Per tantissimi italiani la questione delle tasse è un problema importante e delicato, in quanto va ad intaccare spesso un salario che mediamente non è molto alto e quei beni che, dopo anni di sacrifici e fatica, si è riusciti ad acquistare, come ad esempio un immobile. Tutto ciò poi a prescindere dai costi per l’acquisto di una prima abitazione che molte persone devono sostenere per possederne una.

Naturalmente, così come sono diverse le imposte da pagare e le spese da fronteggiare, sono numerose anche le agevolazioni per l’acquisto di una prima casa previste dalla normativa italiana. Un aiuto importante destinato a favorire le compravendite di immobili e quindi l’intero settore immobiliare, come d’altronde anche quelle persone che sognano di avere una casa di proprietà, dove poter vivere serenamente.

E a proposito di compravendite e di trasferimenti di immobili, importanti novità vi sono per le imposte ipotecaria e catastale. Infatti, la ventilata ipotesi di incrementarne la quota è stata per il momento congelata e quindi anche per l’anno prossimo non sono programmati incrementi da tale punto di vista. Comunque, andiamo ad approfondire l’argomento e vedere come non sia previsto nessun aumento nel 2020 per l’imposta ipotecaria e catastale e, in seguito, a quanto ammontino al momento tali costi.

Un incremento inizialmente previsto ma poi non confermato

L’ultima versione della Legge di Bilancio 2020, in fase di approvazione da parte del Parlamento italiano, non riporta nessun aumento dell’imposta ipotecaria e catastale dalle attuali 50 Euro ai 150 Euro per eventuali trasferimenti di immobili (prima casa ed altre successive) soggetti ad un’imposta di registro.

L’incremento di tali imposte era stato difatti ipotizzato inizialmente e inserito nel documento programmatico di bilancio dallo stesso governo. La quota considerata per ciascuna di queste doveva passare, come detto, dalle 50 ai 150 Euro. Tuttavia, associato a questo aumento, doveva essere attuata una diminuzione di altre tasse nello stesso ambito immobiliare, come l’abbassamento da 200 a 150 Euro per ciascuna imposta relativa alle compravendite di immobili effettuate direttamente con le imprese costruttrici.

Come detto, invece, l’attuale governo ha deciso che non vi sarà nel 2020 nessuna novità o aggravio per coloro che intendono operare una compravendita di immobili tra privati e soggetti all’imposta di registro. Vediamo, comunque, in cosa consiste sia l’imposta ipotecaria che catastale e a quanto ammontano.

Cosa sono tali imposte

Qualsiasi genere di immobile, sia esso un terreno che un fabbricato, sono soggetti ad un’imposta catastale, ipotecaria e di registro e che tende a colpire e quindi incidere considerevolmente su diverse situazioni. Ad esempio, sul reddito complessivo delle persone fisiche, così come anche sulla proprietà di tali immobili (si pensi all’Imu e alla Tasi) e, naturalmente, sul loro trasferimento, attraverso donazione, compravendita o successione di tipo ereditario.

In particolare, per ciò che concerne la compravendita di immobili (cioè acquisto o vendita di un’abitazione o edificio mediante un atto tra vivi) è dovuta un’imposta di registro oppure, altrimenti, il pagamento dell’Iva e delle imposte catastali e ipotecarie. Nell’ipotesi invece di trasferimenti dovuti a donazione o successione, sempre di immobili, si è tenuti a versare sia l’imposta connessa a tali particolari fattispecie (in misura variabile in base al grado di parentela) e sia quelle ipotecarie e catastali.

Pertanto, per tutti quegli atti sottoposti ad Iva relativi alla compravendita di una struttura immobiliare non viene applicata l’imposta proporzionale di registro, ma semplicemente quella fissa di registro appunto, ipotecaria e catastale, che si attesta a 200 Euro ognuna. Ricapitolando, in sintesi, avremo quindi:

  • Per l’imposta catastale e ipotecaria, saranno dovute 50 Euro ciascuna per un acquisto di una prima casa o di altre successive da un privato, mentre si arriverà a 200 Euro nell’ipotesi di acquisto direttamente da un’impresa edile costruttrice;
  • Per l’imposta di registro, si dovrà pagare il 2% (del valore dell’immobile) per una prima casa; del 9% per la seconda casa o altre successive; di 200 Euro nel caso si acquistasse da ditta costruttrice.

A titolo esemplificativo, nella circostanza in cui si acquistasse da un soggetto privato una prima abitazione del valore di 200.000 Euro, l’imposta di registro da pagare sarebbe di 4.000 Euro (il 2% di 200.000), mentre l’imposta ipotecaria e catastale sarebbero invece 50 Euro ciascuna (in misura fissa).

L’imposta catastale ed ipotecaria