In questi ultimi anni è divenuto sempre più importante per le famiglie riuscire a contenere i consumi energetici all’interno delle proprie abitazioni, sia per limitare le spese finanziarie annuali e sia per ridurre gli sprechi, cercando così di fornire il proprio contributo alla riduzione dell’inquinamento globale. Da questo punto di vista, il nostro Paese si è anche adeguato a diverse importanti direttive europee al fine di migliorare l’efficienza energetica degli edifici presenti sul proprio territorio.

Comunque, un’importante spinta a tale miglioramento è arrivata anche dalle agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni, sia di singole abitazioni private che di strutture condominiali, e che vanno sotto la denominazione di “Ecobonus”. Tuttavia, coi primi mesi del 2019, non mancano delle novità riguardanti proprio le norme relative alle prestazioni energetiche degli edifici. Novità che non sono altro che aggiornamenti della normativa esistente, ma che è importante comunque conoscere.

In cosa consiste una certificazione energetica

Questa, in sintesi, è una procedura effettuata da un tecnico competente che valuta e verifica i consumi a livello energetico di un’abitazione o di un intero edificio, per conservare specifiche condizioni ambientali al loro interno. L’esperto misura, in un immobile, i consumi in Kilowatt per metro quadro di superficie.

Questo dato, combinato ad altri, permette di ottenere l’APE, cioè l’Attestazione di Prestazione Energetica della struttura, sia essa un’abitazione oppure un edificio. Tali risultati, poi, fanno rientrare quest’ultima in una sorta di graduatoria, composta da varie classi energetiche, da quelle maggiormente efficienti a quelle meno performanti.

Attualmente, le classi energetiche vanno dalla A4 fino alla G, in cui la prima evidenzia la più alta efficienza ed i risultati migliori per un immobile, mentre l’ultima equivale all’efficienza più bassa e naturalmente alle performances peggiori. Definita in maniera molto breve e sintetica in cosa consista la certificazione energetica di una casa oppure di un edificio, vediamo quali sono le novità di questi ultimi mesi.

Ecco la UNI/TS 11300-2:2019

È stata presentata proprio ad inizio del 2019 da UNI, cioè l’ente nazionale italiano di unificazione (in pratica l’associazione che per il nostro Paese partecipa alla normazione di alcuni settori industriali, commerciali o connessi al terziario), la UNI/TS 11300-2:2019 che riguarda “Prestazioni energetiche edifici – parte 2: determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale, per la produzione di acqua calda sanitaria, per la ventilazione e per l’illuminazione di edifici non residenziali”.

Quest’ultima normativa va a sostituire quella del 2014, presentando difatti, come abbiamo detto, alcune novità:

  • Adattamento introduttivo alle precedenti UNI 11300 emesse nel 2016;
  • Trasformazione in norma di una nota informativa riguardante i sistemi di regolazione;
  • Inserimento di un’appendice inerente alla misurazione dei fabbisogni energetici di acqua calda sanitaria con l’uso di recuperatori di calore dai reflui delle docce;
  • Abolizione dell’appendice E, riguardante la misurazione della prestazione energetica di edifici non forniti di sistemi di climatizzazione invernale e/o per la produzione di acqua calda sanitaria, in quanto superata ed aggiornata da alcuni decreti ministeriali in materia pubblicati nel 2015.

Una normativa soggetta ad aggiornamento

In realtà, secondo il Comitato Termotecnico Italiano (CTI), tali novità non sono altro che un aggiornamento della normativa esistente ed aventi un’incidenza davvero ridotta sulla metodologia di calcolo e pertanto non necessita di un nuovo iter di verifica riguardo agli strumenti di misurazione della prestazione energetica degli edifici stessi, rispetto a quella al momento in uso nel nostro Paese.

Di conseguenza, la normativa UNI/TS 11300-2 del 2019 si conferma e si ribadisce un aggiornamento a livello editoriale e tecnologico di quella precedente e, perciò, non risulta essere una normazione rientrante nella procedura di recezione delle nuove norme EN, elaborate sotto mandato M/480.

Quest’ultimo risulta al momento in corso ed implica l’elaborazione di particolari appendici nazionali alla normativa EN e di un ulteriore gruppo di moduli, che andranno in seguito a comporre un nuovo pacchetto UNI/TS 11300.

Chiarimenti sull’A.P.E.

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