Il periodo di recessione economica che ha senza dubbio stremato le famiglie e i consumatori italiani, che sono stati costretti a numerosi sacrifici e rinunce: per questo motivo molte banche e istituti di credito hanno provveduto ad aggiornare i loro prodotti finanziari, garantendo una serie di mutui agevolati in particolare per i giovani, con caratteristiche effettivamente convenienti.

Le novità sui mutui agevolati

Il successo di iniziative del genere è ribadito dalle statistiche di settore: Bankitalia ha infatti dimostrato come i mutui di tipo agevolato garantiscono alle famiglie in difficolta un sostanziale abbassamento dei tassi medi, arrivati ad uno “storico” (almeno per questo periodo) del 2,97%.

Fra le varie agevolazioni previste per giovani coppie, portatori di handicap, malati gravi e disoccupati, la più importante è la possibilità di arrivare a sospendere il pagamento di una rata fino a 18 mesi.

Piano casa e agevolazione mutui

Grazie al cosiddetto Piano casa che fu varato dal Governo Letta, il mercato immobiliare è riuscito ad ottenere una boccata d’aria: sono stati garantiti infatti finanziamenti, per una crescita prevista fra il 3 ed il 5 percento, nella speranza che siano sufficienti a “rifornire” gran parte dei mutui agevolati.

Nel 2013-2014, dunque, è stato possibile accedere con maggiore facilità ai mutui per l’acquisto della prima casa, facendo attenzione ai vari fattori che incidono sul costo finale dell’immobile:

  • tipologia di tassi di interesse
  • taeg e tan effettivi
  • costo effettivo della prima casa

Requisiti per ottenere mutui agevolati

Come in passato, i benefici per l’acquisto della prima casa non sono stati aperti a tutti: il Ministero delle Infrastrutture ha infatti stimato dei finanziamenti in grado di sostenere i mutui agevolati che non superavano i due miliardi, e rivolti a coloro che possedevano alcuni requisiti come:

  • reddito annuale dichiarato ISEE minore di 40.000 euro
  • età minore o uguale a 35 anni
  • assenza di un contratto di lavoro di tipo regolare

Si è trattato comunque di una situazione incoraggiante, che ha permesso a tanti giovani l’avverarsi di un sogno comune, quello di riuscire ad ottenere un luogo dove vivere in sicurezza e tranquillità.

Oltre alle agevolazioni, cala lo spread

Se da una parte il Governo ha cercato di far ottenere agli italiani una serie di agevolazioni e sgravi fiscali per poter accedere più facilmente ai mutui e acquistare così una casa con più vantaggi rispetto al passato, dall’altra c’è da segnalare come in generale, il valore dello spread sia sceso notevolmente.

Questo significa che i tassi di interesse, sia fisso che variabili, ed i prestiti per l’acquisto di immobili a lunga scadenza, sono diventati più vantaggiosi, facendo così abbassare i prezzi legati alla compravendita di una casa.

Il gioco al ribasso non è legato a semplici iniziative particolari di istituti di credito attenti alle difficoltà delle famiglie italiane: l’asticella dello spread è scesa sotto il 3% anche grazie all’atteggiamento generale di banche e società di credito affini, che possono proporre ai loro clienti tassi di interesse molto più vantaggiosi rispetto a qualche mese addietro, in particolare per quanto riguarda mutui a tasso variabile con scadenze di tipo ventennale.

Tassi vantaggiosi sul mercato attuale

Andando ad analizzare i dati forniti da alcuni motori di ricerca relativi ai mutui, è possibile sottolineare il fatto che attualmente il valore medio dello spread nell’attuale mercato è di poco superiore al 2,4%. Questo è un segnale che fa ben sperare, ed un incoraggiamento per chi ha intenzione al più presto di accedere a dei mutui agevolati: infatti andando ad allargare l’analisi su un più ampio arco temporale, il ribasso dello spread sembra voler continuare in maniera decisiva per assestarsi su valori altamente convenienti.

D’altronde, le analisi statistiche di quest’ultimo periodo hanno reso noto come in Italia la richiesta di mutui sia salita rispetto agli anni passati andando a registrare un incremento per quanto riguarda questo tipo di prodotto finanziario, anche se rispetto allo stesso periodo di qualche anno fa i dati risultano ancora inferiori. Si parla quindi di una ricrescita di questo settore economico che fanno ben sperare per un futuro che possa sancire definitivamente la ripresa nel nostro paese.

Incentivi su bioedilizia e case green

Da circa un mese ha visto la partenza il progetto pilota europeo destinato a promuovere i “mutui green”, cioè i finanziamenti diretti ad agevolare l’acquisto delle case con caratteristiche ecosostenibili. In tutta Europa, ben 60 operatori hanno aderito all’EEMPS, cioè Energy Efficient Mortgages Pilot Scheme, che è stato lanciato nel giugno scorso e che durerà inizialmente due anni nei quali verrà messo a punto un sistema di raccolta dati che avrà lo scopo di facilitare l’erogazione di alcuni finanziamenti ad hoc per coloro che desiderano vivere in una casa con un basso impatto ambientale. In tal modo si avrà una convenienza maggiore nel costruire una casa “green” con ridotti consumi energetici e, si spera, di diminuire entro il 2030 le pericolose emissioni di carbonio di almeno il 40% rispetto agli anni ‘90; inoltre, le banche svilupperanno un nuovo tipo di prodotto da usare come garanzia per le loro obbligazioni. In Italia, le banche che aderiranno al progetto sono Banco BPM, Banca Monte dei Paschi di Siena, Crédit Agricole, BPER Banca, Volksbank Alto Adige e Friulovest Banca.

Svariate condizioni di favore verranno applicate ai cosiddetti mutui green per convincere i proprietari ad intraprendere dei lavori di riqualificazione dell’immobile ed efficientamento energetico. I mutui di questo tipo potranno godere di tassi di interesse bassi oppure di importi concessi maggiori. Nel nostro Paese, in questi anni, sono già comparsi i mutui per la bioedilizia, con tassi agevolati, atti a finanziare l’acquisto di case a classe energetica A e superiore; le ristrutturazioni per il miglioramento energetico per le quali si possono detrarre fiscalmente le spese; l’edificazione di immobili dalle caratteristiche green.

A queste, potrebbero essere affiancate delle nuove agevolazioni: bollette meno care riguardanti le utenze “verdi”, costi di acquisto di favore e incentivi alla bioedilizia che come abbiamo detto, nel nostro Paese, sono presenti. Per esempio, una detrazione Irpef al 36% sui costi per la copertura verde dei balconi, dei giardini pensili ecc. per un massimo di 5 mila euro o anche l’Ecobonus, che consente di detrarre il 65% dalle spese per migliorare dal punto di vista energetico le unità immobiliari oppure, infine, il bonus ristrutturazioni che consente di detrarre fra il 50 e il 75% i costi di riqualificazione degli edifici.

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