estimo civile

La disciplina che regola l’ambito delle valutazioni immobiliari e delle aree fabbricabili è l’estimo. In particolare, l‘estimo civile o urbano va ad individuare la corretta stima degli immobili di tipo urbano appunto, come i fabbricati, oltre ad occuparsi della gestione dei condomini e dell’avviamento aziendale.

I fabbricati urbani per l’estimo civile

Per poter effettuare una corretta valutazione immobiliare, l’estimo civile deve effettuare una corretta definizione dei fabbricati urbani. In particolare, ne vengono individuate due tipologie:

  • i fabbricati urbani civili, in cui rientrano le abitazioni, i negozi, gli uffici e i luoghi di culto
  • i fabbricati urbani industriali, ovvero tutti quei fabbricati destinati alla produzione del settore secondario (fabbriche, opifici, ecc…)

Quali sono i fabbricati civili

L’estimo civile va ad individuare le diverse tipologie di fabbricati civili, così da poterne definire la destinazione d’uso necessaria per la successiva valutazione.

Esistono innanzitutto i fabbricati ad uso residenziale: unità immobiliari propriamente dette, edifici condominiali, ville, villette e villini. Le unità immobiliari sono le classiche abitazioni con un proprietario ben definito da un reddito indipendente.

I fabbricati ad uso commerciale sono i classici negozi, che possono essere di più tipologie a seconda delle dimensioni della superficie: si va dalle piccole botteghe ai supermercati, fino ai centri commerciali.

La terza classi definita dall’estimo civile è quella dei fabbricati con destinazione ad ufficio pubblico. Quando si effettua la valutazione immobiliare di edifici del genere, bisogna considerare il flusso di persone quotidiano, il complesso di appartenenza e tutti i beni accessori che ne fanno parte.

I calcoli secondo l’estimo civile

Uno dei parametri necessari alla valutazione dei fabbricati civili è il reddito, prodotto dall’utilizzazione che ne viene fatta. Nel caso in cui l’immobile produce reddito poiché sede di attività commerciale, si parla di utilizzazione indiretta.

L’utilizzazione diretta invece afferisce agli immobili destinati alla residenza di un inquilino che paga un canone di locazione.

Qualora il reddito venga generato dal pagamento di un affitto mensile, bisogna considerare se questo canone è libero, ovvero frutto di una libera contrattazione fra le parti; in questo caso il contratto dura non più di 4 anni, e può essere rinnovato per altri quattro.

 

Esiste poi un canone assistito, o concordato, della durata di tre anni e rinnovabili di altri due anni. In questo caso, la quota dell’affitto è concordata a livello comunale in base agli accordi fra le associazioni di riferimento.

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