Per coloro che non possono permettersi, per svariati motivi, l’acquisto di un immobile, non c’è altra scelta che cercare e trovarne uno che sia il migliore possibile per le proprie esigenze e naturalmente per le proprie tasche, ma in affitto. Nel corso degli anni, proprio per venire incontro alla moltitudine di persone che vive in un’abitazione con un contratto di locazione, le autorità statali hanno emanato diverse norme, per agevolare in questo senso soprattutto alcune categorie di soggetti, come ad esempio gli studenti o i lavoratori fuori sede.

Tali norme si sono modificate nel tempo, soprattutto per taluni aspetti particolari, tra cui a titolo esemplificativo la proroga di un contratto di affitto oppure, ancora, per quanto concerne la riduzione del suo canone, ed hanno definito di conseguenza man mano nuove regole per un contratto di locazione. Comunque, come dicevamo, aggiornamenti normativi recenti non sono mancati. Proviamo a vedere in maniera più approfondita in cosa consistono.

Il Decreto del Gennaio 2017

Con la pubblicazione del Decreto Interministeriale del 16 Gennaio 2017 sono state apportate alcune modifiche alle norme riguardanti gli affitti a canone concordato, a quelli transitori e per gli studenti e lavoratori e, infine, introdotto delle agevolazioni fiscali, confermate poi nel corso del 2018 e 2019. Vediamo, in sintesi, in cosa consistono tali modifiche e benefici di natura fiscale, sia per inquilini che per proprietari.

I contratti d’affitto a canone concordato in generale

Innanzitutto, anche eventuali nuovi accordi locali sugli affitti devono sempre stabilire che il canone di locazione rientri tra una soglia minima ed una massima e che le parti (proprietario ed affittuario), nel caso, possano farsi aiutare dalle proprie rispettive organizzazioni nella definizione del canone stesso. Se non si volesse, invece, essere assistiti in tale importante passaggio, un contratto tra suddette parti deve comunque ricevere un attestato di conformità dell’associazione degli inquilini o dei locatori.

Contratti transitori per i lavoratori

Tenendo presente la particolare situazione italiana, in cui la precarietà lavorativa è considerevole e molti soggetti sono costretti a dover vivere fuori sede e lontani dalla propria località natia per poter perfezionare i propri studi o lavorare, la possibilità di poter sottoscrivere contratti d’affitto transitori (validi da 1 a 18 mesi) è una soluzione davvero economica, importante e assai pratica.

Di conseguenza, il decreto interministeriale ha previsto la possibilità di ampliare le fattispecie con cui si possono sottoscrivere questi particolari contratti specifici e vi rientrano attualmente anche quei soggetti che si trasferiscono in altre realtà geografiche per mobilità lavorativa, per attività di studio, per lo svolgimento di un apprendistato ed anche per effettuare della formazione professionale, dell’aggiornamento oppure per ricerche di natura occupazionale e quindi di occasioni lavorative.

Adesione alla Cedolare Secca

Per i proprietari di immobili in affitto e che aderiscono al regime della cosiddetta “Cedolare Secca” è possibile beneficiare di un’imposta sostitutiva con aliquota variabile tra il 10% ed il 21% del canone di locazione. La tariffa più bassa è ammessa in particolari situazioni, tra cui ad esempio per gli immobili locati situati in città ad alta densità abitativa o con carenza di disponibilità di case (come grandi centri quali Roma, Milano, Torino, Napoli e Palermo).

La tipologia di immobili che possono rientrare in questo particolare regime fiscale sono quelli abitativi appartenenti alle categorie dall’A/1 all’A/11 (ad eccezione dell’A/10) e, dal primo Gennaio 2019, anche quelli ad uso commerciale di genere C/1. Tale imposta sostitutiva al 10% trova applicazione, al momento, per tutto il 2018 ed il 2019, mentre per il 2020 dovrà essere oggetto di eventuale conferma.

Questa normativa del 2017, come abbiamo visto, è stata sottoposta soltanto a poche modifiche in anni più recenti, continuando a mantenere quindi tutti quei benefici ed agevolazioni, anche di natura fiscale, sia per i locatori che per i conduttori di immobili in affitto. Una realtà, questa, davvero diffusa nel nostro Paese, in cui non tutti hanno la possibilità economica o l’opportunità di poter acquistare un immobile.

Contratto di locazione: le novità

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