Quando si legge la voce “imposta di registro locazione” bisogna sapere che si tratta di un pagamento che il proprietario di un immobile deve assolutamente versare, insieme all’imposta di bollo, quando si reca a registrare un contratto di locazione.

È molto utile ricordare anche che l’imposta di registro, non va pagata solo per la locazione ma che va versata anche per gli anni che seguono al primo e per registrare tutti gli eventi successivi alla stipula del contratto, come ad esempio, la sua cessazione o risoluzione, oppure ancora la proroga del contratto.

Riassumendo alcune nozioni

In maniera molto riassuntiva, praticamente, si può richiedere la registrazione di un contratto di affitto presso l’Agenzia delle Entrate oppure tramite i servizi telematici che ha l’Agenzia a cui ci si è rivolti per la locazione che provvederà all’addebito su conto corrente postale o bancario. Nel primo caso, invece, per pagare l’imposta di registro locazione, ci sono due differenti possibilità:

  • Attraverso il modello F24 degli elementi identificativi;
  • Mediante un addebito sul conto corrente usando il modulo richiesta di addebito sul conto corrente. Se si opta per questa possibilità, si può versare contemporaneamente anche l’imposta di bollo.

In entrambi i casi, nello specifico per i titolari di partita IVA il versamento deve essere effettuato solamente attraverso modalità telematiche ed usando i servizi disponibili online dell’Agenzia delle Entrate, del sistema bancario e di quello postale. Se, invece, non si è possessori di partita IVA, allora, si può anche presentare il modello direttamente agli sportelli di banche ed uffici postali.

I costi dell’imposta con relative percentuali

La somma che bisogna versare per il pagamento dell’imposta di registro locazione cambia in base al tipo di immobile che è stato affittato e, più specificatamente viene così calcolato:

  • Fabbricati con uso abitativo: nella percentuale de 2% sul canone annuale moltiplicato per il numero degli anni;
  • Costruzioni strumentali per natura e fondi rustici: nella percentuale dell’1% sul canone annuo nel caso in cui la locazione venga fatta da individui passivi di Iva; nella percentuale dello 0,5% sul canone annuale moltiplicato per il numero degli anni e, nella percentuale del 2% del canone in tutti gli altri casi;
  • Immobili di altro tipo: con la percentuale del 2% del canone annuo moltiplicato per il numero degli anni.

In ogni caso bisogna sapere che il versamento relativo alla prima annualità non può mai essere meno di 67 euro.

Le responsabilità del pagamento dell’imposta di registro ricadono sul proprietario dell’immobile che deve provvedere a registrare il contratto di affitto entro 30 giorni dalla data di sottoscrizione della scrittura privata, senza farli trascorrere. Mentre, per i versamenti relativi all’imposta di registro, queste, vanno suddivise in due parti; una per il proprietario e l’altra a carico dell’inquilino.

Obblighi, responsabilità e sanzioni per i ritardi sul pagamento dell’imposta

In sostanza, nel caso in cui il contratto di affitto non sia stato autenticato la registrazione è a carico del proprietario di casa, che, come già detto vi deve provvedere non oltre un mese dalla firma e, nei due mesi seguenti deve attivarsi per dare la comunicazione al proprio inquilino inviandogli, se necessario, la ricevuta di versamento sia a lui che all’amministratore di condominio. Se tali obblighi non vengono rispettati, questo, può anche comportare la nullità dell’affitto.

Per quanto riguarda la responsabilità che si acquisisce verso l’Agenzia delle Entrate, però. Sono tenuti ad adempiere sia alla registrazione del contratto di locazione che al versamento dell’imposta di registro sia l’inquilino dell’appartamento che il proprietario dell’immobile e, in sostanza, il Fisco può richiedere sia all’uno che all’altro l’intero importo delle somme che erano dovute e non sono state versate, infatti, nel caso non paghi uno, sarà l’altro a dover saldare il debito e, nel caso in cui nessuna delle due parti se ne curi, l’Agenzia delle Entrate potrà decidere di mandare una lettera di comunicazioni ad entrambi, una successiva cartella di pagamento ed infine la richiesta di pignoramento ed in questo caso, entrambe le parti, saranno soggette a delle sanzioni che possono variare dal 120% al 240% dell’imposta che si doveva versare, oppure dal 60% al 12% se il ritardo non ha ancora superato un mese. È possibile altresì saldare il debito dovuto al mancato pagamento della suddetta imposta attraverso il ravvedimento operoso che consente di avere una riduzione della sanzione, se si paga entro un anno.

Imposta di registro locazione: tutto quello che c’è da sapere
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