mutui partita iva

Come fare a richiedere un mutuo se si ha la partita IVA? La domanda è lecita, considerato che, nella maggior parte dei casi, le banche e gli istituti di credito in generale, permettono l’apertura di un mutuo a chi di mostra di avere un reddito di un certo tipo, e praticamente garantito dalla presenza di un contratto a tempo indeterminato e di ulteriori garanzie fornite da terzi.

Nella realtà dei fatti, chi ha la partita IVA può comunque accedere ad un prestito per l’acquisto di una casa, anche se le statistiche parlano chiaro: circa il 13% dei cittadini italiani che hanno richiesto i mutui sono liberi professionisti, ma di questi solo poco più del 5% hanno ricevuto il benestare della banca a cui hanno fatto la domanda.

Chi accede al mutuo con partita IVA?

Secondo le statistiche rilevate da una indagine del sito Facile.it, pare che fra tutte domande di mutuo avvenute a ridosso dell’estate, ovvero circa 6 mila, la maggior parte delle persone con partita IVA che hanno avuto risposta positiva sono state agevolate dal fatto che il prestito era finalizzato al finanziamento di solo una parte minima del valore totale dell’immobile. Il resto, a quanto pare, viene pagato con moneta sonante durante la fase di compravendita.

L’atteggiamento delle banche nei confronti di queste richieste, è infatti molto meno disponibile, proprio per le minori garanzie che provengono da una attività non “regolamentata” da redditi di tipo contrattuale.

Di quali cifre stiamo parlando?

Parlando di cifre reali, l’indagine di cui sopra sottolinea come la somma finanziata dalle banche per i mutui con partita IVA arriva a malapena al 40% del valore totale dell’immobile che si vuole acquistare come prima casa, per una media in euro di 123.000. Di solito, chi richiede un prestito del genere, ha un’età media di 44 anni, e può spalmare le rate di rimborso per un massimo di 20 anni.

Per quanto riguarda il tipo di mutuo, chi ha la partita IVA sembra prediligere quello a tasso variabile (circa il 70%), e si tratta nella maggior parte di casi di soggetti che hanno comunque a disposizione una liquidità iniziale abbastanza rilevante, che viene a tutti gli effetti “benvista” dalle banche come garanzia al momento della richiesta.

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