Molto spesso e per i più svariati argomenti, i condomini degli stabili, hanno fra di loro molteplici discussioni sulle decisioni da prendere per il condominio in cui vivono. Sicuramente tra gli argomenti più gettonati delle assemblee condominiali c’è il tema che riguarda la pulizia e l’igiene delle parti comuni a tutti i condomini, quali le scale e gli annessi.

Pulizie condominiali

Talvolta, in un condominio, per risparmiare sulle spese mensili si può optare per un’autogestione delle pulizie: il cosiddetto fai da te. Si tratta di una pratica assolutamente legale e che certamente non prevede ostacoli della legge ma, quella di mettersi d’accordo tra i vari condomini per pulire con specifici turni non è sicuramente una cosa facile da fare. Ecco perché la pulizia del condominio rappresenta una questione un po’ delicata che, oltre a svariate liti, può portare ad un’infruttuosa pulizia dello stabile che rischia di essere tralasciato a lungo o, almeno, finchè non si raggiunge una decisione che metta tutti d’accordo.

Chi decide quali sono le modalità delle pulizie condominiali

Come molti sanno, non è per niente facile vivere in un condominio perché ci sono tante decisioni da prendere e tantissimi pareri discordanti, si devono far tornare i conti, si devono ripartire correttamente le spese, ci sono i bilanci da approvare, nonché i vari oneri imprevisti e, soprattutto, gli spazi comuni che si devono gestore e pulire.

Nel nostro Codice Civile, però, esistono delle norme che regolamentano proprio la gestione dei sopracitati spazi comuni, fra i quali rientrano:

  • I portoni d’ingresso;
  • Le rampe di scale ed i pianerottoli;
  • La lavanderia e gli stenditoi;
  • Gli ascensori;
  • I cortili ed i portici;
  • La portineria o l’eventuale alloggio del portiere;
  • Le facciate.

Esiste l’obbligo, per tutti i condomini e per tutti questi spazi, di prestare le cure necessarie, pulizia compresa.

Le decisioni sulla pulizia degli spazi condominiali vengono prese durante le riunioni dell’assemblea di condominio nelle quali si discute, si vota e si approvano e spese riguardanti tali argomento.

Queste decisioni vengono prese mediante le maggioranze ordinarie, quindi, quando in seconda convocazione è presente un terzo dei condomini, favorevole.

Le modalità fra cui solitamente si opta sono:

  • Affidare l’incarico ad una ditta di pulizie mediante regolare contratto;
  • Incaricare una persona che può fare anche parte del condominio che, sotto compenso, si occuperà delle pulizie;
  • Infine c’è il suddetto fai da te, utilizzato specialmente nei condomini più piccoli nei quali i condomini definiscono una turnazione fra loro per pulire gli spazi comuni.

Rispettare i diritti dei condomini

Capita spesso che durante un’assemblea ci si lasci trasportare dall’idea di risparmiare e si voti a favore delle pulizie condominiali fai da te.

Capita anche che ci si ritrovi trascinati dalla maggioranza nella turnazione delle pulizie. Molto spesso in entrambi i suddetti casi si rischia di ritrovarsi pentiti da una scelta frettolosa o forzati ad un onere che non si era preventivato di sostenere.

Così, se ci si ritrova a non voler più pulire, sappiate che, in base ad una sentenza della Corte di Cassazione, non farlo è un vostro diritto, che rende nulla ogni delibera condominiale che impone il fai da te agli stessi condomini. Infatti si possono obbligare i condomini alla partecipazione alle spese della pulizia, ma non esiste nulla che obblighi gli stessi a pulire personalmente questi spazi. Quindi, quando si delibera per il fai da te delle pulizie condominiale, il consiglio è quello che il voto dei condomini raggiunga la maggioranza assoluta. In caso contrario si rischia che, in qualsiasi momento, uno dei condomini possa ribellarsi alla scelta presa dagli altri e decida di non voler pulire. Impugnando la decisione, si va certamente incontro all’annullamento della delibera e questo porterebbe ad una nuova riunione condominiale in cui votare, nuovamente, per il privato sotto compenso o l’impresa di pulizie specializzata.