La cauzione d’affitto, o deposito cauzionale, è una somma di denaro che il locatore richiede al locatario al momento della stipula del contratto d’affitto. Il suo scopo è quello di tutelare il proprietario di un immobile da un eventuale danno che possa provocare l’affittuario; inoltre viene utilizzata per recuperare possibili mancati pagamenti negli ultimi mesi della locazione e, in generale preservarlo da ogni inadempimento da parte dell’inquilino. Ovviamente è fondamentale che la somma versata venga specificata sul contratto di locazione che si stipula fra le due parti interessate.

A quanto ammonta il deposito cauzionale e come versarlo

Secondo la nostra legge, il deposito cauzionale chiesto da proprietario di un immobile per la locazione dello stesso non può essere superiore a tre mensilità di affitto: quindi, a fronte di un canone mensile di 600 euro, la cauzione richiesta non dovrà essere superiore ai 1800 euro. Solitamente, però, la prassi adottata prevede una richiesta pari soltanto a due mensilità; ma niente vieta al locatore di chiederle tutte e tre o anche solamente una.

La somma prevista per la cauzione si può versare al locatore in tre precise modalità:

  • Attraverso il versamento in contanti;
  • Tramite una garanzia fidejussoria, assicurativa o bancaria;
  • Mediante un libretto di risparmio postale o bancario al portatore ma solo se l’importo è inferiore a 1.000 euro.
Restituire la cauzione: vediamo i dettagli

È un errore molto comune che fanno gli affittuari quello di ritenere la cauzione dell’affitto come un anticipo sulle varie mensilità di locazione; infatti tanti pretendono di non versare il canone degli ultimi mesi di affitto. Questo però non è corretto, infatti, come abbiamo già specificato, questa somma rappresenta, appunto, una cauzione che va a coprire gli eventuali danni che, comunque, verranno regolarmente valutati al termine del contratto, dopo lo sgombero dei locali, a patto che non vi siano diversi accordi con il locatore.

Agli inizi del rapporto di locazione, proprio quando viene effettuata la consegna dell’immobile, è obbligatorio redigere un “verbale di consegna” in cui vengono accuratamente descritte tutte le condizioni in cui versa l’immobile che viene affittato. Questo verbale è vera e propria parte integrante dello stesso contratto e viene, altresì, firmato sia dal locatore che dal conduttore. Alla fine del periodo previsto per la locazione, la prassi è quella di effettuare nuovamente un sopralluogo in cui verrà redatto un nuovo “verbale di riconsegna” al cui interno si dovranno evidenziare, e se è possibile anche comprovare, tutti gli eventuali danni apportati ai locali quantificando, quindi, la cauzione che è necessario trattenere. La restituzione del rimanente deposito può essere richiesta dall’inquilino entro e non oltre 10 anni di tempo, trascorsi i quali la pratica cadrà in prescrizione e l’ormai ex affittuario non ne potrà pretendere alcun rimborso.

Sempre secondo la legge italiana, la cauzione d’affitto è un deposito produttivo secondo gli interessi legali e, questi, possono essere corrisposti al termine di ogni anno di affitto. Nel caso in cui i suddetti gli interessi non vengano versati annualmente, allora, il conduttore avrà la facoltà di richiedere la loro restituzione integrale al momento della restituzione del deposito stesso.

E che fine fa il deposito se il proprietario vende l’immobile?

Se il proprietario di un immobile affittato vuole vendere la casa, il nuovo acquirente della suddetta proprietà subentra nei diritti e anche nei doveri del precedente contratto di locazione e, quindi, ricade su di lui anche l’obbligo della restituzione della cauzione che è stata versata dall’inquilino.

Quindi, anche se il conduttore ha inizialmente versato il deposito cauzionale ad un’altra precedente persona, questo nuovo acquirente dovrà restituire la medesima somma spettante all’inquilino senza pretendere che quest’ultimo, per nessun motivo, la perda.

La differenza fra cauzione e caparra: sono due cose diverse

Cauzione e caparra sono due cose ben differenti. Infatti, nonostante quest’ultima venga spesso confusa con la cauzione, essa, invece, è una somma di denaro che il futuro conduttore può temporaneamente versare ad un’agenzia immobiliare oppure al locatore come forma di manifestazione d’interesse, o impegno concreto, a procedere al futuro affitto. Una volta trovato l’accordo ed effettuato la stipula del contratto, tale caparra va restituita al conduttore oppure si trasforma in una parte del deposito cauzionale o, anche, una parte della prima mensilità del canone di affitto.

La cauzione d’affitto: ecco tutte le informazioni necessarie!
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