Dopo settimane di annunci, ipotesi al vaglio di tecnici e cambiamenti, finalmente è stata approvata la Legge di Bilancio 2019 e con essa finalmente è stata messa nero su bianco la cosiddetta “Pace Fiscale” tanto attesa da migliaia di contribuenti. Tuttavia, quest’ultima, rispetto alle previsioni ed alle ipotesi circolate fino all’ultimo momento, ha visto qualche leggera modifica, che sostanzialmente non ne stravolge comunque l’assetto complessivo.

La novità più rilevante, da questo punto di vista, è che nella pace fiscale (in particolare nella cosiddetta “Rottamazione Ter”), e quindi nel condono, non rientreranno le cartelle relative a Tasi, Imu e tasse sui rifiuti che non erano state pagate tra il 2000 ed il 2017, come inizialmente previsto. Tuttavia, ad essere confermo invece è lo stralcio delle vecchie cartelle fino a 1.000 Euro e solo in questo caso vi rientrano Imu e Tasi. Comunque, chiariamo sia in cosa consista un condono e sia le ultime novità già accennate per il 2019.

Cos’è un condono e a cosa serve

Osteggiato da alcuni ed atteso da altri, un condono fiscale non è altro che un provvedimento che stabilisce una serie di agevolazioni e sanatorie di natura fiscale appunto per quei soggetti che hanno delle pendenze con le autorità tributarie italiane e che, grazie proprio all’adesione a tale iniziativa e ad una sorta di sconto offerto sugli importi o sanzioni da pagare, possono dirimerle e chiuderle definitivamente.

Questo genere di provvedimento solitamente ha diversi scopi: da un lato, permette allo Stato di ottenere delle risorse economiche che, considerando i tempi di attesa per la conclusione delle diatribe fiscali ed il loro esito non scontato, non potrebbe ricevere facilmente; dall’altro, riduce drasticamente tali pendenze ed evita che, alla fine, il costo per risolverle e riscuoterle sia addirittura superiore al debito iniziale del contribuente verso lo Stato.

Nonostante queste motivazioni possano essere condivisibili, tuttavia restano forti dubbi sulla necessità e soprattutto validità di questo tipo di iniziativa. Comunque, andiamo a scoprire cosa prevede a questo proposito la Legge di Bilancio 2019, nella sua forma definitiva approvata dal Parlamento italiano ed in particolare nella parte definita “Pace Fiscale” e che prevede proprio una serie di agevolazioni di varia natura, parzialmente escluse per Imu e Tasi.

Legge di Bilancio 2019 e tributi locali

Per i contribuenti non in regola con vari tributi e relativi pagamenti, vi sono alcune novità per il 2019. Innanzitutto, si conferma il condono fiscale per le cartelle fino a 1.000 Euro e la cancellazione automatica (infatti non ci sarà bisogno di farne richiesta) di ogni debito collegato a quelle tra il 2000 ed il 2010. In questo tipo di condono, comunque, rientrano anche quelle relative ad Imu, Tasi e tasse sui rifiuti.

In particolare, sono cancellati i singoli debiti il cui importo residuo (fino al 24 Ottobre 2018) fosse fino a 1.000 Euro e comprensivo di capitale, interessi dovuti a ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni. I debiti nello specifico sono quelli affidati all’ente di riscossione tra il 1° Gennaio 2000 ed il 31 Dicembre 2010. La cancellazione scatta al 31 Dicembre 2018.

Come già accennato, risulta leggermente modificato rispetto alle ipotesi iniziali invece il condono fiscale cosiddetto “Rottamazione Ter” e che si riferisce alle cartelle inviate dall’ente di riscossione tra il 2000 ed il 2017. I contribuenti che vi aderiscono, infatti, vedono cancellati gli interessi e le sanzioni da pagare ed è offerta l’opportunità di poter rateizzare il proprio debito residuo in cinque anni.

La vera grande novità, tuttavia, è che la Ragioneria dello Stato ha bloccato la possibilità di estendere e quindi di poter far rientrare in questa Rottamazione Ter anche i tributi locali, quali Imu, Tasi e tasse sui rifiuti. Di conseguenza, questi non possono essere in alcun modo condonati. In pratica, coloro che in questi anni hanno ricevuto delle cartelle di pagamento per i tributi relativi alla casa (Imu e Tasi) o per la tassa sui rifiuti e che non sono state pagate, non potranno usufruire di tale specifico condono e quindi ottenere agevolazioni al riguardo.

Per il resto, sono confermati invece gli altri provvedimenti che fanno parte della cosiddetta Pace Fiscale 2019, tra cui i condoni relativi sia alle liti fiscali tributarie (per quei soggetti aventi pendenze in atto con le commissioni tributarie), sia ai verbali di constatazione ricevuti dopo dei controlli e sia alla cosiddetta “pace contributiva Inps” (per coloro che non hanno versato contributi a partire dal 1996).

Chi potrà partecipare al condono fiscale?

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