L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare numero 7/E del 27 aprile 2018 la quale viene ideata come guida per la stesura della dichiarazione dei redditi presentata dalle persone fisiche, inerente all’anno d’imposta 2017 e chiarisce quali siano le spese per le quali spetta una deduzione dal reddito, una detrazione d’imposta, un credito d’imposta o altri elementi importanti durante la compilazione della suddetta dichiarazione. Insomma si tratta di un vero vademecum sull’argomento che può risultare estremamente utile per guidare cittadini nell’adempimento fiscale forse più importante dell’anno.

Un paragrafo molto interessante della suddetta circolare si riferisce alle spese dedicate agli interventi per il recupero del patrimonio edilizio andando a precisare che quando si tratta di lavori condominiali ci sono dei limiti di spesa massimi che sono per il Sismabonus di 96.000 euro, mentre per l’Ecobonus di 40.000 euro, ovviamente per ciascuna unità immobiliare che compone l’edificio in questione e le relative pertinenze.

Fra le numerose agevolazioni previste, viene approfondita anche la sezione relativa ai bonus fiscali che riguardano gli interventi antisismici effettuati sulle costruzioni edificate nelle aree ad alto pericolo sismico, cioè il Sismabonus che sarà in vigore fino al 31 dicembre 2021 e i bonus che spettano per gli interventi atti alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti, cioè, l’Ecobonus che rimarrà valido fino al 31 dicembre 2018 per gli interventi sulle singole unità immobiliari e, fino al 31 dicembre 2021 se i lavori sono effettuati su parti comuni condominiali.

Approfondiamo il Sismabonus

Riguardo al Sismabonus la Circolare di cui sopra aggiunge ulteriori chiarimenti oltre a quelli già diramati sempre dall’Agenzia delle Entrate mediante la Risoluzione numero 34/E andando ad ammettere il Sismabonus pure negli interventi per la demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti, a patto che la volumetria originaria venga mantenuta.

Nello specifico, per quanto concerne l’importo massimo di 96.000 euro di spesa agevolata si chiarisce che esso funziona come:

  • Limite unico se sullo stesso edificio vengono realizzati interventi di diversa natura come gli interventi antisismici e quelli di manutenzione straordinaria. Infatti, secondo l’AdE, gli interventi antisismici che rientrano nel Sismabonus non possono godere di un limite di spesa autonomo come quelli di recupero edilizio in generale, dato che non sono una categoria nuova di interventi agevolabili;
  • Limite autonomo quando si riferisce ad ogni unità immobiliare singola con le relative pertinenze, nel caso di lavori effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Per esempio, in un fabbricato composto da 5 unità immobiliari più 3 pertinenze accatastate autonomamente, andrà calcolata una detrazione su un importo di spesa massima pari a 768.000 euro, cioè 96.000 euro moltiplicato per 8 unità, da suddividere fra i condòmini a seconda dei millesimi di proprietà oppure in base a criteri diversi stabiliti dall’assemblea.

Inoltre si precisa che la cessione del credito d’imposta, viene accordata ai singoli condòmini per gli interventi effettuati sulle parti comuni e per i quali spettano le detrazioni con percentuali del 75% o dell’85% in base alla possibilità che l’intervento realizzato faccia ottenere il passaggio ad una o due classi di rischio inferiori. Mentre per le singole unità immobiliari, la nuova Legge di Bilancio 2018 ha lasciato in essere la possibilità di cedere il credito solamente per l’Ecobonus e non per il Sismabonus, cosa, invece possibile, sino allo scorso anno.

Precisazioni sull’Ecobonus

Per quanto concerne l’Ecobonus, cioè la detrazione che spetta per interventi di riqualificazione energetica degli immobili esistenti nella Circolare sono presenti alcuni chiarimenti che riguardano prevalentemente il calcolo della spesa massima agevolata quando si effettuano lavori condominiali e sulla cessione del credito d’imposta.

Nello specifico, per gli interventi condominiali, per cui spetta la detrazione, fino al 31 dicembre 2021 e con la percentuale più elevata in base al tipo di intervento, si precisa che il limite di 40.000 euro si riferisce autonomamente ad ogni unità immobiliare di cui è composto il fabbricato e le relative pertinenze. Quindi se l’edificio è composto da 5 unità immobiliari più 3 pertinenze come ad esempio, cantine, box o soffitte, viene calcolata una detrazione sull’importo massimo di 320.000 euro cioè 40.000 euro moltiplicato le 8 unità che andranno attribuiti ai condomini a seconda dei millesimi di proprietà.

Infine, fra le novità, si scopre che la cessione del credito d’imposta dell’Ecobonus deve riguardare tutta detrazione spettante quindi non soltanto eventuali rate di detrazione non utilizzate.

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