mutui inpdap

Vantaggi e agevolazioni arrivano a partire dal 1° Ottobre per i di dipendenti nella pubblica amministrazione che vogliono acquistare casa tramite un mutuo ipotecario: l’Inpdap ha infatti introdotto una serie di novità relative alle regole per fare richiesta di prestiti e mutui volti all’acquisto della prima casa.

I mutui Inpdap dalla fine del 2013 saranno molto più semplici da ottenere, non solo per i dipendenti pubblici, ma anche per i loro figli, sempre che questi facciano parte di un diverso nucleo familiare. Inoltre, vengono introdotti finanziamenti quadriennali che un tempo erano stati aboliti, mentre per i finanziamenti triennali non c’è il tetto massimo di 8.000 euro erogabili.

Sospensione mutui Inpdap

Una delle più interessanti novità di questa riforma voluta dall’ente di previdenza per la pubblica amministrazione è l’aver introdotto la sospensione ed il rifinanziamento del mutuo in caso di difficoltà economiche da parte del soggetto che ne ha fatto richiesta. In questo modo, la scelta di un mutuo vantaggioso e garantito dal fatto di essere dipendenti pubblici è ancora più vantaggiosa e permette in molti casi di gettare il cuore oltre l’ostacolo ed effettuare la domanda di finanziamento all’Inpdap stesso.

I mutui Inpdap per la prima casa costituiscono un’ottima occasione per i lavoratori della Pubblica Amministrazione che vogliono godere di un investimento agevolato. Non tutti possono, tuttavia, farvi richiesta: ecco i requisiti necessari.

Come funziona il mutuo Inpdap

Possono richiedere i mutui Inpad per la prima casa solo ed esclusivamente i dipendenti statali a tempo indeterminato e determinati oppure i pensionati con almeno tre anni di anzianità (quindi di contributi): l’importante è che al momento della richiesta il contratto di lavoro sia a tempo indeterminato.

È possibile richiedere l’erogazione dell’investimento per un’abitazione non di lusso che si trovi sul suolo italiano. Per la precisione, le categorie possibili sono A2, A3, A4, A5, A6 e A7. È importante, altresì, che nessuno dei familiari stretti possegga una casa di proprietà a meno di 100 km dal Comune nel quale sorge l’immobile per il quale si richiede il prestito.

Che tipo di mutuo?

I mutui Inpdap per la prima casa possono valere al massimo 300.000 € (senza, in ogni caso, superare il valore della casa) e il piano può durare dai 10 ai 30 anni.

Le rate annuali non possono superare la metà del proprio reddito. Si prende a riferimento il precedente Isee o Cud.

Per quello che riguarda il tasso, questo può essere sia variabile che fisso: nel primo caso, non può superare il 3,50%, nel secondo il 3,75%. In ogni caso, è il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto che stabilisce di anni in anno la cifra esatta.

La domanda per i mutui di questo tipo

La domanda per i mutui Inpdap per la prima casa dev’essere inviata, secondo la modulistica presente nel sito dell’Istituto, entro i primi dieci giorni di gennaio o di maggio o di settembre alla sede istituzionale più vicina.

L’Inpdap si preoccuperà successivamente di redarre una graduatoria e di rendere disponibile sul sito. La lista viene creata sulla base del reddito familiare, composizione del nucleo e anzianità.

È utile, infine, sapere che è possibile operare una surrogazione del mutuo. Con questo tipo di operazione, in pratica, è possibile andare a spostare il mutuo, aperto presso una determinata banca, presso una nuova banca che ci va a garantire migliori condizioni rispetto alla precedente.  In questo modo, qualora il soggetto verifiche effettivamente che un istituto di credito venga incontro alle esigenze di quel determinato momento economico, può andare ad abbandonare le condizioni precedenti e fornire le stesse garanzie di partenza al nuovo istituto.