In un regolare contratto di locazione stipulato fra due individui, cioè il proprietario dell’immobile ed il suo futuro inquilino, molto spesso, sono presenti delle clausole comunemente conosciute con il termine di “clausole vessatorie“. Si tratta di note e postille che vanno a creare una forma di squilibrio nel contratto in questione che va a svantaggio del consumatore, mettendo a suo carico alcuni obblighi troppo onerosi oppure lo privano dei suoi diritti e delle sue legittime facoltà.

Vediamo, quindi, in quali casi si deve prestare particolare attenzione a queste clausole vessatorie nel contratto di locazione e come, esse, sono disciplinate dalle norme.

In sostanza, abbiamo detto che in un contratto di locazione, si possono definire vessatorie quelle clausole che impongono particolari limitazioni di responsabilità oppure incidono sulla facoltà di recedere il contratto o, ancora, permettono di sospendere l’esecuzione andando a favore della parte che le ha predisposte e, a carico della controparte, sanciscono decadenze e limitazioni sulla facoltà di opporre delle eccezioni, la tacita proroga o la rinnovazione del contratto. Il tutto, oltre alle altre clausole compromissorie e a quelle che prevedono deroghe per competenza delle autorità giudiziarie.

Nell’eventualità in cui, un contratto d’affitto venga predisposto, da uno dei due contraenti, solitamente il locatore, e sottoscritto per adesione dall’altro, cioè il conduttore, in base al Codice Civile le clausole vessatorie che non sono specificatamente state approvate dal sottoscrivente per iscritto, vengono sanzionate con la nullità. Nel caso in cui le due parti del contratto di locazione siano un consumatore ed un professionista, il tutto sarà disciplinato dal Codice del Consumo.

Quali sono, secondo la legge, le clausole vessatorie

Vengono ritenute vessatorie, dalla nostra giurisprudenza, tutte quelle clausole che pongono a carico dell’individuo denominato conduttore, i costi delle riparazioni di tutti gli impianti e di quelle citate negli articoli 1576 e 1609 del Codice Civile, trasferendo, quindi, l’obbligazione che ha locatore di mantenere la cosa che ha affittato nel regolare stato per servire all’uso pattuito a carico totale del conduttore.

È considerata vessatoria anche la clausola che, al termine del contratto di affitto, mette a carico del conduttore l’imposizione di porre riparo a tutte le conseguenze del naturale deterioramento che l’abitazione locata subisce nel tempo, per il normale utilizzo.

Infine, è indicata vessatoria quella clausola che impone la risoluzione del contratto di affitto a causa del mancato pagamento di una singola rata da parte del conduttore in questione.

Per contestare questi casi o altri casi di nullità si può ricorrere ad un Giudice per avere un parere che attesti la nullità e, se è il caso, imponga al proprietario di risarcire l’inquilino di quanto previsto dalla legge.

Giudice

Quali clausole non sono soggette a vessatorietà

Abbiamo, quindi visto che la legge tutela il conduttore riconoscendo come vessatorie alcune particolari clausole che vanno a ledere i suoi diritti. Ci sono, però, altre clausole che non si possono ritenere tali, quindi, è bene prestare particolare attenzione alla loro presenza sul contratto di affitto. Nello specifico si parla:

  • La clausola specifica che contiene, per l’inquilino, il divieto della sublocazione;
  • Non è vessatoria quella clausola che prevede un adeguamento del canone sull’indice del costo dell’attuale vita nel momento in cui la legge non pone dei limiti sull’aggiornamento dello stesso canone;
  • Nessuna vessatorietà anche per quanto riguarda la clausola che va a subordinare la possibilità del cambiamento di destinazione della casa locata col permesso, messo per iscritto, del locatore. Anzi, la violazione sull’uso del bene in affitto rappresenta un grave inadempimento, tanto da legittimare la risoluzione del contratto stesso;
  • C’è, ancora, la clausola che esclude il versamento al conduttore di una indennità indirizzata ai miglioramenti effettuati dallo stesso, in quanto non comporterebbe nessuna limitazione di responsabilità o della facoltà di sottoporre eccezioni ma opererebbe solamente su un piano sostanziale, derogando legittimamente all’articolo 1592 del Codice Civile;
  • Infine, vediamo la clausola che mette a carico del conduttore gli oneri che gravano di solito sulla figura del locatore, comprese pure quelle dovute alla vetustà, alla forza maggiore e all’uso pattuito.