Tutte le informazioni sul pagamento dell'Irpef affitti

Chi decide di affittare casa ha a disposizione due opzioni: la tassazione ordinaria Irpef e il regime opzionale della cedolare secca. Per tutte le informazioni sulla cedolare secca è possibile leggere il post Pagamento cedolare secca: scadenze e modalità. Per fare un confronto tra cedolare secca e regime ordinario Irpef e valutare la convenienza di ciascuno è possibile leggere il post Cedolare secca sull’affitto: è conveniente?. Ricordiamo inoltre che la tassazione con il regime della cedolare secca per gli affitti brevi – inferiori a 30 giorni – è stata recentemente rinnovata con l’introduzione della cosiddetta Tassa AirBnb. Per tutti i dettagli consigliamo il post dedicato alle Tasse Airbnb.

Oggi concentriamo la nostra attenzione sulla tassazione ordinaria: come funziona il pagamento dell’Irpef sugli affitti? Quali aliquote vengono applicate e come calcolare l’imposta?

Irpef affitti: come funziona

L’Irpef è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Si tratta di un’imposta diretta, risultante dalla somma dei redditi percepiti da un soggetto, quali, ad esempio, redditi da lavoro autonomo e redditi fondiari derivanti appunto dall’affitto di immobili.

L’Irpef è un’imposta progressiva ad aliquote crescenti. Ciò vuol dire che il reddito complessivo percepito dal soggetto viene suddiviso in scaglioni e a ciascuno viene applicata una diversa aliquota. Le aliquote Irpef 2017 sono pari a:

  • 23% per il 1° scaglione: da 0 a 15.000 euro
  • 27% per il 2° scaglione: da 15.001 a 28.000 euro
  • 38% per il 3° scaglione: da 28.001 a 55.000 euro
  • 41% per il 4° scaglione: da 55.001 a 75.000 euro
  • 43% per il 5° scaglione: oltre 75.000 euro

E’ importante precisare che dal secondo scaglione viene tassata con aliquote successive solo la parte eccedente di reddito. Ad esempio se un soggetto ha percepito un reddito di 30.000 euro l’imposta sarà calcolata in questo modo:

  • 23% su 15.000 euro
  • 27% su 13.000 euro
  • 38% su 2.000 euro

I redditi derivanti dagli affitti di abitazioni sono redditi fondiari che concorrono a determinare il reddito imponibile ai fini Irpef. Vediamo come.

Irpef affitti: come si calcola il reddito imponibile

Il reddito fondiario a fini Irpef va calcolato considerando il maggiore importo tra:

  • rendita catastale rivalutata del 5%
  • canone di locazione annuo scontato del 5%

Ci sono alcuni casi particolari da considerare:

  • per gli immobili di interesse storico o artistico va considerato il 50% della rendita catastale rivalutata, mentre il canone annuo di locazione va scontato del 35%
  • per i fabbricati situati nella città di Venezia centro e nelle isole della Giudecca, Murano e Burano il canone annuo viene scontato del 25%

E’ prevista un’ulteriore deduzione del canone annuo pari al 30% per i contratti di locazione a canone concordato relativi a immobili situati in comuni ad alta densità abitativa. Quindi in questi casi il canone da considerare ai fini Irpef sarà pari al 65%, 35% nel caso degli immobili di interesse storico o artistico.

Come si paga l’Irpef affitti

l pagamento dell’Irpef sui canoni di locazione percepiti avverrà in sede di dichiarazione dei redditi. I redditi derivanti dalla locazione abitazioni vanno indicati nel quadro B del 730 o nel quadro RB del modello Unico.

Attenzione: i canoni di locazione non percepiti per morosità dell’inquilino concorrono comunque a determinare l’imponibile Irpef e vanno dichiarati. Solo in caso di procedimento concluso di convalida di sfratto è possibile evitare di dichiarare tali canoni, ma va comunque dichiarata la rendita catastale dell’immobile.

Irpef affitti: quanto si paga?
Media voto: 3.7 (totale voti: 3)