quando è possibile il pagamento affitto in contanti?Il pagamento dell’affitto in contanti è possibile per importi non superiori a 3.000 euro. In caso di pagamento in contanti il locatore dovrà obbligatoriamente rilasciare una ricevuta al conduttore, sulla quale dovrà essere apposta una marca da bollo del valore di 2 euro a carico di quest’ultimo.

Il tema del pagamento dell’affitto in contanti è stato soggetto negli ultimi anni a diverse modifiche normative, da ultimo dalla legge di stabilità 2016 che ha appunto previsto l’innalzamento del limite dei pagamenti in contanti a 3.000 euro. Per fare chiarezza è utile ripercorrere brevemente gli interventi normativi e i chiarimenti del Ministero dell’economia e delle finanze per comprendere gli obblighi cui sono soggetti locatore e conduttore e le sanzioni previste in caso di illeciti.

Pagamento affitto in contanti: quale limite?

L’articolo 12 del decreto legge 201 del 2011 – la cosiddetta manovra Monti – aveva introdotto una restrizione del limite dei pagamenti in contanti previsto dalla normativa sull’antiriciclaggio, portandolo da 2.500 a 1.000 euro.

Successivamente la legge di stabilità 2014 – legge 147 del 2013 aveva previsto una disposizione che sembrava escludere del tutto il pagamento dei canoni di locazione in contanti. Il comma 50 dell’articolo 1 stabiliva infatti che: “i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l’importo, in forme e modalità che escludano l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità”. Dal tenore della norma sembrava che il canone di affitto dovesse essere pagato sempre con bonifico, assegno o strumenti simili.

Tale interpretazione è stata smentita dalla nota 10492 del 5 febbraio 2014 del Ministero dell’economia e delle finanze che ha chiarito che il pagamento in contanti era comunque previsto nei limiti fissati dalla legge, ossia per importi fino a 1.000 euro. In questi casi è possibile garantire la tracciabilità dei pagamenti mediante una prova documentale idonea ad attestare il trasferimento di denaro.

Il limite per i pagamenti in contanti è stato successivamente innalzato dalla Legge di stabilità 2016, che al comma 898 ha previsto la possibilità di effettuare pagamenti in contanti per importi non superiori a 3.000 euro.

Pagamento affitto in contanti: a quali condizioni

Sulla base di quanto previsto dalla legge è possibile pagare l’affitto in contanti:

  • Se l’importo è inferiore a 3.000 euro
  • A patto di attestare il pagamento mediante una ricevuta

Tale disposizione si applica sia ai contratti di locazione a uso abitativo, sia alle locazioni commerciali.

Per importi pari o superiori a 3.000 euro non è possibile pagare in contanti. In questi casi sarà necessario ricorrere a strumenti tracciabili, come:

  • Assegno non trasferibile
  • Bonifico
  • Carta di credito o prepagata

Ricevuta pagamento affitto in contanti

La ricevuta per il pagamento dell’affitto è obbligatoria in caso di pagamento in contanti. Negli altri casi può essere emessa su richiesta del conduttore.
L’articolo 1199 del codice civile stabilisce che le quietanze di pagamento sono rilasciate su richiesta e a spese del debitore, mentre l’articolo 13 della prima parte della tariffa allegata al d.p.r. 642/72 stabilisce che le quietanze rilasciate dal debitore sono soggette al pagamento dell’imposta di bollo.

Ciò vuol dire che in caso di pagamento in contanti il conduttore deve richiedere ricevuta al locatore e deve pagare l’imposta di bollo – ad esempio con marca da bollo – di 2 euro.

In caso di mancata emissione della ricevuta o di mancato pagamento dell’imposta di bollo locatore e conduttore sono entrambi responsabili e dunque soggetti a sanzioni. In particolare:

  • In caso di mancata emissione della ricevuta si perdono le agevolazioni e le detrazioni previste dalla legge (ad esempio per la cedolare secca)
  • In caso di mancato pagamento dell’imposta di bollo si paga una multa di importo variabile da 1 a 5 volte l’imposta evasa

Sanzioni pagamento affitto in contanti oltre i 3.000 euro

Chi supera il limite previsto per i pagamenti in contanti è soggetto a una sanzione amministrativa che varia tra:

  • l’1 e il 40 per cento dell’importo trasferito, se questo è compreso tra 3.000 e 50.000 euro
  • il 5 e il 40 per cento dell’importo trasferito, se questo è superiore a 50.000 euro