legge di stabilità

La prossima Legge di Stabilità, attualmente presentata in bozza dal Governo Letta con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale delle famiglie nei prossimi tre anni, contiene anche una serie di novità per quanto riguarda il settore immobiliare.

Gli argomenti che sono toccati da questa manovra fiscale, riguardano innanzitutto le tasse sugli immobili e sui rifiuti, che assumono nuove denominazioni e accezioni; vengono coinvolti anche gli incentivi legati alle ristrutturazioni o agli interventi necessari alla migliore efficienza energetica di edifici ed immobili.

Gli interventi della Legge di Stabilità

Sebbene sia ancora in bozza, la prossima Legge di Stabilità andrà ad intervenire attraverso una serie di tagli alle spese (in particolare quelle sanitarie) e del cuneo fiscale. Le nuove disposizioni riguardano anche l’entrata in vigore di una nuova tassa, annunciata come Service Tax, che va ad includere le precedenti Imu e Tares.

Arriva la Trise

La nuova Trise, Tassa sui rifiuti e sui servizi, sarà costituita da due tipi di tributi: la Tari, che va a sostituire Tares, ovvero la tassa sui rifiuti; la Tasi, invece, riguarda i cosiddetti servizi indivisibili, ed è collegata al possesso di abitazioni (in pratica, va a sostituire l’IMU, allargando le tipologie di immobili e forme contrattuali connesse, che dovranno pagare l’imposta).

Bonus ristrutturazioni nel Decreto Legge

Importanti novità anche sul fronte dei bonus relativi alle ristrutturazioni edilizie: nonostante sia infatti previsto il taglio di circa un miliardo di euro alle Regioni, verrà molto probabilmente estesa la possibilità di accedere ai bonus per ristrutturare edifici ed immobili, per tutto il 2014.

Attualmente si fa riferimento ai soli ecobonus per riqualificare dal punto di vista energetico le abitazioni ed altri edifici, per cui verrebbe mantenuta l’aliquota del 55% a tutto il 2014, mentre per quanto riguarda gli sgravi fiscali per le normali ristrutturazioni, si torna al 36%. Nel corso del 2015, l’ecobonus scenderà al 45%, per poi assestarsi anch’esso al 36% nel 2016.

Il mondo politico è già entrato in fibrillazione e si è diviso fra favorevoli e contrari a questa manovra fiscale: nel frattempo, il Governo sembra deciso a confermare la bozza che, al più presto, dovrebbe essere approvata in Parlamento e pubblicata in G.U.