glossario unico per l’edilizia libera

Ecco giungere finalmente il tanto atteso decreto che arriva dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e che riguarda il glossario unico per l’edilizia libera. Tale decreto contiene un elenco delle opere edilizie principali, per le quali viene individuata la categoria di intervento alla quale esse appartengono.

Relativamente al suddetto decreto troviamo all’articolo 1, comma 2, quindi in allegato questo interessante Glossario edilizia libera 2018 il quale contiene una tabella che individua le principali opere che possono essere realizzate senza il possesso di alcun titolo abilitativo ma comunque nel rispetto di prescrizioni e strumenti urbanistici comunali ed anche di tutte le norme del settore che incidono sulla disciplina delle attività edilizie. In particolar modo si tratta delle norme antisismiche, delle norme di sicurezza, di quelle antincendio, delle disposizioni igienico-sanitarie, delle normative relative all’efficienza energetica e di tutela dal rischio idrogeologico, ma anche delle disposizioni del codice dei beni culturali. Questa tabella, più specificatamente, riporta:

  • il regime giuridico delle attività di edilizia libera;
  • l’elenco delle categorie di intervento;
  • l’elenco delle principali opere che si possono realizzare per ogni elemento edilizio;
  • l’elenco dei principali elementi che sono oggetto di interventi, utile per facilitare la lettura della tabella a cittadini, alle imprese e Pubblica Amministrazione.

Si tratta di ben 58 tipi di opere alle quali corrispondono lo stesso numero di tipi di elementi relativi a 12 categorie di intervento che rientrano tutte nel regime giuridico che riguarda l’Edilizia libera, e sono:

  • la manutenzione ordinaria;
  • le pompe di calore con potenza termica utile e nominale minore di 12 kW;
  • i depositi di gas e di petrolio liquefatti che hanno la capacità complessiva inferiore a 13mc;
  • l’eliminazione di barriere architettoniche;
  • le attività di ricerca del sottosuolo;
  • i movimenti di terra;
  • le serre mobili stagionali;
  • la pavimentazione di aree di pertinenza;
  • i pannelli fotovoltaici al servizio degli edifici;
  • le aree ludiche e gli elementi di arredo delle aree di pertinenza;
  • i manufatti leggeri nelle strutture ricettive;
  • le opere contingenti temporanee.

La lista presente nel decreto, in sostanza, traccia un confine tra moltissimi piccoli interventi che si possono classificare come manutenzione e il miglioramento che, all’interno del Testo Unico Edilizia del Dpr 380/2001, vengono indicati soltanto per capitoli. In maniera più concreta, tale glossario agisce in due linee:

  • Da una parte, riunisce tutte quelle opere per le quali vi era già la possibilità di realizzazione senza alcun titolo abilitativo ma fornendo solamente un’operazione compilativa che è comunque molto utile per i cittadini. Dall’altro lato, invece, esso illustra i casi per i quali, ora, tutti i Comuni non possono imporre dei vincoli. Per esempio, nell’edilizia libera 2018 vi è un vasto elenco di opere di arredo per il giardino, come: i muretti, le fontane, i ripostigli per attrezzi o i ricoveri per gli animali che se prima erano casi oggetto di abituali contestazioni, da adesso, divengono inattaccabili.
  • Vi è anche una sezione relativa alle tensostrutture: per avviarne l’installazione basterà una comunicazione, invece per tutte le attività successive quali la manutenzione, la riparazione e la rimozione saranno libere. Nessuna autorizzazione è ancora necessaria per i pannelli solari e fotovoltaici, se sono al di fuori però dei centri storici. Si parla anche dell’adeguamento degli impianti per l’estrazione fumi, che possibilmente indirizzino le loro emissioni in modo diverso: si tratta di interventi molto importanti per una piccola attività produttiva. Oltre ai cittadini, proprio le imprese, quindi, sono destinate, a beneficiare di tali chiarimenti.

Tutto è ancora più semplice

Ma il decreto nasconde anche un’altra semplificazione cioè quella di sapere, fin da subito, dove ci si può spingere non coinvolgendo il professionista tecnico ed in particolare l’ingegnere o l’architetto. Le suddette 58 definizioni hanno necessitato di un lavoro di sei mesi, cercando una mediazione con delle regioni, come ad esempio la Sardegna, che è stata poco disponibile a spostare il confine dell’edilizia libera in senso estensivo. Nella situazione delle tensostrutture quali gazebo, pergolati e ripostigli viene specificato che l’intervento, per restare libero, deve essere di dimensioni limitate. Mentre, questo decreto, allineandosi con la giurisprudenza, non permette alcuna ambiguità sull’argomento delle vasche per la raccolta dell’acqua: in nessun caso si potrà nascondere la realizzazione di una piscina.

La situazione degli sconti fiscali

Infine l’argomento dell’edilizia libera si lega a filo doppio con quello degli sconti fiscali, infatti, l’Agenzia delle Entrate si è premurata di contemplare espressamente il caso della mancanza di un titolo abilitativo. In tali situazioni vi sono tre elementi chiave da considerare:

  • la dichiarazione che sostituisce l’atto di notorietà nella quale deve essere indicata la data dell’inizio dei lavori e in cui bisogna attestare che tutti gli interventi di ristrutturazione fanno parte di quelli agevolabili;
  • È importante conservare tutte le fatture degli interventi;
  • Si devono effettuare i pagamenti mediante un bonifico parlante.