La legge vigente in materia di agevolazioni fiscali sulla casa è la 449/1997 e successivi emendamenti: questa norma prevede la detrazione di determinate spese e dunque una serie di incentivi per la ristrutturazione e manutenzione, dall’imposta sul reddito per un importo pari al 19% degli oneri (interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione). In caso di lavori di ristrutturazione è possibile detrarre dall’Irpef lorda il 36% delle spese sostenute. Con gli ultimi interventi legislativi la percentuale di spesa detraibile è passata al 50% e prorogata fino al 31 dicembre 2013 (D.L. 63/2013).

Condizioni per l’ottenimento delle agevolazioni

La detrazione è ottenibile a condizione che l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale entro 6 mesi dal termine dei lavori di ristrutturazione. L’importo massimo su cui calcolare la detrazione del 19% è pari a 2.582,28 €.

Dall’Irpef lorda è possibile detrarre il 36% delle spese sostenute per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, conservazione, opere di sicurezza, per risparmio energetico e rimozione di barriere architettoniche. Nel 2012, è stato introdotto – con il Decreto Crescita e Sviluppo – un “bonus” Irpef al 50% valido per i lavori di ristrutturazioni e recupero edilizio effettuati tra il 26 giugno del 2012 e il 30 giugno del 2013. Allo scadere dei termini – salvo ulteriori proroghe – si ripristina l’aliquota del 36%.

L’agevolazione si applica per lavori compiuti entro il 31 dicembre del singolo anno e su un ammontare complessivo di spesa inferiore ai 48.000 € per ogni unità immobiliare (96.000 € per i lavori effettuati tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2013).

Nel caso in cui i lavori sono realizzati a cavallo di due anni, ossia sono una prosecuzione di interventi cominciati l’anno precedente, bisogna mettere in conto quanto già speso nell’anno prima ai fini della determinazione del limite massimo di 48.000 € (o 96.000€).

La detrazione può avvenire il 10 anni per chi ha meno di 75 anni, 5 anni se il beneficiario ha un’età compresa tra i 75 e 80 anni, 3 anni se il beneficiario ha più di 80 anni. I periodi abbreviati valgono al compimento degli anni ed è possibile usufruirne anche negli anni successivi ai lavori.

I beneficiari dell’agevolazione

Hanno diritto a questa serie di incentivi relativi alla ristrutturazione le seguenti categorie di persone:

– i proprietari o titolari dei diritti reali sugli immobili e che effettuano i lavori e ne sostengono le spese;

– inquilini e comodatari;

– nudo proprietario;

– soci di cooperative divise e indivise;

– soci di società semplici;

– imprenditori individuali ma solo per gli immobili che inclusi nella dicitura di immobili strumentali o merce;

– familiari del proprietario (coniugi, parenti fino al terzo grado, affini fino al secondo grado, conviventi) purché abbiano sostenuto direttamente le spese, e le fatture e i bonifici siano intestati a loro.

L’agevolazione spetta anche nel caso di abitazioni comunali che sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che ne beneficia.

Conviventi e comodatari possono usufruire delle agevolazioni se rivestono le suddette condizioni al momento dell’invio della comunicazione di inizio dei lavori.

Le agevolazioni e le detrazioni sono concesse per chi fa eseguire i lavori da un’impresa edilizia, ma anche chi esegue i lavori in proprio è un avente diritto alla detrazione, ma solo per le spese di acquisto dei materiali utilizzati e sempre se in possesso delle fatture e delle ricevute di bonifico attestanti le spese.

In caso di vendita, successione o donazione di un immobile ristrutturato, il diritto a proseguire con la detrazione delle rate non ancora godute passa al nuovo proprietario, se persona fisica, salvo accordo diverso preso tra le parti e specificato con atto notarile.

Riduzione IVA per lavori di ristrutturazione

Tra le agevolazioni è prevista la riduzione dell’IVA al 10% per i lavori di ristrutturazione, l’acquisto dei materiali utilizzati ed eventuali beni cosiddetti “significativi” (e costosi) quali ascensori, caldaie, sanitari, infissi, impianti di sicurezza, impianti di condizionamento e simili.

Per i beni significativi, l’aliquota IVA al 10% si applica solo per la spesa relativa al costo della manodopera, mentre per la restante parte si applica l’aliquota standard (21%).