Il settore immobiliare rappresenta uno dei più importanti del nostro Paese e come tale è stato spesso al centro di iniziative o azioni (sotto forma di sconti fiscali o cosiddetti bonus) di diversi governi succedutisi nell’arco di vari decenni. Fortunatamente, sia per i singoli cittadini che per gli addetti al settore, i periodi difficili sembrano ormai alle spalle, così come evidenzia l’andamento del settore immobiliare nel 2019.

Nonostante comunque quest’ultimo resti vivace, anche grazie all’apporto continuo di nuove soluzioni tecnologiche nell’edilizia, si pensi ad esempio ai cosiddetti Big Data, pochi cambiamenti si prevedono nell’immediato futuro, soprattutto dal punto di vista normativo. In generale si cerca di prevedere quale potrà essere il rapporto tra il neo governo Conte Bis ed il mercato immobiliare o come, il primo, possa intervenire in qualche misura sul secondo.

A tentare di fare qualche previsione o valutazione generale sul panorama futuro che ci si attende, è il Luca Dondi, direttore generale del Nomisma, la società di consulenza operante nel settore economico: un parere di alto livello di chi conosce bene non soltanto il settore immobiliare, ma anche quello finanziario e politico nazionale. Cerchiamo quindi di capire cosa ci si aspetta dal nuovo governo Conte per l’importante ambito edilizio, riguardo eventuali iniziative o modifiche normative.

Il grande assente nel programma governativo

Dal programma prospettato del nuovo governo presieduto da Conte, risulta essere assente il settore immobiliare o più in generale qualsiasi iniziativa o piano relativo a questo ambito. Ciò può essere considerato, da un lato, un elemento positivo, poiché non vi saranno modifiche sugli incentivi del settore edilizio e su eventuali aggravi fiscali.

Dall’altro lato, ciò indica una mancanza di attenzione e di innovazione in un ambito così importante per l’intero Paese. Dondi dichiara che dal nuovo governo ci si aspetti un sostanziale immobilismo normativo, senza variazioni da nessun punto di vista: né a livello di stimoli né a livello di aggravi di natura fiscale, che non aiuterebbero certo il paese.

Tasse sugli immobili e bonus vari

Pressoché nulle sono le probabilità, secondo il dirigente Nomisma, di assistere ad una riduzione delle imposte sugli immobili ed un abbassamento del peso fiscale su di essi, anche in considerazione dei pesanti vincoli che si prospettano sull’economia nazionale, quali l’evitamento dell’incremento dell’Iva. D’altra parte, non si prevede neanche un ulteriore appesantimento delle imposizioni fiscali, dopo quelli avvenuti negli anni scorsi.

Per ciò che concerne i diversi bonus esistenti per la ristrutturazione o l’acquisto di immobili, per Dondi vi sono alte probabilità che resti tutto invariato, soprattutto alla luce del fatto che si costruisce sempre meno, ma si ristruttura sempre più e quindi il venir meno di tali incentivi sarebbe assai controproducente. Eventuali revisioni di questi sgravi potranno avvenire nel tempo, forse il prossimo anno.

Imu, Tasi e Cedolare secca

Per ciò che concerne la detrazione Imu e la cedolare secca (secondo alcuni, misure eventualmente a rischio col nuovo esecutivo), l’esponente del Nomisma evidenzia il fatto che essendo queste misure senza coperture finanziarie prestabilite, potrebbero essere sospese, soprattutto a causa dei vincoli di bilancio che il nostro Paese deve rispettare.

Per quanto riguarda una eventuale e prospettata fusione tra Imu e Tasi, questa sarebbe un’iniziativa positiva ma che tuttavia avrebbe un impatto minimo sia sulla riduzione delle imposte gravanti sui cittadini e sia a livello di stimolo per l’intero settore immobiliare, soprattutto in assenza di una rivisitazione complessiva dello stesso. Modeste misure correttive possono infatti avere pochi effetti strutturali in questo ambito.

In conclusione, Dondi non prevede grandi cambiamenti per il settore edilizio, considerata anche la diversità di prospettive all’interno dello stesso nuovo governo. In tal senso può essere d’esempio la revisione degli estimi catastali, attesa da anni e non ancora attuata a causa di una mancata unanimità di consensi. Sono pertanto molto basse le probabilità di assistere a cambiamenti normativi rilevanti, almeno in tempi brevi.

Nomisma, Osservatorio immobiliare 2018

Vota l’articolo !