Negli ultimi anni gli Italiani sono sempre più attenti a migliorare l’abitabilità ed il comfort offerto dalle proprie abitazioni, magari anche con l’aiuto della tecnologia, abbinandovi anche soluzioni che possano produrre un certo risparmio sui costi o sulle spese connesse ai diversi impianti installati. Da qui l’uso, ad esempio, di riscaldamenti a pavimento per migliorare l’efficienza energetica di un immobile ed offrire al tempo stesso un calore uniforme in inverno.

Altre persone cercano, invece, di ridurre gli sprechi di energia elettrica utilizzando magari impianti di illuminazione a led. A tutto ciò si unisce spesso anche la volontà di realizzare delle strutture abitative che possano essere sostenibili e quindi rispettose dell’ambiente circostante. Il vivere sostenibile comunque può implicare diverse cose, tra cui anche cercare soluzioni che offrano ad esempio un ottimo isolamento termico di un’abitazione.

Quest’ultimo consente di ridurre i consumi energetici e le spese economiche relative, incrementando al tempo stesso il confort generale degli abitanti di una casa. Tra gli interventi maggiormente richiesti da questo punto di vista, vi è il cosiddetto isolamento a cappotto. Una soluzione che fornisce una serie di vantaggi per chi la adotta per il proprio immobile. Vediamo cosa comporta tale scelta e quali sono i suoi benefici.

Un intervento importante

Spesso proprio partendo da un lavoro di isolamento a cappotto per un’abitazione si tende poi a cercare di realizzare un progetto complessivo di struttura sostenibile in cui si scelgano anche infissi, impianti e serramenti che possano permettere un certo risparmio energetico ed un migliore comfort abitativo. Il raggiungimento di questi obiettivi tuttavia è ottenuto anche partendo naturalmente dalla scelta di materiali e prodotti di alta qualità.

Per quanto riguarda proprio un sistema di isolamento termico a cappotto, è importante scegliere elementi certificati dal produttore ed evitare invece quei prodotti composti di origine diversa e successivamente assemblati e magari senza nessun tipo di attestazione. Il miglior risultato ed una considerevole efficacia di un sistema, quindi, parte dalla scelta di prodotti di qualità e soprattutto garantiti.

Studi e verifiche in tutte le stagioni

Un intervento per l’isolamento a cappotto di una casa spesso viene considerato soprattutto per i suoi benefici durante il periodo invernale, tuttavia si sottovalutano anche quelli che vi sono nei mesi estivi. Infatti, secondo diversi studi, un cappotto termico evidenzia una considerevole efficacia anche nella stagione calda o comunque nei Paesi con un clima maggiormente confortevole.

Tali studi tendono a basarsi su delle simulazioni aventi l’obiettivo di valutare l’incidenza dell’isolamento termico sulla richiesta di energia per il riscaldamento ed il raffreddamento in varie realtà continentali europee e molteplici zone climatiche.

In pratica, queste simulazioni calcolano, da un lato, la quantità di calore (attraverso l’uso di gas naturale o combustibile) necessaria ad un edificio per mantenere la sua temperatura interna intorno ai 20°C durante il periodo invernale e dall’altra, invece, la quantità di energia che nella stagione estiva risulta necessario rimuovere dal medesimo edificio, attraverso un sistema di raffreddamento, per limitare la temperatura interna dello stesso ad un livello massimo di 25°C.

È possibile calcolare, in questa maniera, il livello di energia primaria necessaria per il riscaldamento ed il raffreddamento e, di conseguenza, anche il fabbisogno energetico complessivo di un edificio nell’arco di un anno. Tali informazioni, inoltre, sono essenziali anche per valutare i benefici determinati dall’isolamento termico dell’involucro nei vari periodi stagionali.

I risultati ottenuti ed i vantaggi riscontrati

Alla luce delle indagini ed elaborazioni effettuate, vi è la conferma che in tutte le zone climatiche del nostro continente un accresciuto livello di isolamento determina una riduzione complessiva del fabbisogno energetico per il riscaldamento di tipo invernale. Tale diminuzione parte dal 90% delle strutture situate nei climi baltici per arrivare a toccare l’80% in quelli posti invece in ambienti climatici mediterranei.

Per quanto riguarda invece i consumi relativi alla stagione estiva, un maggiore isolamento consente invece di dimezzare del 50% il livello di frigorie (cioè la quantità di calore e di energia necessaria a far diminuire la temperatura di un grado di un chilogrammo di acqua) richieste nel periodo caldo e di conseguenza ridurre sensibilmente i consumi elettrici relativi ai sistemi di condizionamento.

Comunque, in ambienti climatici caldi o con forte irraggiamento solare, si consiglia sempre l’adozione di sistemi di isolamento a cappotto dalle finiture tendenzialmente chiare e dalla considerevole riflessione alla luce e quindi con indice di riflessione (IR) maggiore del 30%. Nell’ipotesi che, invece, si scelgano tonalità più scure, si dovrebbero adottare soluzioni termoriflettenti ad elevato TSR (Total Solar Reflection), al fine di non surriscaldare eccessivamente la facciata e non mettere alla prova lo stesso sistema isolante.

Realizzare un isolamento a cappotto

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