L’Imu sulla seconda casa costituisce una spesa piuttosto ingente per molti italiani. A differenza di quanto accade per l’abitazione principale, infatti, in questo caso le agevolazioni sono poche o pressoché nulle; inoltre, rispetto l’Ici, la somma da pagare in alcuni casi è aumentata di più punti percentuale.

Quanto costa l’Imu

imu seconda casaL’Imu sulla seconda casa, come per la prima, si calcola a partire dalla rendita catastale, rivalutata del 5 %, e poi moltiplicata per dei valori stabiliti dall’Agenzia delle Entrate diversi a seconda della tipologia di immobile (per le case, ad esempio, il moltiplicatore è 160). Su questa base imponibile, viene calcolata una percentuale che costituisce, poi, l’effettivo valore dell’imposta. Per quello che riguarda le seconde case – e tutti gli immobili successivi all’abitazione principale – questo valore è dello 0,76 %, ma i Comuni possono modificare variandolo di tre punti in aumento o diminuzione.

L’Imu, tuttavia, si paga in rapporto ai mesi e anni di possesso ed occorre fare attenzione alla compilazione del modello F24 utilizzato per pagare.

Entro quando pagare

Le scadenze per il pagamento dell’Imu sulla seconda casa – come anche sulla prima – sono rimaste invariate dallo scorso anno: la prima rata dev’essere pagata entro il 17 giugno, la seconda sarà – presumibilmente – intorno alla metà di dicembre.

Per dati certi occorre attendere prima le delibere dei Comuni che, prima di giugno devono stabilire l’aliquota precisa, e poi nuove indicazioni dall’Agenzia delle Entrate per la seconda rata.

Rimborso Irpef: chi può richiederlo

Annidata fra le pieghe della legge, vi è una piccola detrazione che riguarda unicamente le seconde case.

Per gli immobili non affittati, infatti, l’Imu sulla seconda casa sostituisce sia l’Ici ma anche l’Iperf. Questo significa che i proprietari di seconde case non utilizzate, non dovranno pagare su queste l’Irpef. In alcuni casi, il pagamento dell’Imu viene annullato da questo sconto, per ottenere il quale è sufficiente non compilare il rigo dedicato nel modello F24 visto che l’operazione è automatica.

Aumenti per gli affitti concordati

Per quello che riguarda, invece, i contratti concordati, la situazione invece peggiora.

Molti Comuni, infatti, utilizzando appieno la loro facoltà d’aumentare di tre punti l’aliquota sulla seconda casa (portandola quindi al 10,6 ‰) hanno così accresciuto mediamente del 200 % l’Imu sugli immobili così affittati rispetto ad un Ici che, per legge, era pari al 3,8 %.

Si teme che molti padroni di casa sceglieranno di porre fine ai contratti piuttosto che pagare l’intero ammontare dell’imposta.