leasing immobiliare

Quando si vuole trovare casa o cambiare appartamento, specie in un periodo di crisi e di cattiva convergenza economica, una delle soluzioni proposte dalle agenzie immobiliari è il cosiddetto leasing immobiliare: si tratta di un interessante proposta di investimento rivolta a chi ha in mente di acquistare con maggiore sicurezza un appartamento, ad esempio, o vuole ristrutturare il proprio.

Il leasing come diversa forma di finanziamento

Attraverso il leasing immobiliare, è possibile avere accesso ad un credito finanziato secondo modalità leggermente diverse dal normale mutuo e convenienti per chi ha una cifra da investire.

Fra i numerosi vantaggi, innanzitutto la possibilità di ricevere un finanziamento pari al valore totale del bene che si vuole ottenere, oltre alla possibilità di dedurre fiscalmente le spese contrattuali, la quota capitale e la quota interessi. Per non parlare poi della possibilità di effettuare una suddivisione dell’IVA attraverso canoni periodici.

Il tasso di interesse del leasing sugli immobili

Per quanto riguarda gli interessi su questo tipo di prodotto creditizio, il tasso viene concordato al momento della stipula del contratto, e resta immutato per tutto il periodo del leasing immobiliare: questo significa che non esiste la possibilità di vedere variazioni e fluttuazioni sulle rate mensili come nel caso dei normali tassi dei mutui, soggette a spread.

Il lasso temporale del piano di ammortamento in cui vengono suddivisi i canoni di rimborso può variare dai 96 ai 240 mesi; l’anticipo che bisogna versare al momento della stipula può variare fra il 10 ed il 30 percento del valore, ma bisogna considerare che più alta sarà la maxi rata iniziale, maggiore sarà la convenienza dei tassi di interesse mensili.

Imposte sul leasing immobiliare

A partire dal 2011, sono state modificate anche le norme relative alle imposte di registro, di catasto e di ipoteca connesse al leasing. Il primo aspetto interessante riguarda il fatto di non dover più versare l’imposta di registro dell’1% sui canoni periodici.

Chi utilizza effettivamente l’immobile deve pagare l’imposta di registro pari all’1% sui beni strumentali e del 2% su quelli abitativi, ed inoltre è soggetto a pagare le imposte di catasto e di ipoteca per un valore pari al 4%, quando ad effettuare l’acquisto è la società di leasing, e successivamente in fase di riscatto del bene, le imposte rimangono fisse a 168 euro ciascuna.

Documenti per la richiesta di leasing immobiliare

Quando un soggetto vuole acquistare l’abitazione in leasing, deve presentare alla società che si occuperà della transazione i seguenti documenti:

  • codice fiscale e partita IVA
  • certificato di vigenza
  • dichiarazione dei redditi o documenti di bilancio

Eventualmente possono essere richieste una serie di garanzie, consistenti in fideiussioni bancarie o personali, impegni di acquisto, cauzioni in denaro o reali garanzie.

Nel momento in cui il soggetto non si attiene a quanto previsto dal contratto stipulato per il leasing immobiliare, la società può sentirsi libera di risolvere lo stesso e prendere nuovamente possesso dell’abitazione.

Cosa succede alla fine del contratto

Una volta che il contratto volge al termine, il soggetto che ha aperto il leasing può decidere fra tre opzioni: può scegliere di restituire l’immobile alla società da cui l’ha ottenuto; può allungare il periodo di contratto, oppure può acquistare definitivamente l’immobile.

Per effettuare quest’ultima operazione, deve far valere l’opzione di acquisto presente sul contratto, pagando la quota stabilità al momento della firma.

A causa delle particolarità di questa forma di prestito, è possibile concludere che il leasing immobiliare è una forma molto vantaggiosa nei casi, ad esempio, di immobili destinati ad una attività commerciale e di ufficio (vedi libero professionista o negoziante), grazie anche al regime di sgravi fiscali correlati e alla possibilità di scegliere di restituire il bene al termine del periodo di cui se ne ha reale necessità.

Vota l’articolo !