
  • Attività di impresa del settore alimentare oppure farmaceutico, in cui la temperatura e l’acqua sono fondamentali;
  • Attività preposte a smaltimento di rifiuti come ad esempio le discariche o i depuratori.

Esistono poi, anche degli impianti di dimensioni inferiori che si rendono maggiormente adatti per gli utilizzi negli ambienti domestici che aiutano le famiglie a ridurre i costi delle bollette in un momento in cui, queste, stanno subendo sempre più sbalzi in crescita. Per arrivare all’autonomia dal fornitore di energia elettrica e, quindi, proteggersi dagli aumenti, si può ricorrere, come sappiamo, agli impianti fotovoltaici oppure alla meno nota microcogenerazione domestica. Quest’ultima, come abbiamo visto, è una soluzione molto sfruttata nelle industrie o nelle grandi strutture ma, con dei sistemi adeguatamente proporzionati, può essere molto utile anche all’interno delle nostre case, infatti, istallando un impianto di questo tipo nell’abitazione si riesce a consumare meno energia rispetto ad una caldaia a gas e si può anche produrre l’elettricità che, se non utilizzata, si può immettere nella rete della fornitura pubblica.

I vantaggi della cogenerazione domestica sono molti ma di certo il maggiore è quello di riuscire a risparmiare sino al 40% sull’energia primaria, minimizzando le emissioni di CO2. Inoltre, ci si protegge dall’aumento dei prezzi dell’energia elettrica e si ha un’alternativa al fotovoltaico e viene estremamente ridotta la spesa per l’energia elettrica che diminuisce rispetto ai costi della fornitura abituale. 

Installando in casa un impianto di questo tipo avremo quindi vantaggi su:

  • Energia: perché il combustibile viene usato per produrre sia energia termica che elettrica;
  • Economia: perché un minore consumo di combustibile implica costi più ridotti;
  • Ambiente: per via della riduzione delle emissioni inquinanti nell’atmosfera e la minore dipendenza da fonti fossili.

Cogenerazione e scelta sostenibile: l’olio vegetale

Gli impianti di cogenerazione, nonostante garantiscano dei consumi molto limitati, funzionano mediante l’utilizzo dei medesimi carburanti delle centrali termoelettriche. Anche se le emissioni inquinanti sono le stesse, cioè: monossido di carbonio, ossidi di azoto e di particolato, vi è comunque una minore dispersione a carico dell’ambiente perchè viene impiegata una minore quantità di combustibile.

Proprio per via del minore sfruttamento di carburante, specialmente quando si tratta di fabbisogni piccoli, si può considerare l’impiego dei biocarburanti, nonostante questi siano reperibili con più difficoltà rispetto ai carburanti tradizionali, tale scelta ecosostenibile partecipa ad un importante abbattimento dell’inquinamento.

La cogenerazione che usa come combustibile l’olio vegetale è uno fra i metodi più efficienti per produrre l’energia e il calore riducendo, contemporaneamente, al minimo l’impatto ambientale ed i costi del sistema.

Tale combinazione permette infatti di beneficiare di svariati vantaggi, consentendo non solo di fare una scelta eco sostenibile ma anche che a questa scelta corrisponda un ritorno economico preciso grazie anche ai seguenti incentivi previsti:

  • Gli impianti che utilizzano fonti di energia rinnovabili usufruiscono di una tariffa onnicomprensiva fissa che dura 20 anni;
  • Hanno priorità sul dispacciamento di energia elettrica immessa in rete;
  • Sono esenti dall’obbligo di acquisto dei certificati verdi che attestano che l’energia prodotta viene appunto da fonti rinnovabili;
  • Hanno l’applicazione dell’accisa ridotta per la produzione di energia elettrica sulla totalità del combustibile usato per alimentare il gruppo;
  • Gli viene riconosciuta l’assegnazione del certificato bianco che attesta la quantità di petrolio risparmiato;
  • Infine, godono della possibilità dello scambio sul posto che permette di calcolare la differenza fra l’energia venduta e quella energia acquistata con un solo conguaglio di fine anno.

 

 

Ecco tutti i dettagli sulla cogenerazione domestica
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