Il record mondiale va a Chongqing, la città più grande della Cina sud-occidentale che, per il suo grattacielo orizzontale ha realizzato una struttura di ben 300 metri di lunghezza per 250 metri di altezza. Questo progetto curato dall’architetto Moshe Safdie è basato sulla disposizione orizzontale degli spazi, che è inusuale nei grattacieli, ma si va imponendo sempre più nell’ambito dell’architettura per ovviare al problema della sovrappopolazione nelle grandi città.

La suddetta metropoli cinese, che conta oltre 30 milioni di abitanti, rappresenta un punto di riferimento per quello che riguarda le costruzioni orizzontali: vanta ponti pedonali aerei per collegare i grattacieli, ma anche treni che attraversano gli edifici e strade su blocchi di case. Scopriamo così questa tendenza a ridistribuire gli spazi urbani verticali che sta diventando sempre più importante.

Grattacieli orizzontali

L’Asia e i suoi giganti orizzontali

Lo sviluppo urbano e tecnologico che sta vivendo la Cina ha dato il via a molti progetti architettonici importanti. Ne è un esempio, appunto, la Raffles City di Chongqing realizzata in vetro per ben 134.000 metri quadrati per un totale di otto grattacieli verticali ed uno orizzontale sormontati da una struttura in vetro lunga ben 300 che interconnetterà sei degli otto grattacieli al cui interno saranno disposti negozi, case, uffici, mezzi di trasporto, strutture per il tempo libero e addirittura un parco pubblico.

Vediamo come questa tendenza si stia diffondendo molto in Asia, dove le città sono già molto sviluppate verticalmente e la necessità di nuovi spazi richiede un’espansione orizzontale. Chongqing rappresenta una città-riferimento per questo concetto urbano grazie alle sue passeggiate pedonali, ai binari, alle funivie e alle strade che attraversano in aria la città, sovrastando gli edifici se necessario.

Varie città asiatiche adottano schemi simili, Singapore ad esempio, vanta il grattacielo orizzontale più simbolico dei nostri giorni: il Marina Bay Sands. Un complesso alberghiero, progettato dallo stesso Safdie, che ha una gigantesca struttura orizzontale disposta su tre torri da 68 metri.

In città come Bangkok e Hong Kong sono state installate porte d’accesso e dei ponti aerei pubblici che collegano le strade, gli edifici e le stazioni di trasporto. A Pechino, nel 2009, la Linked Hybrid con il suo complesso residenziale di torri connesse da ponti aerei, ha ricevuto diversi riconoscimenti per la sostenibilità.

I russi puntano sui paesaggi aerei

Anche l’Unione Sovietica non ha perso tempo nella realizzazione delle strutture orizzontali, infatti, già nel XX secolo, quando ancora le metropoli americane innalzavano i loro grattacieli fino al cielo, i sovietici conquistavano già gli spazi aerei orizzontali grazie all’architetto El Lisitski che con i suoi progetti ha cercato di usare gli spazio in larghezza per non trascurare lo spazio aereo delle città russe per accogliere un numero maggiore di persone.

Già nei primi anni Venti, l’architetto ha pensato un progetto concettuale destinato a Mosca intitolato “Wolkenbügel”. Questo consisteva in una serie di edifici orizzontali che poggiavano su una torre centrale, sospesi in aria.

Oggi questo progetto ha ripreso luce grazie allo studio di architetti Herzog & de Meuron che sta lavorando sulla realizzazione di due blocchi di appartamenti edificati su pilastri alti ben 75 metri sotto ai quali ci sarà un bel parco pubblico.

Città che si collegano dall’alto

Quando si parla di grattacieli orizzontali ormai non si tratta più di utopia e progetti isolati ma di connessioni a cielo aperto fra edifici che rappresentano il futuro. Per questo la società tedesca di ingegneria ThyssenKrupp alcuni mesi fa ha presentato MULTI: un ascensore che oltre a muoversi su e giù, va anche in orizzontale e in diagonale. Per il suo essere quasi magico, questo ascensore multidimensionale, ha preso il nome di Wonkavator, in onore del magico Willy Wonka di “Charlie e la fabbrica di cioccolato”.

Questo concetto tridimensionale degli spazi urbani interessa sempre più città al mondo come per esempio Minneapolis, negli Stati Uniti, divenuta ormai la città con la più vasta rete di ponti aerei con ben 18 chilometri di strade che collegano in aria gli edifici formando una rete paragonabile alla metropolitana, ma solo per pedoni.

Grazie a questa innovazione che ridistribuisce gli spazi si va incontro ad una tendenza che potrebbe rispondere ai problemi di sovrappopolazione delle città.